{"id":3581,"date":"2023-04-12T23:44:48","date_gmt":"2023-04-12T23:44:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/?p=3581"},"modified":"2026-03-23T06:10:06","modified_gmt":"2026-03-23T06:10:06","slug":"la-fortezza-medievale-di-monselice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monseliceantica.it\/archivio\/la-fortezza-medievale-di-monselice\/","title":{"rendered":"Cinque ordini di mura della fortezza di Monselice"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_4177\" aria-describedby=\"caption-attachment-4177\" style=\"width: 1873px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4177 size-full\" src=\"https:\/\/www.monseliceantica.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/tavola5.jpg\" alt=\"\" width=\"1873\" height=\"1792\" srcset=\"https:\/\/www.monseliceantica.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/tavola5.jpg 1873w, https:\/\/www.monseliceantica.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/tavola5-1536x1470.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1873px) 100vw, 1873px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4177\" class=\"wp-caption-text\">Cintura muraria di Monselice (di Massimo Trevisan) in rosso le mura esterne<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>COSTRUZIONE DELLE MURA DI MONSELICE<\/strong><\/p>\n<p>Tentiamo una ipotetica ricostruzione delle mura di Monselice, utilizzando gli studi disponibili<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA CINTA MURARIA BIZANTINA (VI sec.)<br \/>\nLa fortificazione pi\u00f9 antica risale all&#8217;et\u00e0 bizantina (VI secolo): si tratta di una cinta che ingloba circa tre ettari sul cucuzzolo della Rocca. Tratti di mura sono ancora visibili in pi\u00f9 punti e furono utilizzate come strutture difensive per i monselicensi per molto tempo. Forse in questo periodo furono costruite la chiesa di San Paolo alla base del colle e quella di Santa Giustina in cima alla Rocca.\u00a0Gli scavi archeologici eseguiti da GP. Brogiolo sulla Rocca di Monselice hanno consentito di appurare che la localit\u00e0 fu fortificata dai Bizantini nel VI secolo per resistere contro i Longobardi entrati allora in Italia. Con azioni fulminee i Longobardi occuparono Padova e Monselice: la prima fu declassata al rango di citt\u00e0 a vantaggio della seconda che divenne cos\u00ec capoluogo di circoscrizione e punto forte rivolto dai Longobardi contro i vicini territori rimasti in mano bizantina. Le fortificazioni di Monselice subirono ben presto rimaneggiamenti e modificazioni tanto che una torre lungo le pendici del colle, \u00e8 stata infatti scoperta una piccola necropoli familiare con ricchi corredi in oggetti d&#8217;oro che rimandano agli usi funerari diffusi fra i Longobardi nei primi decenni del secolo VII. Lo spazio rinchiuso entro la cerchia muraria situata sulla sommit\u00e0 della Rocca, esteso per almeno quattro ettari, nonostante la ripidit\u00e0 del sito doveva in origine essere intensamente popolato come indicherebbe la presenza di almeno tre edifici religiosi tutti verisimilmente assai antichi. Risale all&#8217;anno 914 la prima fortuita notizia riguardante l&#8217;esistenza di un elemento fortificatorio del &#8220;castellum&#8221;: in quell&#8217;anno, infatti, un documento cita la chiesa di S. Tommaso, che era costruita &#8220;retro muris de ipso castello&#8221;. Certamente la menzione del muro \u00e8 significativa, in rapporto alla documentazione coeva dell&#8217;Italia padana, perch\u00e9 fa supporre l&#8217;esistenza di altre fortificazioni pi\u00f9 consuete per l&#8217;epoca: palizzate, terrapieni, un fossato di sgrondo e di difesa alla base del colle. L&#8217;estensione dell&#8217;abitato altomedievale sui terrazzamenti attorno al rilievo \u00e8 comunque difficilmente ipotizzabile, date le grandi trasformazioni che il colle sub\u00ec nel corso dei secoli e la inconsulta distruzione del profilo occidentale provocata dalla vorace attivit\u00e0 estrattiva di epoche non troppo remote (Gallo).<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24 size-full\" src=\"https:\/\/www.monseliceantica.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/8.jpg\" alt=\"\" width=\"1402\" height=\"1049\" \/>L&#8217;esistenza del fossato, prima struttura di difesa approntata attorno alle villae esterne ai castra, \u00e8 attestata proprio a Vallesella nel 1155. Ma a scopi solamente protettivi serviva pure la vasta area incolta, alberata e solcata da un fitto reticolo di fossati, della &#8220;frata communis&#8221;, che un documento del 1162 e molte posteriori attestazioni collocano &#8220;in capo della villa&#8221; (&#8220;in capite ville&#8221;): all&#8217;interno della fratta in quell&#8217;anno i consoli di Monselice, &#8220;con il consenso di tutto il popolo maggiore e minore&#8221;, distinsero un appezzamento incolto assegnandolo al fondatore dell&#8217;ospedale di S. Giacomo. E un&#8217;epoca di grande interesse, nella quale si mette in luce una compiuta e radicata organizzazione comunale con propri organi di autoamministrazione, che fanno di Monselice ben pi\u00f9 di un comune rurale : un vero &#8220;centro urbano minore&#8221;, con una societ\u00e0 articolata di proprietari liberi e di piccola nobilt\u00e0 di tradizione militare, di notai e giudici, di commercianti, di artigiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PRIME OPERE DI DIFESA ATTORNO AL CENTRO CITTADINO (XII secolo)<br \/>\nDal 1155 (S. Bortolami) almeno si ha notizia di &#8220;fossati&#8221; o &#8220;fosse&#8221;, al piano, che cingevano la contrada suburbana di Vallesella. Ma nel tempo queste elementari difese d&#8217;acqua, rinforzate forse da palizzate e terrapieni, videro spuntare opere pi\u00f9 robuste. Gi\u00e0 nel 1162 si menziona una porta di muro e nel 1181 un ponte in pietra (Grola ?), probabilmente quello che dalla piazza passa il fiume in Montericco. Nel 1265 si ricorda invece una porta di Mezzo, orientata in direzione di Tribano. Intorno alla met\u00e0 del Duecento si parla ormai correntemente di ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;dentro&#8221; e ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;fuori&#8221; della villa, alla quale si accedeva dalla campagna circostante Monselice da una pluralit\u00e0 di ponti e di porte: quella di Vanzo, ad esempio, quella del Quadrivio della Costa, quella della Cal di Mezzo, quella, da poco costruita, di San Giacomo. Le fonti inoltre parlano anche, oltre che di &#8220;mura del castello&#8221;, di &#8220;muro&#8221; intorno alla villa o, come sempre pi\u00f9 frequentemente si usa dire nei documenti, alla terra di Monselice. Per tutto il Duecento e per buona parte del Trecento, tuttavia, \u00e8 difficile dire se davvero si trattava di un&#8217;integrale cortina muraria o di un tracciato difensivo fatto di terrapieni con palizzate e torricelle in muratura o lignee, simile allo &#8220;spalto&#8221; che contemporaneamente cingeva gran parte del borgo.<\/p>\n<p>LE STRUTTURE DIFENSIVE PRIMA DI FEDERICO II<br \/>\nGli scavi del 1995-1996 hanno messo in luce, tra l&#8217;altro, due imponenti edifici: una torre di 8 x 8 m e un grande edificio di 19 x 7,5 m, suddiviso in due ambienti di ineguali dimensioni. Entrambi si segnalano per l&#8217;utilizzo di conci squadrati, messi in opera con molta regolarit\u00e0. Le opere di difesa erano posteriori alla chiesa, ma con questa convissero fino all&#8217;edificazione del mastio ezzeliniano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COSTRUZIONE DELLE MURA FEDERICIANE (XIII secolo)<br \/>\nNella primavera del 1239 Federico II venne a Monselice, \u00abil cui monte ordin\u00f2 di murare per sicurezza\u00bb e, stando sul posto, si rese conto di quanto potenti fossero le fortezze del marchese d&#8217;Este. Il cronista Pietro Gerardo narra che Ezzelino dall&#8217;alto della rocca di Monselice mostr\u00f2 all&#8217;imperatore \u00abtutti li castelli del marchese Azzo\u00bb dicendogli che fino a quando \u00abquel stato sar\u00e0 in mano di detto marchese, sempre la Marca trevigiana sar\u00e0 in confusione\u00bb. L&#8217;imperatore ordin\u00f2 il rafforzamento delle mura. L&#8217;ordine dell&#8217;imperatore fu subito eseguito.<br \/>\nLa fortezza monselicense costituisce una delle opere pi\u00f9 interessanti di architettura militare del medioevo. La fortificazione era concentrata attorno alla parte sud della Rocca, dove il declivio si presenta dolce. La parte nord invece era assai ripida e non presenta nessuna difesa. In cima alla Rocca c&#8217;era il punto di comando di tutta la difesa: il mastio eretto nel mezzo di un vasto piazzale a 172 metri d\u2019altezza. \u00c8 un torrione quadro, piantato su larga base piramidale, fatto con somma esattezza di parallelepipedi di macigno (trachite), pi\u00f9 piccoli nel tronco, e con malte apparenti. Lo storico dell&#8217;arte Giulio Bresciani Alvarez non esclude che in un prossimo futuro ricerche archeologiche e archivistiche, svelino il nome del geniale autore delle fortificazioni monselicensi. Allo stato attuale non \u00e8 fantascienza pensare che a progettarla congiuntamente al piano militare sia stato il proto-magistri Zilio Milanese che almeno sino al 1242 lavor\u00f2 per l&#8217;imperatore Federico II. L&#8217;esecuzione del progetto fu affidata ad Ezzelino da Romano. L&#8217;architetto Zilio aveva preparato per l&#8217;imperatore svevo i piani per tratti delle mura di Padova e per quella mirabile sintesi di architettura militare e residenza che \u00e8 Castel del Monte, iniziato nel 1240, un anno dopo la sua presenza a Monselice.<br \/>\nIl progetto federiciano riguardava l&#8217;area della Rocca e discendeva sino a raggiungere e circuire l&#8217;abitato. Ci conforta questa affermazione l\u2019uniformit\u00e0 costruttiva riscontrata per l&#8217;intero sistema fortificato, quasi a farci supporre che, tra il 1239 e il 1330 almeno, siano rimaste invariate le tecniche difensive e costruttive allora, a pi\u00f9 riprese, utilizzate. Una conferma di questa ipotesi deriva osservando i tratti murari superstiti che vanno, con varia soluzione di continuit\u00e0, da via Argine Destro sino alla Torre Civica \u2014 solida costruzione dugentesca da riferire al cantiere ezzeliniano \u2014 e da questa alla torre all&#8217;angolo di piazza Ossicella per poi riprendere soltanto oltre S. Martino, dove inizia ad arrampicarsi, passando dietro villa Duodo, sino a raggiungere la zona della Rocca. Le mura di epoca federiciana si riconoscono all&#8217;uso di blocchi squadrati di trachite di forma regolare sicuramente proveniente direttamente dalla Rocca. Da un rapido sopralluogo a quelle strutture, aventi uno spessore di poco superiore al metro, con il camminamento di guardia di circa sessanta-settanta centimetri e il rimanente riservato allo spessore della merlatura, \u00e8 giocoforza concludere che almeno dalla parte interna, in epoca imprecisata, si ebbero modifiche rendendo obsolete le mensole in trachite, senz&#8217;altro predisposte per sostenere le strutture provvisorie in legno delle caditoie, da innalzarsi soltanto in caso di assedio o di estrema difesa. La sezione muraria non differisce affatto da quelle utilizzate nei cantieri del castello e delle chiese innalzate tra il Duecento e il Trecento: cortine in conci di trachite, di dimensioni medie,con ricorsi distanziati, qualche volta, dalle corsature in mattoni; con il nucleo interno realizzato con la tecnica dell&#8217;opus caementicium.<br \/>\nTrattandosi della perimetrazione pi\u00f9 esterna, la si potrebbe supporre di epoca carrarese, indicazione cronologica che comunque dovrebbe essere suffragata confrontandola con quanto rimane delle strutture altomedioevali, attorno alla corte di Petriolo e S. Tommaso, nel recinto del Castello e nelle adiacenze della Rocca.<br \/>\nNon ci pare ipotesi avventata quella che, sulla base della legge della &#8220;persistenza del piano&#8221;, vedrebbe le mura carraresi insistere su lunghi tratti di precedenti strutture ezzeliniane, allora ripristinate con aggiunte e modifiche, sull&#8217;esempio di quanto accadr\u00e0 poi a Padova quando porzioni di mura di et\u00e0 comunali e carrarese vennero conglobate nel sistema bastionato veneziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">POTENZIAMENTO CARRARESE DELLE MURA (XIV secolo)<br \/>\nNel XIV i Carraresi, signori di Padova, venuti in possesso di Monselice, provvidero a ricostruire l&#8217;apparato fortificatorio secondo i criteri difensivi\u00a0 correnti inglobando le murature pi\u00f9 antiche e il mastio federiciano; a quell&#8217;epoca risalgono infatti buona parte delle strutture ancora oggi esistenti bench\u00e9, il pi\u00f9 delle volte, allo stato di rudere che circondano il centro abitato. Il 19 agosto 1338 a Monselice, ultimo baluardo scaligero nel territorio euganeo, dopo anni di assedi da parte dell\u2019esercito dei collegati veneziani-padovani-fiorentini, venne ceduta con accordi segreti alla Signoria di Padova \u201ccon grande allegrezza della citt\u00e0 e dei suoi cittadini\u201d. Gli accordi furono pattuiti tra Pietro Del Verme, personaggio centrale nell&#8217;espansione scaligera e \u201cfunzionario\u201d abilissimo per i signori di Verona nei territori sottoposti e Ubertino da Carrara, signore di Padova, dopo vari dissidi che misero a ferro e fuoco la citt\u00e0 della Rocca tra gli anni 1336-1337. Sono riconoscibili le mura carraresi perch\u00e8 hanno i merli rotondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DESCRIZIONE DEL SANUDO 1483<br \/>\nIl Sanudo nel 1483 ci informa che nella parte pi\u00f9 alta del colle si trovava la chiesa battesimale di Santa Giustina, e pi\u00f9 in basso le cappelle dedicate a san Pietro e a san Giorgio. Verso la fine del XV secolo, secondo la descrizione di Marin Sanudo del 1483, esse, inglobate in altrettanti nuclei fortificati, segnavano allora il limite esterno della cerchia muraria. Dalla parte di Padova, cio\u00e8 verso nordest, vi era infatti \u00abil castello dicto S. Piero\u00bb cui corri\u00adspondeva, dall&#8217;altro lato, il castello \u00abappellato Santo Zorzi\u00bb; \u00abil castello tondo e alto\u00bb, cio\u00e8 il nucleo fortificato principale posto sulla vetta del monte, appariva ormai \u00abben dirupato e mal condizionato\u00bb, ma circa 80 anni prima esso \u00abera inespugnabile\u00bb tanto che i Veneziani avevano potuto impadro\u00adnirsene solo per tradimento.\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.monseliceantica.it\/la-citta-murata-di-monselice\/\">[ clicca qui&#8230;]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASSALTO E FINE MILITARE DELLA FORTEZZA (1509)<br \/>\nAi primi del Cinquecento, circa vent&#8217;anni dopo che erano state descritte da Marin Sanudo, le fortificazioni di Monselice vissero la loro ultima, infelice vicenda bellica. Dopo la precipitosa ritirata dei Veneziani, sconfitti ad Agnadello dalle truppe della lega di Cambrai (maggio 1509), il presidio di Monselice fu attaccato dai collegati. L&#8217;imponente complesso costituito, come scrive Francesco Guicciardini, da \u00abtre procinti di muraglia\u00bb ritenuti inespugnabili, diede pessima prova di s\u00e9.<br \/>\nViste le artiglierie intaccare con facilit\u00e0 la cerchia esterna, gli uomini del presidio non riuscirono a ritirarsi in modo ordinato cos\u00ec che gli attaccanti penetrarono, dietro di loro, entro le due cerchie pi\u00f9 interne. Coloro che cercarono di resistere nel mastio furono stanati con il fuoco. Sterminati in gran parte tali deboli difensori, i vincitori resero inefficienti le mura superstiti e bruciarono le case del borgo.<br \/>\nEra la fine anche della fortezza militare che non era pi\u00f9 in grado di resistere alla nuove armi da fuoco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">VENDITA DELLA ROCCA AI PATRIZI VENEZIANI<br \/>\nDopo la conquista veneziana (1405) i Marcello acquisirono, a partire dal 1406 i beni pubblici e le residenze gi\u00e0 carraresi.\u00a0 Poco dopo una ducale del 25 maggio 1568 ordina di tenere chiuse le porte del castello giorno e notte nel solo caso di peste o guerre stabilendo che le chiavi debbano essere custodire dal podest\u00e0. I Marcello rimasero proprietari del castello fino al 1840. I Duodo, alla fine del XVI &#8211; inizi XVII secolo costruirono una villa (Duodo) a mezzacosta, sui resti di una fortificazione nota dalle fonti come &#8220;castello di S. Giorgio&#8221;. Lentamente le ricche famiglie veneziane (Duodo, Marcello, Nani) ridussero a parco la rocca monseliciana e vi costruirono le loro dimore di campagna preservando cos\u00ec la parte sud per i secoli futuri le rovine di quello che era stato un millenario, formidabile complesso militare.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">CINQUE ORDINI DI MURA<\/span><\/h2>\n<p>Numeriamo le cinta murarie partendo dal basso e quindi abbiamo:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3511 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Ordini-di-mura.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"418\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PRIMA CERCHIA DI MURA<br \/>\nLa prima cerchia era quella al piano e comprendeva l\u2019abitato. Il Sanudo nel 1483 contava quattro porte (Padova, Pescheria, San Marco, San Martino) diventate sette per l\u2019aggiunta di porta Vallesella, Carpanedo e Camin. La fossa che circondava le mura era alimentata con le acque del canale Bisatto. Dopo aver toccato le mura a sud le acque sfociavano nel Vigenzone che correva verso Pernumia. L&#8217;estensione della prima cerchia rendeva difficile difenderla. Alla prima vera guerra nel 1508-10 i soldati abbandonarono subito questa prima cerchia e si ritirarono sul colle.<br \/>\nNella cortina di questa prima cerchia si alzavano ad intervalli regolari torricelle, aperte completamente verso l\u2019interno, con una finestra ad arco tondo sui fianchi e col tetto a un piovente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SECONDA CERCHIA DI MURA<br \/>\nLa seconda cinta partiva da palazzo Duodo, scendeva per le sette chiesette, villa Nani, il castello e arrivava fino all&#8217;ex convento di San Francesco nei pressi di Via San Biagio. Molti dubitano di questa cinta. Ma le indagini condotte da Brogiolo sulla Rocca sembrano confermare l&#8217;esistenza di questa cinta muraria, scomparsa quando \u00e8 stata fatta la prima cerchia, quella al piano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TERZA CERCHIA DI MURA<br \/>\nDalla Torre della Regina si scendeva per una comoda stradina fino alla terza cinta che cingeva il colle a quota media e portava tramite una porta a saracinesca a un recinto dove sorgeva la chiesa di S. Maria di Medio Monte, per la quale abbiamo fatto una scheda specifica Poco pi\u00f9 sotto del Torrione sorgeva una piccola chiesa dedicata a S. Maria di medio monte poi chiamata &#8220;Duomo vecchio&#8221;. Fino all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento era raggiungibile attraverso un sentiero tra le pietre. Pi\u00f9 basso verso ponente c&#8217;era un secondo piazzale racchiuso da mura con doppia cortina. Su questo piazzale si erigeva alta e maestosa la torre della Regina, abbattuta nel 1894 dal genio militare. Su quel sito si racconta che un tempo c&#8217;era un monastero di donne. Parte dell&#8217;abside e dell&#8217;altare maggiore recavano tracce di antiche pitture: da un lato una deposizione e dall&#8217;altro una bella testa di donna. Poco lontano dalla chiesa di S. Maria c&#8217;era un altro edificio religioso dedicato a S. Pietro Apostolo che, demolito per ragioni strategiche, fu riedificato ai piedi del monte, vicino alla porta Padova. Il popolo chiam\u00f2 quella chiesa di &#8220;S. Pieretto&#8221; . Successivamente anche questa chiesa fu soppressa e i locali utilizzati come magazzini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">QUARTA CERCHIA DI MURA<br \/>\nSecondo il Carturan partiva dalla porta sud della 5^ cerchia per arrivare fino alla torre della Regina. Su un fianco erano dipinte di colore rosso due croci con nel mezzo lo stemma dei Carraresi.<\/p>\n<p>QUINTA CERCHIA DI MURA<br \/>\nEra quella che racchiudeva il torrione ed \u00e8 stata costruita su precisa indicazione dell&#8217;imperatore Federico II. La cinta aveva due porte: una a sud, l&#8217;altra a ovest.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per almeno due secoli la preminente importanza militare di Monselice non venne meno: la fortezza fu sottoposta a continui attacchi che diedero luogo a corrispondenti tentativi di difesa; per gli aggressori risultava generalmente facile aver ragione delle fortificazioni dei centri abitati, ma i loro ca\u00adstelli di solito resistevano cos\u00ec che talora si evit\u00f2 addi\u00adrittura di attaccarli o se ne venne a capo solo dopo assedi pi\u00f9 o meno prolungati con rese a patti che, specialmente per Este, comportarono il succedersi di distruzioni e di ripristini. Federico II apport\u00f2 alle fortificazioni modificazioni radicali: la pieve di Santa Giustina \u00absul vertice del monte\u00bb fu allora demolita e ricostruita pi\u00f9 in basso per lasciare posto al superbo mastio tuttora in piedi. Esso \u00e8 costituito da una poderosa base a tronco di piramide, con paramento in blocchi di trachite, alto circa otto metri, sulla quale si eleva una torre quadrangolare descritta dal Sanudo come \u00abaltissima\u00bb, ma ora dimezzata.<\/p>\n<p>Su Marin Sanudo vedi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.monseliceantica.it\/la-citta-murata-di-monselice\/\">http:\/\/www.monseliceantica.it\/la-citta-murata-di-monselice<\/a><\/p>\n<div>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993366;\">\u00a9 2023 a cura di Flaviano Rossetto \u00a0per\u00a0\u00a0<a style=\"color: #993366;\" href=\"https:\/\/www.ossicella.it\/\"><strong>https:\/\/www.ossicella.it\/<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993366;\">Per storia di Monselice\u00a0<a style=\"color: #993366;\" href=\"https:\/\/www.monseliceantica.it\/\"><strong>https:\/\/www.monseliceantica.it\/<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993366;\">Contatti e info flaviano.rossetto@ossicella.it<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993366;\"><a style=\"color: #993366;\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/flaviano.rossetto\"><strong>https:\/\/www.facebook.com\/flaviano.rossetto<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSTRUZIONE DELLE MURA DI MONSELICE Tentiamo una ipotetica ricostruzione delle mura di Monselice, utilizzando gli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":25,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[176],"tags":[36,74],"class_list":["post-3581","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mura-e-torri-medievali","tag-cinque-ordini-di-mura-della-fortezza-di-monselice","tag-monselice-citta-murata"],"gutentor_comment":0,"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - 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