{"id":4493,"date":"2023-04-13T10:05:17","date_gmt":"2023-04-13T10:05:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monseliceantica.it\/?p=4493"},"modified":"2024-10-03T18:57:56","modified_gmt":"2024-10-03T18:57:56","slug":"monselice-1945-1946-dalla-monarchia-alla-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monseliceantica.it\/archivio\/monselice-1945-1946-dalla-monarchia-alla-repubblica\/","title":{"rendered":"Monselice (1945-1946) : dalla Monarchia alla Repubblica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>DALLA\u00a0 MONARCHIA\u00a0 ALLA\u00a0 REPUBBLICA\u00a0<\/strong><strong>STORIA\u00a0 DI\u00a0\u00a0 MONSELICE \u00a0DAL 1945 AL 1946<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>A cura di Flaviano Rossetto<\/strong><\/p>\n<p><strong>1 &#8211; IL COMITATO\u00a0 NAZIONALE DI LIBERAZIONE PER MONSELICE<\/strong><\/p>\n<p>Nelle prime pagine del registro delle deliberazioni della Giunta comunale di Monselice: anni 1945-1947, custodito presso la biblioteca comunale, \u00e8 riportata la cronaca della liberazione di Monselice dai tedeschi. In forma solenne vengono descritti gli avvenimenti cittadini che vanno dal 28 aprile al 1 maggio 1945, durante i quali il comitato di liberazione monselicense esce allo scoperto e prende possesso della citt\u00e0. Il racconto di quei difficili giorni termina con \u201cl\u2019investitura\u201d ufficiale effettuata dal governo alleato dei componenti del CLN monselicense. Al di l\u00e0 della facile retorica, \u00e8 facile ritrovare tra le righe l\u2019orgoglio di una citt\u00e0 che, in armi, trova il coraggio e la forza per \u201cliberarsi\u201d da sola dalla dittatura fascista, lasciando agli eserciti alleati il compito di \u201cprendere atto\u201d di una realt\u00e0 politica maturata in almeno due anni di difficile e drammatica lotta clandestina<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. La cronaca termina con \u201cl\u2019ordine\u201d di riprendere le attivit\u00e0 lavorative per mercoled\u00ec 2 maggio 1945.<\/p>\n<p>Anche a Monselice, dunque, il 28 Aprile 1945 il \u201cComitato di liberazione nazionale per Monselice\u201d costituito da Goffredo Pogliani (comunista), Antonio Masiero (demo-cristiano), Leonardo Simone (Partito d\u2019azione)<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> e Arturo Mattei (socialista) \u201cprende possesso della residenza municipale\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> e di fatto prepara, con la giunta municipale e sotto la supervisione del governo alleato, il futuro democratico della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Poche le notizie sulle vicende successive del comitato di liberazione che di fatto diventa un organo consultivo dell\u2019Amministrazione comunale fornendo pareri\u00a0 sui principali problemi cittadini. Sappiamo che il 23 maggio 1945 era composto da Giovanni Carestiato (socialista), Giuseppe Bovo (Demo-cristiano), Alberico Mardegnan (comunista) e da Luigi Secco del Partito d\u2019azione. Qualche mese pi\u00f9 tardi e precisamente il 30 agosto 1945 ne \u00a0facevano parte da: Alberico Mardegnan (Comunista), Giovani Temporin (Socialista), Livio Cortellazzo Partito d\u2019azione) e da Bruno Sattin (Rappresentante Comitato Volontari per la libert\u00e0). Il presidente mandamentale Giuseppe Bovo in data 13 luglio 1945 si dimetteva dalla\u00a0 carica precisando:<\/p>\n<p><em>Ho aderito alla pressante richiesta d\u2019entrare quale membro nel C.L.N. unicamente con lo scopo di dare il mio modesto contributo all\u2019instaurazione di un regime di cose che fosse secondo giustizia degno della libert\u00e0 acquistata, per il benessere del paese e prima di tutto della classe povera. A questi principi ho consacrato con coerenza tutta la mia attivit\u00e0. Collaborando lealmente dagli altri membri mi sono trovato di fronte a soprusi, soperchierie, e furti compiuti da elementi appartenenti al locale Comando Garibaldini senza poter avere un\u2019autorit\u00e0 e forze adeguate su cui contare.\u00a0 Innanzi ad una situazione del genere sento la mia permanenza al posto di comando una minorazione alla mia dignit\u00e0 personale ed al mio senso di rettitudine e d\u2019onest\u00e0, e non intendo avvallare ulteriormente con la mia presenza uno stato di cose che non \u00e8 secondo giustizia. Ho un unico rammarico: abbandonare il campo in lotta e quei compagni di lavoro che con me hanno contribuito per il medesimo ideale.<\/em><\/p>\n<p>2 &#8211; I PRIMI PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI<\/p>\n<p>La nuova Giunta, nominata dal governatore alleato, era composta dai quattro componenti che facevano parte del CLN di Monselice: Goffredo Pogliani (comunista), Antonio Masiero (demo-cristiano), Leonardo Simone (Partito d\u2019azione)<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, Arturo Mattei (socialista) ai quali si aggiungono Luigi Giorio (comunista) capo partigiano<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>; Spartaco Scarparo (comunista)<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>; Giuseppe Sturaro (comunista, partigiano, arrestato e torturato nell\u2019ottobre 1944); Mario Vernacchia (demo-cristiano).<\/p>\n<p>Politicamente la nuova giunta era composta da: 4 comunisti (compresa la carica di Sindaco); 2 demo-cristiani (compreso l\u2019incarico di Vice-Sindaco); 1 socialista; 1 partito d\u2019azione;<\/p>\n<p>E\u2019 facile pensare che la composizione politica della prima compagine amministrativa rispecchi, anche numericamente, le forze partigiane attive durante la resistenza. Le brigate \u201cgaribaldine\u201d, legate al partito comunista, che avevano sostenuto una lunga lotta con pesanti perdite, ebbero la maggiore rappresentanza in seno al piccolo parlamentino monselicense.<\/p>\n<p>Il 2 maggio 1945 ebbe luogo la prima giunta durante la quale furono nominati diversi responsabili dei vari enti o servizi che facevano riferimento al comune. Con il primo provvedimento nominarono il pretore Luigi Secco<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> commissario per gli istituiti pii. A Mario Vernacchia, procuratore locale delle imposte, fu affidata la gestione dell\u2019educatorio Cini, mentre Luigi Giorio fu incaricato di \u201cproteggere\u201d i beni dei vari gerarchi fascisti che erano stati arrestati o che avevano preferito nascondersi visti gli avvenimenti di quei giorni.<\/p>\n<p>Alla popolazione furono distribuiti 353 quintali di vino e 133 quintali di marmellata,\u00a0 che si trovavano presso lo stabilimento Dal Din a disposizione \u2013 fino a pochi giorni prima &#8211; delle forze germaniche. Prudentemente la Giunta dispose che ad ogni richiedente fosse consegnato un litro di vino e mezzo chilo di marmellata, invece ai bambini e ai vecchi\u00a0 solamente 250 grammi.<\/p>\n<p>Il problema gli alloggi fu affidato a Giovanni Ziron (PC) e ad Andolfo Massimiliano (DC), due politici che ebbero parte importante nella gestione amministrativa della citt\u00e0 negli anni successivi.\u00a0Il primo provvedimento politico fu la conferma dell\u2019allontanamento temporaneo dall\u2019incarico di segretario del comune Francesco dal Bosco, considerato \u201cinviso alla grande maggioranza della popolazione per il suo modo di trattare autoritario e spesso scortese\u201d.<\/p>\n<p>3. &#8211; LA SITUAZIONE GENERALE<\/p>\n<p>Un opuscolo \u201ccelebrativo\u201d realizzato dall\u2019Amministrazione comunale nel maggio 1956<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, intitolato <em>Un decennio di amministrazione democristiana a Monselice 1946-1956, <\/em>descrive la situazione economica e sociale subito dopo la liberazione.<\/p>\n<p>Nel lontano 1946 la maggior parte dei servizi pubblici (uffici municipali, scuole, strade, acquedotto, illuminazione, macello, ecc.) vuoi per diverso criterio amministrativo durante il ventennio, ma specialmente a cagione dello stato di guerra protrattosi circa un quinquennio, erano mancanti, o inadeguati o in disastrose condizioni d&#8217;uso per vetust\u00e0 e danneggiamenti bellici. Il bilancio Comunale, per un complesso di ovvie ragioni, ora deficitario al punto da non bastare a fronteggiare le spese d&#8217;una troppo ordinaria amministrazione. L&#8217;economia Comunale usciva dalla guerra paurosamente depauperata, sia nell&#8217;agricoltura, sia nell&#8217;artigianato, sia nella piccola industria cittadina, sia nel commercio e viveva sotto l&#8217;incubo pauroso della inflazione.\u00a0Mancavano case, essendo state molte distrutte dagli indiscriminati bombardamenti e trovandosi moltissime in condizioni di inabitabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Mancava lavoro per centinaia e centinaia di padri di famiglia e la miseria pi\u00f9 squallida spegneva tanti focolari. Si aggiunga lo smarrimento morale in cui la guerra prima e la pi\u00f9 sfrenata faziosit\u00e0 politica poi avevano gettato negli individui. Tali le condizioni di Monselice quando il primo gruppo di amministratori democristiani, per mandato ricevuto dalla maggioranza dei concittadini, con fede, con entusiasmo, senza ambizioni e senza mire di interesse personale, si accinse al grave compito di normalizzare la vita amministrativa e di portare il paese ad un livello pi\u00f9 alto di vita economica. Ai primi succedettero i secondi, e tutti operando con purezza di intenti, raggiunsero buoni risultati, che sono motivo di legittimo orgoglio. [\u2026\u2026]<\/p>\n<p>La disoccupazione era la piaga pi\u00f9 grave da curare e richiam\u00f2 subito la pi\u00f9 grande attenzione dell&#8217;Amministratore Comunale, sia per lenirla con provvedimenti di emergenza sia per cercare di guarirla con la creazione di fonti di lavoro permanente. Ma il problema \u00e8 di tale entit\u00e0 che supera le modeste forze e le limitate possibilit\u00e0 di un Comune, per cui dobbiamo constatare che la disoccupazione e la sottoccupazione locali pur essendo sensibilmente ridotte, non sono ancora scomparse. [\u2026..] Lo Stato \u00e8 venuto incontro ai bisogni degli enti locali con leggi e finanziamenti, dei quali il nostro Comune ha cercato sempre di profittare.<\/p>\n<p>4 &#8211; IL MERCATO \u201cVILE\u201d. La lotta alla \u201cBorsa nera\u201d<\/p>\n<p>Tra i primi provvedimenti, presi di comune accordo con il governo alleato, particolarmente significativo \u00e8 quello assunto il 20 maggio 1945 con il quale si stabiliva l\u2019aumento della razione base del pane &#8211; distribuita con la tessera nei comuni della Padovani &#8211; da gr. 150 a gr. 200 giornalieri per tutte le categorie di consumatori. Ma complessivamente la situazione alimentare era drammatica. Solo a mercato nero era\u00a0 possibile trovare qualcosa da acquistare, ma prezzi molto elevati. Da subito tutte le autorit\u00e0 profusero ogni sforzo per contenere i costi dei generi di prima necessit\u00e0 \u201conde rendere la vita dei lavoratori meno insofferente\u201d. La prima soluzione attuata fu la costituzione di un comitato economico di azione popolare per la riduzione del caro vita e per la lotta contro il mercato \u201cVile\u201d, che per\u00f2 rimase solo una soluzione simbolica in quanto i generi alimentari si acquistavano solo a \u201cmercato nero\u201d.<\/p>\n<p>In una relazione del 6 ottobre 1945 il comitato di liberazione nazionale &#8211; sezione di Monselice &#8211; fa presente che il comune di Monselice \u00e8 diventato il centro delle attivit\u00e0 \u201cborsaneristiche\u201d pi\u00f9 sfacciate. Nel centro cittadino si contrabbanda in larga scala carnami e grassi, mentre le frazioni si sono specializzate nella vendita a mercato nero di grano e granone verso Trieste e il Cadore. Con una punta di sarcasmo il presidente del comitato fa notare che la polizia addetta a posti di blocco non si interessa e controlla solamente i libretti di circolazione degli automezzi, generando fra la cittadinanza \u201cuno stato di seria apprensione ed un certo risentimento verso le autorit\u00e0 locali\u201d che sono incapaci a porvi rimedio.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione cittadina si rivolge alla cittadinanza con un manifesto specifico chiedendo collaborazione per riduzione il caro vita e per la lotta contro il mercato vile (mercato nero)<\/p>\n<p>Cittadini\u00a0 con l\u2019approssimarsi della stagione invernale si affacciano problemi formidabili di,\u00a0 vita per la classe lavoratrice e pei bisognosi in genere. Non occorre dire molte parole per descrivere una situazione che si pu\u00f2 definire gravissima ai fini dell\u2019alimentazione, del riscaldamento e del vestiario.\u00a0 Nel mentre la civica amministrazione sorretta dal comitato di Liberazione Nazionale e dai Partiti compir\u00e0 ogni sforzo per dare alloggio ai senza tetto, \u00e8 sua ferma volont\u00e0 agire col massimo rigore per assicurare il necessario agli indigenti. \u00a0Nessuno creda che queste siano semplici frasi e che agli abituali affaristi e sfruttatori sia ancora consentito beffarsi di ogni morale\u00a0 e condurre bella vita alle spalle dei lavoratori. E\u2019 giunto il momento di fare il punto: Dal 1 novembre 1945 i prezzi dei generi non tesserati devono essere ridotti a proporzioni umane. I produttori e i commercianti sono avvisati! \u00a0Il mercato \u201cvile\u201d deve cessare.<\/p>\n<p>Il popolo deve vigilare e intervenire prontamente con ogni mezzo a tutelare i suoi diritti. Coloro che hanno acquistato generi tesserati in quantit\u00e0 sufficiente, devono restituire le corrispondenti tessere all\u2019Ufficio annonario. I produttori debbano conferire ai granai del \u201cpopolo\u201d tutti i cereali eccedenti al fabbisogno familiare.<\/p>\n<p>I nomi di coloro che si renderanno colpevoli di sottrazione di viveri e di merci o comunque compiranno atti diretti a compromettere l\u2019approvvigionamento della popolazione saranno denunciati all\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria e additati al pubblico disprezzo quali \u201cAffamatori del Popolo\u201d. Un Comitato Economico di azione sieder\u00e0 in permanenza per raccogliere denunzie e per far giustizia immediata. Monselice, 26 ottobre 1945<\/p>\n<p>LA GIUNTA MUNICIPALE\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0 COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE (Prof. G. Bovo, A. Mardegan, G. Temporin, S. Goldin, G. Zannoni,\u00a0 B. Satin, Amalia Becchi) &#8211; I RAPPRESENTANTI DEI PARTITI (Giorio Luigi (Partito Comunista) Vernacchia Dr. Mario (Demo Cristiano) Cortelazzo rag Livio \u2013 (Partito d\u2019Azione) Scarso Fabrizio (partito socialista)) &#8211; ASS. PARTIGIANI D\u2019ITALIA: Temporin Angelberto;\u00a0 PRESIDENTE ASS. ex INTERNATI:\u00a0 Prof. Pietro Marinato<\/p>\n<p>GOFFREDO\u00a0\u00a0 POGLIANI\u00a0 \u00a0(1 maggio 1945 \u2013 18 ottobre 1945)<\/p>\n<p>Pogliani \u2013 il primo sindaco (nominato \u2013 non eletto) di Monselice dopo la liberazione \u2013 lavorava presso la Cassa di Risparmio di Monselice. Nato a Vicenza\u00a0il 9 novembre 1892 mor\u00ec a Marostica il 7 marzo 1965, era mite e buono. Ma a Monselice gi\u00e0 dal maggio \u201845, si ricomponevano gli antichi blocchi: da una parte i cattolici, il mondo padronale, il mondo rurale, i grandi proprietari terrieri; dall&#8217;altra i braccianti, la manovalanza delle cave, il sottoproletariato emarginato.<\/p>\n<p>Giorio e Pogliani gli intellettuali comunisti di allora, non erano di Monselice, dalla quale provenivano invece Aristotele Brandelli, segretario di sezione del PCI e candidato alle elezioni provinciali del &#8217;50, Aldo e Sante Palf\u00ecni, chiamati a gestire il partito nei difficili anni del\u00a0 dopoguerra. Mancavano le risorse per rimettere in moto l\u2019economia e il piccolo artigianato locale. Moltissime le tensioni in citt\u00e0. La popolazione si aspettava dall\u2019amministrazione comunale segnali forti, in grado di rispondere alle richieste di lavoro e di stabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Il primo segnale di sofferenza proviene proprio dalla Giunta. Il 5 agosto 1945 il vice sindaco (DC) Antonio Masiero, con una lettera inviata al governatore alleato, al Prefetto e al sindaco di Monselice, rassegnava le dimissioni motivandole come segue:<\/p>\n<p>Il ripetersi di fatti veramente odiosi in seno all\u2019Amministrazione Comunale, di continue concessioni e di autorizzazioni che a mio modo di vedere raggiungono l\u2019arbitrio, sono venuto nella determinazione di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di Vice-Sindaco. Ho coscienza di essermi sempre adoperato, nello svolgimento delle mie mansioni, con seriet\u00e0 e con vero entusiasmo, soprattutto con onest\u00e0 e non lasciandomi influenzare da motivi politici di parte. Spiace essere costretto a questa determinazione, cos\u00ec come pu\u00f2 spiacere ad uno che si ritira dalla pubblica amministrazione mentre per il bene di essa vorrebbe dare tutto il suo contributo. Ma, la situazione di fatto, in questi ultimi tempi creatasi, me lo impone!<\/p>\n<p>Dopo di aver fatto quanto era in me, durante il periodo cospirativo, in seno al C.L.N. in rappresentanza della Democrazia Cristiana, pensavo che l\u2019entusiasmo non mi si dovesse svilire adoperandomi, a libert\u00e0 raggiunta, quale Vice-Sindaco del Comune di Monselice. I fatti invece mi hanno mentito, per\u00f2 vi prego voler cortesemente accogliere le mie dimissioni.<\/p>\n<p>Il 12 agosto 1945 la DC monselicense rafforza le motivazioni di Masiero e precisa:<\/p>\n<p><em>Constatate, che malgrado assicurazioni impegnative, si ripetono atti arbitrari che diminuiscono il prestigio del nostro Partito e l\u2019autorit\u00e0 di chi le rappresenta, e che nulla si \u00e8 fatto e si fa per evitarli, ha deciso il ritiro dei suoi membri dall\u2019Amministrazione Comunale e dal C.L.N., affinch\u00e9 non sia istaurato un ordine di cose che sia conforme ed equo. Pertanto il Vice-Sindaco, il membro della Giunta Rag. Vernacchia, il membro nel C.L.N. da oggi cessano la loro funzione.<\/em><\/p>\n<p>Il rientro dei nostri rappresentanti \u00e8 condizionato alle seguenti clausole:<\/p>\n<ul>\n<li>Il Sindaco non pu\u00f2 prendere nessuna decisione di particolare importanza senza preventiva approvazione della Giunta Comunale;<\/li>\n<li>Sia data piena garanzia per il mantenimento dell\u2019ordine pubblico e vengano impedite manifestazioni di interesse di partito atte a turbarle;<\/li>\n<li>Sia operato un rimpasto della Giunta Comunale, per una pi\u00f9 giusta sistemazione della stessa, e precisamente: che essa venga composta da due membri comunisti, due socialisti, due democristiani ed uno del Partito d\u2019Azione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Qualche giorno dopo, il 14 agosto 1945, anche l\u2019Associazione Combattentistica ex Internati in Germania di Monselice a nome del suo presidente, Pietro Marinato, interviene:<\/p>\n<p><em>Questa Presidenza desiderosa di contribuire alla soluzione della crisi in atto nell\u2019ambito dell\u2019Amministrazione comunale, e come gi\u00e0 pubblicamente reso noto, chiede di proporre un suo membro a far parte della Giunta. Ci\u00f2 anche in considerazione che i veri partiti in indirizzo, escluso il Sindaco, vi sarebbero rappresentati, mentre i due membri suppletivi, a parere di questa Presidenza, dovrebbero essere apolitici.<\/em><\/p>\n<p>Due giorni dopo il Comitato di Liberazione Nazionale di Monselice, con una nota precisa quanto segue:<\/p>\n<p>Questo Comitato di Liberazione Nazionale, esaminata la situazione venuta a crearsi in senso all\u2019Amministrazione Comunale per le dimissioni presentate dal Vice Sindaco Masiero Antonio e convinto di dover provvedere ad un rimpasto nella composizione della Giunta Municipale ha sentito i pareri dei rappresentati dei quattro partiti che agirono durante il periodo cospirativo e che concorsero a formare la 1\u00b0 Amministrazione Comunale democratica. Il Comitato \u00e8 d\u2019opinione che la soluzione della crisi si debba cercare fra gli esponenti dei quattro partiti medesimi, quali esistono oggi in Monselice: Democristiano, Comunista, \u00a0Socialista, Partito d\u2019Azione.<\/p>\n<p>E in effetti il 21 agosto 1945 nella deliberazione di Giunta n. 93 si legge quanto segue:<\/p>\n<p>Allo scopo di ricostituire l\u2019Amministrazione Comunale in conformit\u00e0 alle designazioni fatte dai Partiti democristiano, comunista, socialista e di azione, portate a conoscenza dal C.L.N., per quanto riguarda la ricomposizione della Giunta Comunale intendendosi, per unanime designazione dei rappresentanti i singoli partiti, riconfermato in carica il Sindaco cittadino Pogliani Goffredo e vennero ripartiti fra i membri della giunta i principali rami e affari &#8220;tenuto conto dell&#8217;importanza del Comune dell&#8217;attuale situazione che richiede da tutti la massima attivit\u00e0, in unit\u00e0 d&#8217;intenti, per portare a compimento l\u2019opera di ricostruzione morale materiale della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Gli ambiti operativi degli assessori erano cosi suddivisi:<\/p>\n<p><em>Goffredo Pogliani <\/em>(Sindaco PC -53 anni, impiegato presso la Cassa di Risparmio)\u00a0 Affari generali, amministrazione, sicurezza pubblica;<\/p>\n<p><em>Livio Cortellazzo <\/em>(di anni 25) Direttore Consorzio Agrario del Partito d\u2019Azione: Finanze;<\/p>\n<p><em>Antonio Masiero<\/em> (di anni 36) Agente privato del Conte Cini del Partito Demo-cristiano: Lavori pubblici;<\/p>\n<p><em>Arturo Mattei<\/em> (di anni 61) Pensionato FF.SS. del Partito Socialista: Istruzione pubblica,\u00a0 stato civile,\u00a0 anagrafe ed elettorato;<\/p>\n<p><em>Francesco Marcolongo<\/em> (di anni 46) Commerciante del Partito Comunista: Benef\u00eccienza e opere pie;<\/p>\n<p><em>Angelo Gittoi<\/em> (di anni 46) Commerciante del Partito Demo-cristiano: Polizia urbana, sanit\u00e0 &amp; igiene;<\/p>\n<p><em>Angelo Polato<\/em> (di anni 39) Commerciante del Partito Socialista: Industria e commercio.<\/p>\n<p>Il 21 settembre 1945 Pogliani si dimetteva dalla carica, ufficialmente per motivi di lavoro. Fu sostituito dal compagno di partito Giovanni Ziron, in conformit\u00e0 a quanto stabilito dall&#8217;esecutivo della locale sezione del PC il 20 settembre 1945. \u00a0Nella lettera si precisava che il \u201ccompagno\u201d Pogliani deve riprendere il suo lavoro presso la Cassa di Risparmio<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p>La situazione politica era per\u00f2 ancora agitata. L\u2019Assemblea della Sezione mandamentale del Partito Liberale Italiano ritornava sull\u2019argomento e \u00a0con una nota del 14 ottobre 1945 precisa:<\/p>\n<p>Poich\u00e9, nonostante il suo buon diritto, questa Sezione del Partito Liberale, non da altro animata che dal santo proposito di concorrere, in comunione con gli altri partiti, all\u2019amministrazione della cosa pubblica, ha visto protrarsi la richiesta ammissione del suo Rappresentante in seno a questa Giunta Comunale oltre i limiti consentiti dalla dignit\u00e0. Poich\u00e9 ancora, nella procedura per la nomina del nuovo Sindaco si sono usati metodi di pretta marca fascista, per cui all\u2019esplicazione del criterio personale, sacro e intangibile diritto di ogni uomo libero, si \u00e8 sovrapposto l\u2019ordine perentorio se non anche l\u2019intimidazione;<\/p>\n<p>Per tali metodi che contrastano con le premesse basilari \u2013 questa Sezione- convinta che ove non domini uno spirito superiore, che con serenit\u00e0 giudichi e provveda all\u2019infuori e al di sopra di ogni passione di parte, non sia possibile alcuna opera fattiva \u2013 riunita oggi in assemblea \u2013 delibera di ritirare i suoi Rappresentanti sia dal Comitato di liberazione che dalla Giunta Comunale come anche dalla cos\u00ec detta \u201cCommissione d\u2019inchiesta\u201d ed incarica la Presidenza di darne comunicazione agli Enti interessati.<\/p>\n<p>Conseguentemente il prefetto il 16 ottobre 1945 stabiliva che la nuova amministrazione era costituita da: Ziron Giovanni (Sindaco PC); Masiero Antonio (DC); Mattei Arturo (PS); Marcolongo Francesco (PC); Cortelazzo Livio (Partito D\u2019Azione); Bassani Aldo (PL); Gittoi Angelo (DC)<\/p>\n<p>L\u2019Associazione Combattentistica ex internati in Germania, rappresentata dal prof. Pietro Marinato, con una nota in data 19 ottobre 1945, esprimeva un pesante parere in merito alla situazione politica dell\u2019Amministrazione di Monselice:<\/p>\n<p>Questa Presidenza avrebbe preferito non essere chiamata in causa per esprimere il proprio punto di vista sull\u2019atteggiamento assunto da altri nei confronti di codesta Sezione di Partito. Ma, dal momento che ci\u00f2 ci \u00e8 stato chiesto, noi l\u2019esprimiamo senza esitazione e con franchezza di soldati, convinti che questo possa portare un po\u2019 di comprensione e serenit\u00e0, senza delle quali nulla si pu\u00f2 costruire.<\/p>\n<p>Non siamo rimasti estranei n\u00e9 spiritualmente n\u00e9 materialmente a quanto si \u00e8 fatto e si fa in seno al nostro Comune. Non potevamo estraniarsene! L\u2019Amministrazione pubblica, e l\u2019abbiamo a suo tempo pubblicato, c\u2019interessa molto da vicino. Sarebbe sciocco da parte di tutti fare altrimenti, ma pi\u00f9 specialmente dagli ex internati che, per il bene della pubblica causa, sono stati, per anni, vittime dei tedeschi. Noi siamo, e ci sentiamo pi\u00f9 d\u2019ogni altro, sempre presenti nelle discussioni che tale causa presuppongono. Noi, che abbiamo anche combattuto a lungo, non ci soffermiamo alle chiacchiere ed al fanatismo di colore ma preferiamo guardare ai fatti; ed i fatti sono tali che sinceramente provocano la nostra disapprovazione.<\/p>\n<p>Non si deve confondere il partito con la causa prima ed ultima di tutto il nostro travaglio; La Patria! Altrimenti si rischia di far arrestare la civilt\u00e0 di tre secoli\u2026.. Non avremmo mai pensato di dover trovare, al nostro rientro dalla Germania, tanta babilonia e tale disgregazione politica. Basterebbe comprendere almeno il significato etimologico della parola \u201cpolitica\u201d per cambiare rotta. Spesso si dimentica, purtroppo, che la politica dev\u2019essere assolutamente in funzione alla Patria e che oggi l\u2019unica ed urgente politica necessaria \u00e8 quella che proviene dall\u2019unione intima e fraterna di tutti gli italiani. Capirci bisogna. Guardarci in faccia con serena fiducia. Dimenticare noi stessi. Annullarci, se \u00e8 necessario, perch\u00e9 si trasformino e si moltiplichino nella vitalit\u00e0 della Patria le nostre povere individuali energie. Se questo non si fa, la catastrofe \u00e8 <u>vicina<\/u> ed inevitabile!<\/p>\n<p>Non sciupiamo energie in beghe volgari. Ma doniamoci per il bene\u00a0 del Popolo. Non facciamo che esso ci dica che siamo una massa di buffoni! Non offendiamo l\u2019onore della stirpe umana che s\u2019identifica nello stile del Popolo che osserva, malgrado tutto, ancora intatto il senso dell\u2019equit\u00e0. Il Popolo \u00e8 stanco e detesta; vede e giudica anche se non parla troppo. Il Popolo ha buon senso, ed al buon senso del Popolo bisogna levarsi il cappello!<\/p>\n<p>L\u2019ordine del giorno, votato da codesta Sezione, malgrado l\u2019accusa, che riteniamo infondata, d\u2019aver usato sistemi d\u2019altri tempi deprecati, \u00e8 espressione di risentimento che pensiamo bene ispirato. Ma la voce dei reduci invita ancora una volta, nell\u2019interesse del nostro Comune, ad onorevole conciliazione. Buona volont\u00e0 ci vuole! E noi vivamente speriamo di poter riuscire a far ritornare la reciproca comprensione fra tutti i Partiti ed arrivare al raggiungimento di quell\u2019armonia che \u00e8 l\u2019unico presupposto per una sana ricostruzione. Per questo preciso scopo, noi ci sentiamo mobilitati sempre!<\/p>\n<p>Sappiamo che il Signor Prefetto ha dato precise disposizioni perch\u00e9 il Sig. Bassani rappresenti codesto Partito in seno alla Giunta comunale. Noi chiediamo che, per amor di bene pubblico, ci\u00f2 venga senz\u2019altro eseguito; anche se costasse il sacrificio di dover soprassedere allo spirito del Vs. ordine del giorno in data 14 corrente.<\/p>\n<p>Riteniamo che soltanto cos\u00ec codesto Partito dar\u00e0 modo agli altri di constatare che lo \u201cspirito di parte non gli ha fatto velo\u201d! Poi si lavori, con serenit\u00e0 e con equit\u00e0. C\u2019\u00e8 molto da fare; tutto da rifare. Basterebbe tener conto del problema della legna e della Scuola, tempio della Scienza e della Saggezza, che a Monselice s\u2019\u00e8 trasformata in bettola, per capire tutto il resto!<\/p>\n<p>Tutto si metter\u00e0 a posto, se si sapr\u00e0 dimenticare il fanatismo d\u2019un colore e servire, invece, con \u00a0tutta l\u2019ardente passione del cuore, il nostro ancora glorioso tricolore che tutti gli italiano deve affratellare nel materno amplesso della Patria che non deve morire<\/p>\n<p>Drammatica era la situazione delle scuole monselicensi. In una nota inviata al sindaco di Monselice in data 15 settembre 1945 dal direttore scolastico Alfio Bonadimani, si apprende che il provveditore ha stabilito che le scuole inizino l\u20198 ottobre 1945. Ma solo le scuole di San Bortolo e di Marendole erano pronte.\u00a0 Per San Cosma bisognava attendere lo sgombero delle munizioni. Mentre per le scuole situate a Ca\u2019 Oddo e Lispida non era possibile fare delle previsioni a breve scadenza, i lavori da eseguire erano molti.<\/p>\n<p>GIOVANNI\u00a0\u00a0 ZIRON \u00a0\u00a0(19 Ottobre 1945 \u2013 22 Marzo 1946)<\/p>\n<p>\u201cZiron era riservato, calmo,\u00a0 riflessivo e coerente con le sue idee\u201d. In questo modo lo definisce il figlio Stelvio, che ci ha aiutato nella stesura di questo opuscolo. In verit\u00e0 la nuova giunta presieduta da Ziron continu\u00f2 l\u2019opera di normalizzazione dell\u2019apparato amministrativo. Tra i primi provvedimenti segnaliamo la disposizione ai contadini di consegnare al comune 40 kg di legna da ardere per campo. Il materiale raccolto nel magazzino comunale doveva essere distribuito alle famiglie povere.<\/p>\n<p>Ma gi\u00e0 a met\u00e0 novembre si presentarono dimissionari gli assessori Masiero, Gittoi e Bassani. I contrasti tra i partiti non si erano spenti con la nomina della nuova giunta, ma era chiaro che solo le elezioni avrebbero posto fine alle pretese di quanti non si sentivano rappresentati.<\/p>\n<p>Neanche i problemi economici comunali trovavano soluzione, tanto che\u00a0 il 30 novembre si rese necessario istituire una nuova imposta sulla produzione del vino. Nell\u2019approvare il bilancio preventivo 1945<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> il sindaco fa inserire nella premessa \u201cche i conti sono approvati ad esercizio chiuso e dato il continuo rapidissimo ritmo di aumenti di tutti i costi, non \u00e8 possibile nemmeno nell\u2019ultimo scorcio parlare di cifre stabili.\u201d Le entrare non coprono tutte le spese comunali. Le voci di spesa pi\u00f9 consistenti erano quelle derivanti dalla manutenzione delle strade e quelle relative alle spese ospedaliere degli indigenti. Complessivamente viene approvato un bilancio per complessivi 16.589.000 di lire.<\/p>\n<p>Tra i provvedimenti successivi adottati dall\u2019Amministrazione Ziron segnaliamo l\u2019istituzione di un diritto sulla produzione della pietra tachitica<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Il provvedimento \u00e8 stato adottato per far fronte alle spese derivanti dall\u2019assistenza e beneficenza, aumentate ulteriormente dal rincaro delle rette di degenza e dei medicinali. Il Sindaco ammette che nonostante l\u2019applicazione al massimo dei tributi non riesce a colmare una differenza tra entrate e uscite di 7, 8 milioni di lire. La nuova imposta riconosce al comune un\u2019entrata del 5% sulla vendita della trachite monselicense.<\/p>\n<p>L\u2019esigenza di recuperare danaro per far fronte ai numerosi bisogni sociali spinge il Sindaco ad applicare in modo rigido la multa comminata a Rango Attilio per aver macellato di frode un maiale. Senza concedere attenuanti\u00a0 il Rango \u00e8 costretto a pagare la multa molto salata.<\/p>\n<p>I dipendenti comunali erano 34 cosi suddivisi: 9 Impiegati; 1Portiere; 2 Cursori; 3\u00a0\u00a0 Vigili; 2 Custodi del cimitero; 1 Custode del macello; 2 Custodi del carcere; 7\u00a0 Stradini; 2\u00a0 bidelli; 3 medici condotti (Averini, Morra, Coin); \u00a02 ostretiche (Nerzi, Petrazzi).<\/p>\n<p>Con il decreto prefettizio del 4 gennaio 1946 fu necessario apportare ulteriori variazioni nella composizione della giunta municipale, gi\u00e0 nominata con un precedente decreto del 16 ottobre 1945: Ziron (di professione esercente) e Marinato (professore di 32 anni) venivano confermati nelle rispettive cariche di sindaco e di assessore anziano, tra gli assessori effettivi veniva confermato Arturo Mattei (pensionato di anni 61) e nominati Aldo Bassani del PLI (possidente di anni 63) e Vittorino Miatton del PC (meccanico di anni 24). Assessori supplenti venivano nominati Emilio Cibotto iscritto al PCI (decoratore di anni 56) e Massimiliano Andolfo (impresario edile di anni 49), futuro sindaco DC, la cui famiglia era storicamente legata all&#8217;ambiente cattolico.<\/p>\n<p>In quegli stessi giorni venivano nuovamente ripartiti gli affari e i rami dell&#8217; amministrazione comunale e precisamente:<\/p>\n<p>-Giovanni Ziron: <em>Affari generali, amministrazione, governo e sicurezza pubblica<\/em>;<\/p>\n<p>-Pietro Marinato: <em>Finanze;<\/em><\/p>\n<p>-Aldo Bassani: (Liberale) <em>Lavori pubblici<\/em>;<\/p>\n<p>-Arturo Mattei: (Socialista) <em>Istruzione pubblica,\u00a0 stato civile, anagrafe ed elettorale<\/em>;<\/p>\n<p>-Vittorino Miatton: (comunista) <em>Beneficenza e opere pie<\/em>;<\/p>\n<p>-Massimiliano Andolfo (demo-cristiano): <em>Polizia\u00a0 urbana,\u00a0 sanit\u00e0 e\u00a0 igiene<\/em>;<\/p>\n<p>-Emilio Cibotto (comunista): <em>Industria e commercio<\/em>.<\/p>\n<p>Nei mesi seguenti furono adottate delibere di normale amministrazione. Era chiaro per\u00f2 che tutti si stavano preparando per le prossime elezioni amministrative.<\/p>\n<p>Nel frattempo il 31 dicembre 1945 il governo alleato con uno specifico proclama, firmato da William D. Morgan (Tenente generale comandante Supremo dello scacchiere mediterraneo e governatore militare),\u00a0 decretava la fine dell\u2019occupazione alleata \u00e8 affidava\u00a0 al governo italiano l\u2019amministrazione del \u201csuo\u201d territorio.<\/p>\n<p>Celebrazione del 25 aprile 1946, sotto scheda elettorale del 17 marzo 1946<\/p>\n<p><strong>LE \u00a0ELEZIONI AMMINISTRATIVE \u00a0DEL 17 MARZO 1946<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Con le elezioni amministrative del 17 marzo 1946 si passava ad una ricomposizione democratica dell&#8217;Amministrazione cittadina. Per le elezioni amministrative possiamo disporre di tutta la documentazione prodotta dall\u2019amministrazione comunale sotto la direzione del Sindaco comunista Ziron. Tralasciamo la descrizione della campagna elettorale e dei centri di \u201cpotere\u201d che si stavano costituendo nella citt\u00e0 (Canonica, Coltivatori diretti, Azione Cattolica etc) oltre ai tradizionali partiti in quando sar\u00e0 oggetto di una futura pubblicazione. Diamo voce invece ai dati numerici che ci illustrano una tendenza politica che caratterizzer\u00e0 la citt\u00e0 di Monselice fino agli anni \u201990 del secolo scorso.<\/p>\n<p>Entro i termini previsti furono presentate 3 liste elettorali. 1\u00b0 Democrazia cristiana; 2\u00b0 partito liberale italiano; 3\u00b0 Blocco repubblicano del lavoro e della ricostruzione (PCI,\u00a0 PSI, Partito d\u2019Azione). I simboli sotto riportati sono quelli stampati sulle schede di quel tempo. Ogni elettore poteva votare per un massimo di 24 candidati e veniva annullata la scheda che ne aveva di un numero superiore.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lista n\u00b0 1 = <\/strong>Partito Democratico Cristiano, col contrassegno \u201cscudo crociato con la parola Libertas\u201d<\/p>\n<p><u>Candidati per il Partito Democratico Cristiano<\/u><\/p>\n<ol>\n<li>= VERNACCHIA Rag. Mario fu Raimondo, nato a Ariano Irpino<\/li>\n<li>= ZANNONI Giovanni di Girolamo, nato a Rieti<\/li>\n<li>= ANDOLFO Massimiliano fu Luigi, nato a Pozzonovo<\/li>\n<li>= GAZZEA Prof. Giovanni fu Valentino, nato Monselice<\/li>\n<li>= MASIERO Antonio di Giuseppe, nato a Pernumia<\/li>\n<li>= PIGHI Mario di Francesco, nato a Villafranca (Verona)<\/li>\n<li>= TREVISAN Giuseppe di Giacomo, nato a Ariano Polesine<\/li>\n<li>= SALMISTRARO Giuseppe di Mansueto, nato a Monselice (Stortola)<\/li>\n<li>= ALTIERI Luigi fu Carlo, nato a Monselice<\/li>\n<li>= BOVO Prof. Giuseppe di Luigi, nato a Monselice<\/li>\n<li>= GITTOI Angelo fu Modesto, nato a Monselice<\/li>\n<li>= CAVESTRO Alfredo fu Edoardo, nato a Pernumia (Ca\u2019 Oddo)<\/li>\n<li>= BERTONI Egidio di Tullio, nato a Sedico (Belluno)<\/li>\n<li>= MANZONI Cesare di Luigi, nato a Borsea ( Rovigo)<\/li>\n<li>= STURARO Sebastiano di Giacomo, nato a Tribano<\/li>\n<li>= ZERBETTO Antonio fu Isidoro, nato a Monselice<\/li>\n<li>= QUAGLIO Luigia fu Luigi, in Santimaria, nata a Monselice<\/li>\n<li>= MINGARDO Cirillo fu Giovanni, nato a Monselice (Monticelli)<\/li>\n<li>= GREGGIO Augusto di Gio.Batta, nato a Monselice (S. Bortolo)<\/li>\n<li>= BRUNASTI Eugenio, nato a Padova<\/li>\n<li>= ANDOLFO Gino di Cesare, nato a Monselice (S. Bortolo)<\/li>\n<li>= ZERBETTO RICCARDO fu Florindo, nato a Monselice (Stortola)<\/li>\n<li>= TEMPORIN Riccardo fu Giuseppe, nato a Monselice<\/li>\n<li>= VALLESE Alvise fu Angelo, nato a Baone (Marendole)<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"133\"><\/td>\n<td width=\"383\"><strong>Lista n\u00b0 2 = <\/strong>Partito Liberale Italiano col contrassegno bandiera nazionale spiegata con la parola \u201cItalia\u201d (il simbolo \u00e8 quello provvisorio allegato alla documentazione presentata in comune con la lista delle firme)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><u>Candidati per il Partito Liberale italiano<\/u><\/p>\n<ol>\n<li>= BUZZACCARINI Ing. Dott. Francesco fu Aleduse, nato a Fala<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a><\/li>\n<li>= BASSANI ALDO fu Ugo, nato a Lendinara<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a><\/li>\n<li>= CARTURAN Dr. Comm. Celso fu Girolamo, nato a Monselice<\/li>\n<li>= DE MARCO Avv. Spartaco fu Vincenzo, nato a Monselice<\/li>\n<li>= GREGGIO Dino di Angelo, nato a Monselice<\/li>\n<li>= MANFRINATO Pietro di Attilio, nato a Galzignano<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a><\/li>\n<li>= PARISOTTO Romeo fu Duilio, nato a Monselice<\/li>\n<li>= STRETTI Prof. Giovanni Battista fu Francesco, nato a La Spezia<\/li>\n<li>= STURARO Rag. Mario fu Augusto, nato a Monselice<\/li>\n<li>= TANCI Rag. Nino Antonio di Elvio, nato a Montagnana<\/li>\n<\/ol>\n<p>====================================<\/p>\n<p><strong>Lista n\u00b0 3 <\/strong>= Blocco repubblicano del lavoro e della ricostruzione col contrassegno figura geografica dell\u2019Italia con le parole \u201cRepubblica Lavoro\u201d (Comunista, Socialista e d\u2019Azione)<\/p>\n<p><u>Candidati per il Blocco repubblicano del lavoro e della ricostruzione<\/u><\/p>\n<ol>\n<li>= ROSA Rita fu Giacomo in Brandelli, nata a Battaglia Terme<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a><\/li>\n<li>= BERNARDINI Giuseppe fu Antonio, nato a Monselice<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a><\/li>\n<li>= POGLIANI Goffredo nato a Vicenza<\/li>\n<li>= CARESTIATO Avv. Giovanni fu Giuseppe, nato a Monselice<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a><\/li>\n<li>= GEREMIA Dr. Antonio fu Silvio, nato a Cartura<\/li>\n<li>= MATTEI Arturo fu felice, nato a Campobasso<\/li>\n<li>= MARDEGAN Alberico di Pietro, nato a Monselice<\/li>\n<li>= SCARSO Vincenzo fu Sante, nato a Monselice<\/li>\n<li>= CIBOTTO Emilio fu Giuseppe, nato a Monselice<\/li>\n<li>= GEMO Perfetto fu Federico, nato a Monselice<\/li>\n<li>= BOVO Francesco di Giovanni, nato a Monselice<\/li>\n<li>= POLATO Demetrio fu Angelo, nato a Solesino<\/li>\n<li>= BARISON Angelo fu Federico, nato a Monselice<\/li>\n<li>= DESIDERA\u2019 Rag. Giovanni Ezzelino di Giacinto, nato a Monselice<\/li>\n<li>= MIATTON Vittorino di Luigi, nato a Sant\u2019Elena d\u2019Este<\/li>\n<li>= ZIRON Giovanni di Giuseppe , nato a Monselice<\/li>\n<li>= TOFFANO Domenico fu Ferdinando, nato a Megliadino S. Vitale<\/li>\n<li>= MANZATO Angelo fu Luigi, nato a Granze<\/li>\n<li>= ANDOLFO Marco fu Antonio, nato a Monselice<\/li>\n<li>= VANZAN Gio.Batta fu Valentino, nato a Monselice<\/li>\n<li>= TEMPORIN Dante fu Valentino, nato a Monselice<\/li>\n<li>= VIOLA Vittorio di Giovanni, nato ad Anguillara V.<\/li>\n<li>= FORNASIERO Gino di Giuseppe, nato a Este<\/li>\n<li>= VERONESE Eustorio Mario fu Ruggero, nato a Montagnana<\/li>\n<\/ol>\n<p>All\u2019ufficio elettorale risultavano iscritti 9.703 elettori; 8.420 hanno espresso la loro preferenza nelle tre liste cosi presentate come segue:<\/p>\n<table width=\"602\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"6\" width=\"602\"><strong>ELEZIONI\u00a0 COMUNALI\u00a0 DEL 17 MARZO 1946 A\u00a0\u00a0 MONSELICE<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\"><\/td>\n<td width=\"108\"><\/td>\n<td width=\"72\"><\/td>\n<td width=\"72\"><\/td>\n<td width=\"84\"><\/td>\n<td width=\"96\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\"><strong>SEGGIO<\/strong><\/td>\n<td width=\"108\"><strong>N. VOT.<\/strong><\/td>\n<td width=\"72\"><strong>DC<\/strong><\/td>\n<td width=\"72\"><strong>PLI<\/strong><\/td>\n<td width=\"84\"><strong>PSI &#8211; PCI<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>VINCITORE<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\"><\/td>\n<td width=\"108\"><\/td>\n<td width=\"72\"><\/td>\n<td width=\"72\"><\/td>\n<td width=\"84\"><\/td>\n<td width=\"96\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">1: zona\u00a0\u00a0 Montericco<\/td>\n<td width=\"108\">713<\/td>\n<td width=\"72\">235<\/td>\n<td width=\"72\">29<\/td>\n<td width=\"84\">336<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>PSI &#8211; PCI<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">2: centro Monselice (Piazza Mazzini e salita Duomo, Via Piave)<\/td>\n<td width=\"108\">663<\/td>\n<td width=\"72\">229<\/td>\n<td width=\"72\">21<\/td>\n<td width=\"84\">233<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>PSI &#8211; PCI<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">3: centro Monselice &#8211; Cadorna e Costa Calcinara<\/td>\n<td width=\"108\">665<\/td>\n<td width=\"72\">215<\/td>\n<td width=\"72\">54<\/td>\n<td width=\"84\">285<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>PSI &#8211; PCI<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">4: centro Monselice (Garibaldi e Piazza Vittoria, Orti, 28 Aprile)<\/td>\n<td width=\"108\">686<\/td>\n<td width=\"72\">265<\/td>\n<td width=\"72\">26<\/td>\n<td width=\"84\">263<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>DC<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">5: centro Monselice &#8211; San Gicomo<\/td>\n<td width=\"108\">641<\/td>\n<td width=\"72\">238<\/td>\n<td width=\"72\">22<\/td>\n<td width=\"84\">255<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>PSI &#8211; PCI<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">6: centro Monselice (Carrubio e Fragose)<\/td>\n<td width=\"108\">736<\/td>\n<td width=\"72\">280<\/td>\n<td width=\"72\">31<\/td>\n<td width=\"84\">322<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>PSI &#8211; PCI<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">7: San Cosma<\/td>\n<td width=\"108\">739<\/td>\n<td width=\"72\">381<\/td>\n<td width=\"72\">30<\/td>\n<td width=\"84\">263<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>DC<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">8: Vetta &#8211; Stortola<\/td>\n<td width=\"108\">782<\/td>\n<td width=\"72\">443<\/td>\n<td width=\"72\">32<\/td>\n<td width=\"84\">236<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>DC<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">9: Ca&#8217; Oddo<\/td>\n<td width=\"108\">769<\/td>\n<td width=\"72\">378<\/td>\n<td width=\"72\">37<\/td>\n<td width=\"84\">274<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>DC<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">10: Marendole<\/td>\n<td width=\"108\">655<\/td>\n<td width=\"72\">276<\/td>\n<td width=\"72\">45<\/td>\n<td width=\"84\">209<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>DC<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">11: San Bortolo<\/td>\n<td width=\"108\">673<\/td>\n<td width=\"72\">317<\/td>\n<td width=\"72\">24<\/td>\n<td width=\"84\">259<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>DC<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">12: Zona Savellon<\/td>\n<td width=\"108\">698<\/td>\n<td width=\"72\">379<\/td>\n<td width=\"72\">40<\/td>\n<td width=\"84\">194<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>DC<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\"><\/td>\n<td width=\"108\"><\/td>\n<td width=\"72\"><\/td>\n<td width=\"72\"><\/td>\n<td width=\"84\"><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\"><strong>TOTALI<\/strong><\/td>\n<td width=\"108\"><strong>8420<\/strong><\/td>\n<td width=\"72\"><strong>3636<\/strong><\/td>\n<td width=\"72\"><strong>391<\/strong><\/td>\n<td width=\"84\"><strong>3129<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Grande deve essere stata la delusione dei partiti della sinistra a Monselice che avevano sostenuto una lunga e difficile lotta per la liberazione. Dall\u2019esame dei voti riportati nei singoli seggi elettorali, sparsi per la citt\u00e0, \u00e8 possibile notare come siano state le frazioni a far prevalere la Democrazia cristiana. Quest\u2019ultima poteva contare sull\u2019appoggio delle organizzazioni legate al mondo rurale, all\u2019azione cattolica e ai simpatizzanti del partito popolare di Don Sturzo. Il centro cittadino invece appoggi\u00f2 i partiti di sinistra.<\/p>\n<p>Il nuovo consiglio comunale fu convocato il 23 marzo 1946 e subito inizi\u00f2 i lavori con la convalida degli eletti che riportiamo pi\u00f9 sotto. La composizione politica era: 24 consiglieri alla Democrazia Cristiana e 6 al blocco repubblicano (comunisti,\u00a0 socialisti, \u00a0d\u2019Azione).<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"549\"><strong>CONSIGLIERI \u00a0COMUNALI <\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Vernacchia Mario<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Era il capoufficio delle imposte; meridionale, molto legato all\u2019ambiente cattolico<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Altieri Luigi<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Era un benestante che abitava in via Trento Trieste, di formazione cattolica, non accett\u00f2 per\u00f2 mai altri pubblici incarichi.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Andolfo\u00a0 Massimiliano<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Imprenditore, proveniente dal P. P.I. e dalla A. C. fabbriciere.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Bovo Giuseppe<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Insegnante di italiano, proveniente da Stortola ove i suoi erano coltivatori diretti<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Masiero Antonio<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Responsabile dell\u2019Amministrazione Cini, era membro del CLN, proveniente dall\u2019A. C.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Zannoni Giovanni<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Capitano di lungo corso, figlio di un capostazione, ex deportato. Sua figlia \u00e8 medico di base a Monselice.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Trevisan\u00a0 Giuseppe<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Impresario edile e futuro sindaco<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Gazzea\u00a0 Giovanni<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Insegnante di lettere, ex deportato, proveniente dalla compagnia di via Vetta.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Gittoi Angelo<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Commerciante di biciclette in via Roma, fabbriciere e proveniva dall\u2019A.C.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Salmistraro Giuseppe<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Rappresentante\u00a0 A. C. della zona di Stortola<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Cavestro Alfredo<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Agricoltore di Ca\u2019 Oddo, di formazione cattolica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Pighi Mario<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Ferroviere, emiliano, proveniva dall\u2019 A.C.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Manzoni Cesare<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Commerciante di prodotti agricoli, vicino al Ponte di ferro, di matrice cattolica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Bertoni Egidio<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Ferroviere di matrice cattolica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Mingardo Cirillo<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Agricoltore, nipote di Don Basilio<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Sturaro Sebastiano<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Agricoltore di via Savellon, fu un geometra dei Coltivatori Diretti nonch\u00e9 presidente dell\u2019Ospedale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Zerbetto Antonio<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Detto Kino impresario edile, abitava in via del Porto vecchio\u00a0 P.P.I.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Brunasti Eugenio<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Fabbro di via Carrubio, proveniva dall\u2019A.C;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Greggio Augusto<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Agricoltore, zio degli avvocati Greggio Giuseppe e Dino.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Andolfo Gino<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">agricoltore una sua figlia aveva una lavanderia, ora chiusa in Piazza Assicella.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Temporin Riccardo<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Temporin agricoltore abitava a mezza strada di via Stortola, proveniva dall\u2019A.C; \u00e8 membro della <em>Schola Cantorum <\/em>del Duomo.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Vallese Alvise<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Coltivatore diretto proveniva dall\u2019A.C;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Zerbetto Riccardo<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Coltivatore diretto. Ex combattente<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Quaglio Luigia<\/td>\n<td width=\"67\">DC<\/td>\n<td width=\"298\">Responsabile della SIP (Telecom) a Monselice, madre di una impiegata comunale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Pogliani Goffredo<\/td>\n<td width=\"67\">PC<\/td>\n<td width=\"298\">Cassiere alla Cassa di Risparmio. Persona mite e buona. Fece parte del CNL e fu il primo sindaco di Monselice.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Carestiato Giovanni<\/td>\n<td width=\"67\">PC<\/td>\n<td width=\"298\">Avvocato socialista, sua figlia spos\u00f2 il Tanci ragioniere suicida, non ebbe figli.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Scarso Vincenzo<\/td>\n<td width=\"67\">PC<\/td>\n<td width=\"298\">Scarso commerciante di abbigliamento nell\u2019angolo tra via Roma e via Cesare Battisti. Il figlio \u00e8 geometra Franco.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Mardegan Alberico<\/td>\n<td width=\"67\">PC<\/td>\n<td width=\"298\">Impiegato postale addetto ai c\/c, vaglia e \u00a0raccomandate<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Mattei Arturo<\/td>\n<td width=\"67\">PS<\/td>\n<td width=\"298\">Ferroviere licenziato dal fascismo perch\u00e9 non vi ader\u00ec; socialista era un anticlericale; sua figlia spos\u00f2 Zanoni Giovanni.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"185\">Veronese Eustorio Mario<\/td>\n<td width=\"67\">PC<\/td>\n<td width=\"298\">Viveva di rendita in via 28 Aprile. Sua figlia Giannina spos\u00f2 il Cibotto un impiegato comunale<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Tra gli eletti figurano quattro ex componenti del comitato di liberazione di Monselice (Masiero, Vernacchia, Pogliani e Mattei): segno evidente del consenso anche personale che riscuotevano tra la popolazione<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>. Alcuni consiglieri DC saranno destinati a dominare la scena politica monselicense per molti anni, ricoprendo incarichi di responsabilit\u00e0 sempre crescenti. Bovo, Gazzea, Trevisan e Andolfo per citarne alcuni, saranno i protagonisti della scena politica locale per almeno 6 lustri. \u00a0La carica di Sindaco sar\u00e0 affidata inizialmente ad Antonio Masiero, contando forse sul prestigio personale derivante dal suo potente datore di lavoro, ma dopo qualche mese passer\u00e0 a Giuseppe Bovo che avr\u00e0 il compito di iniziare importanti opere pubbliche a Monselice, supportato da una giunta composta da alcuni imprenditori locali.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>IL REFERENDUM\u00a0 ISTITUZIONALE A MONSELICE (1946) <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il 2 giugno 1946 veniva a soluzione il problema istituzionale col referendum tra monarchia o repubblica. Si tennero le prime elezioni a suffragio universale maschile e femminile con libert\u00e0 garantita e rispettata per un&#8217;Assemblea Costituente. Il referendum assegnava, a livello nazionale, 12.700.000 voti a favore della Repubblica contro 10 milioni e 700.000 per la monarchia, non senza contestazioni degli sconfitti: esso non veniva accettato da Umberto II (al trono dal maggio 1946 in seguito all&#8217;abdicazione del padre), che per\u00f2 finiva per cedere all&#8217;intimazione del governo di lasciare il Paese.<\/p>\n<p>Per Monselice, dalle schede elettorali, emerse il seguente risultato: iscritti 9862; votanti 9009 pari al 91,35%<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"150\">Monarchia<\/td>\n<td width=\"96\">4.095<\/td>\n<td width=\"120\">50,67 %<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"150\">Repubblica<\/td>\n<td width=\"96\">3.987<\/td>\n<td width=\"120\">49,33 %<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nulle 112 e 815 bianche. Un risultato controcorrente rispetto all\u2019andamento nazionale che per\u00f2 si spiega con la presenza del re a Monselice nel 1923 e durante la prima guerra mondiale. La DC veneta, come attesta tra l&#8217;altro la sua adesione al manifesto del CLNRV del 28 maggio 1946, si pronunci\u00f2 per la repubblica; meno certo fu l\u2019atteggiamento della chiesa veneta, anche se non esiste prova di propaganda a favore della monarchia.<\/p>\n<table width=\"600\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"5\" width=\"600\"><strong><u>RISULTATI DEL REFERENDUM \u00a0A \u00a0MONSELICE\u00a0 SEGGIO PER SEGGIO \u00a0<\/u><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\"><strong>SEGGIO<\/strong><\/td>\n<td width=\"85\"><strong>N. VOT.<\/strong><\/td>\n<td width=\"131\"><strong>MONARCHIA <\/strong><\/td>\n<td width=\"136\"><strong>REPUBBLICA<\/strong><\/td>\n<td width=\"103\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">1: zona\u00a0\u00a0 Montericco<\/td>\n<td width=\"85\">755<\/td>\n<td width=\"131\">265<\/td>\n<td width=\"136\">388<\/td>\n<td width=\"103\"><strong>Repubblica<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">2: centro Monselice (Piazza Mazzini e salita Duomo, Via Piave)<\/td>\n<td width=\"85\">733<\/td>\n<td width=\"131\">361<\/td>\n<td width=\"136\">312<\/td>\n<td width=\"103\"><strong>\u00a0Monarchia<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">3: centro Monselice &#8211; Cadorna e Costa Calcinara<\/td>\n<td width=\"85\">712<\/td>\n<td width=\"131\">345<\/td>\n<td width=\"136\">315<\/td>\n<td width=\"103\"><strong>\u00a0Monarchia<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">4: centro Monselice (Garibaldi e Piazza Vittoria, Orti, 28 Aprile)<\/td>\n<td width=\"85\">787<\/td>\n<td width=\"131\">395<\/td>\n<td width=\"136\">325<\/td>\n<td width=\"103\">\u00a0<strong>Monarchia<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">5: centro Monselice &#8211; San Giacomo<\/td>\n<td width=\"85\">686<\/td>\n<td width=\"131\">299<\/td>\n<td width=\"136\">321<\/td>\n<td width=\"103\"><strong>\u00a0Repubblica<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">6: centro Monselice (Carrubio e Fragose)<\/td>\n<td width=\"85\">776<\/td>\n<td width=\"131\">348<\/td>\n<td width=\"136\">342<\/td>\n<td width=\"103\"><strong>Monarchia<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">7: San Cosma<\/td>\n<td width=\"85\">786<\/td>\n<td width=\"131\">309<\/td>\n<td width=\"136\">390<\/td>\n<td width=\"103\"><strong>Repubblica<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">8: Vetta &#8211; Stortola<\/td>\n<td width=\"85\">806<\/td>\n<td width=\"131\">371<\/td>\n<td width=\"136\">356<\/td>\n<td width=\"103\"><strong>\u00a0Monarchia<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">9: Ca&#8217; Oddo<\/td>\n<td width=\"85\">834<\/td>\n<td width=\"131\">395<\/td>\n<td width=\"136\">333<\/td>\n<td width=\"103\"><strong>\u00a0Monarchia<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">10: Marendole<\/td>\n<td width=\"85\">670<\/td>\n<td width=\"131\">336<\/td>\n<td width=\"136\">246<\/td>\n<td width=\"103\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Monarchia<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">11: San Bortolo<\/td>\n<td width=\"85\">718<\/td>\n<td width=\"131\">333<\/td>\n<td width=\"136\">327<\/td>\n<td width=\"103\"><strong>\u00a0Monarchia<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">12: Zona Savellon<\/td>\n<td width=\"85\">743<\/td>\n<td width=\"131\">340<\/td>\n<td width=\"136\">332<\/td>\n<td width=\"103\"><strong>\u00a0Monarchia<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\"><strong>TOTALI<\/strong><\/td>\n<td width=\"85\"><strong>9009<\/strong><\/td>\n<td width=\"131\"><strong>4095<\/strong><\/td>\n<td width=\"136\"><strong>3987<\/strong><\/td>\n<td width=\"103\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\"><strong>PERCENTUALI<\/strong><\/td>\n<td width=\"85\">91.30%<\/td>\n<td width=\"131\">45.54%<\/td>\n<td width=\"136\">44.25%<\/td>\n<td width=\"103\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Certamente, l&#8217;adesione alla repubblica fu cauta ed accompagnata da molte remore, quasi si volessero lasciare le porte aperte e comunque non si volessero perdere i contatti con quella parte dell&#8217;elettorato moderato che avrebbe votato, come di fatto vot\u00f2, per la monarchia. Soltanto la cautela della DC pu\u00f2 infatti giustificare la percentuale del 40,8, a fronte del 59,2 di voti alla repubblica, che la monarchia ottenne nel Veneto e, pi\u00f9 specificamente, un risultato quale quello della provincia di Padova ove, unico caso nelle province venete, la scelta monarchica prevalse, sia pur per uno scarto limitato di voti<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p>\n<p>A Monselice la monarchia vinse per soli 108 voti. Dall\u2019esame dei risultati elettorali dei singoli seggi monselicensi, non \u00e8 possibile individuare delle linee di orientamento generali. Grande deve essere stata comunque la sorpresa per il risultato del referendum. Solamente il consigliere Mattei (Socialista) nel consiglio comunale del 18 giugno 1946 commenta il nuovo corso istituzionale senza accennare al \u201cdisastroso\u201d risultato di Monselice:<\/p>\n<p>\u201cAperta la seduta chiede la parola il consigliere Mattei della minoranza socialista il quale premesso il grande evento verificatosi in questi giorni con la proclamazione della Repubblica Italiana sottolinea la necessit\u00e0 della concordia per la ricostruzione di quanto \u00e8 stato distrutto a causa di una folle politica. Pertanto egli afferma \u201cLa Repubblica dovr\u00e0 tutti unirci e non dividerci nel comune sforzo per la rinascita della nazione\u201d<\/p>\n<p>VOTAZIONI PER L\u2019ASSEMBLEA COSTITUENTE A MONSELICE<\/p>\n<p>Il 2 giugno 1946 gli italiani votarono anche per l\u2019assemblea costituente; a Monselice il risultato elettorale \u00e8 stato il seguente: elettori iscritti 10.233; votanti 9.010 pari all\u2019 88.04 %<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"594\"><strong>VOTAZIONI PER L\u2019ASSEMBLEA COSTITUENTE A MONSELICE<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"77\">DC<\/td>\n<td width=\"90\">PCI<\/td>\n<td width=\"90\">PSI<\/td>\n<td width=\"90\">MSI<\/td>\n<td width=\"90\">PRI<\/td>\n<td width=\"86\">UQ<\/td>\n<td width=\"72\">PLI<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"77\">4461<\/td>\n<td width=\"90\">1560<\/td>\n<td width=\"90\">1935<\/td>\n<td width=\"90\">45<\/td>\n<td width=\"90\">44<\/td>\n<td width=\"86\">230<\/td>\n<td width=\"72\">243<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"77\">52.37 %<\/td>\n<td width=\"90\">18.31 %<\/td>\n<td width=\"90\">22.72 %<\/td>\n<td width=\"90\">0.53 %<\/td>\n<td width=\"90\">0.52 %<\/td>\n<td width=\"86\">2.70 %<\/td>\n<td width=\"72\">2.85%<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il prevalere della DC si spiega anche con l\u2019incondizionato appoggio dell&#8217;Azione cattolica, che non a caso proprio nell&#8217;immediato dopoguerra visse uno dei suoi momenti di maggior rigoglio, nacquero in questo periodo organismi intesi a canalizzare e ad amministrare il consenso.<\/p>\n<p>L&#8217;arco di tempo che va dal 25 aprile\u00a0 al 2 giugno 1945 bast\u00f2 comunque per segnare l&#8217;avvio del predominio cattolico e democristiano sulla regione. Il voto alla DC, ma anche l&#8217;esito del referendum istituzionale, nel 1946, se pur non ancora cos\u00ec massiccio come sar\u00e0 nel 1948, certificano quanto abbiamo detto. Alle elezioni per l&#8217;Assemblea costituente, la DC ottenne nel Veneto il 49,6 dei voti espressi: sarebbero diventati il 60,5 nel 1948.<\/p>\n<p>Grande deve essere stata anche a Monselice la delusione dei partiti di sinistra che speravano forse in risultati migliori.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Le elezioni per la Costituente rivelavano il seguito effettivo dei partiti del C.L.N. L&#8217;Assemblea Costituente, riunendosi il 25 giugno 1946, nominava capo provvisorio dello Stato il giurista E. De Nicola, che a sua volta, reincaricava De Gasperi di formare il governo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ANTONIO\u00a0\u00a0 MASIERO\u00a0 <\/strong>(23 marzo 1946 \u2013 20 settembre 1946)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il nuovo consiglio comunale venne convocato per il 23 marzo 1946. In apertura della riunione il partigiano Pogliani\u00a0 rivolge un saluto alle vittime della lotta per la liberazione. Dopo la convalida degli eletti si procede rapidamente all\u2019elezione del Sindaco. Distribuite le schede, con 23 voti e 6 schede bianche, venne eletto Antonio Masiero, trentasette anni, agente privato democristiano apparso nella scena politica gi\u00e0 nei giorni della Liberazione. Assessori effettivi della nuova giunta vennero nominati: Mario Vernacchia; il\u00a0 capitano di lungo corso Luigi Altieri; Giovanni Zannoni &#8211; anch\u2019egli capitano di lungo corso e Massimiliano Andolfo &#8211; imprenditore; assessori supplenti: Angelo Gittoi e Giuseppe Bovo, quest\u2019ultimo professore d\u2019italiano e sar\u00e0 sindaco DC. (Deliberazioni del CC. n. 1,2,3,4 del 23 marzo 1946).<\/p>\n<p>Subito dopo il segretario comunale lesse una nota del sindaco uscente Ziron con la quale dichiarava:<\/p>\n<p>\u201cA nome della cessata Giunta Municipale mi faccio dovere esporre in breve la situazione finanziaria. La gestione 1945, che pu\u00f2 considerarsi chiusa, d\u00e0 i seguenti risultati finanziari:<\/p>\n<p>Entrate generali\u00a0 \u00a3.\u00a0 16.894.365<\/p>\n<p>Spese generali\u00a0\u00a0\u00a0 <u>\u00a3.\u00a0\u00a0 17.894.365 <\/u><\/p>\n<p>Disavanzo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a3.\u00a0\u00a0\u00a0 1.000.000<\/p>\n<p>Il disavanzo di un milione \u00e8 stato causato dalle forti spese assistenziali (ricoveri ospedalieri, medicinali e ricoveri di vecchi inabili alla casa di ricovero), non in quanto al numero degli assistiti ma in conseguenza degli aumenti delle rette e del costo dei medicinali. Tale disavanzo sar\u00e0 coperto con un mutuo giusta le disposizioni ed istruzioni della Prefettura. Il Bilancio 1946 \u00e8 in corso di allestimento. Il ruolo delle imposte e tasse dato in riscossione all\u2019Esattore non comprende le imposte di patente e di famiglia per le quali occorrer\u00e0 provvedere. Questioni di particolare importanza sono rimaste insolute e lasciate appunto al giudizio della nuova Amministrazione\u201d.<\/p>\n<p>Per far fronte al disavanzo il consiglio comunale fu costretto a contrarre un mutuo con la cassa depositi e prestiti.<\/p>\n<p>Il primo Aprile 1946 vennero divisi tra la giunta &#8211; tutta DC &#8211; i compiti amministrativi: Antonio Masiero: <em>Sindaco; <\/em>Mario Vernacchia: <em>Finanza; <\/em>Luigi Altieri: <em>Lavori pubblici<\/em>; Giuseppe Bovo: <em>Istruzione pubblica e anagrafe<\/em>; Giovanni Zanoni: <em>Assistenza, sanit\u00e0, igiene e polizia urbana<\/em>; Angelo Gittoi: <em>polizia urbana e sanit\u00e0; <\/em>Massimiliano Andolfo: <em>Industria e commercio;<\/em><\/p>\n<p>Appena insediato, il sindaco Masiero, invi\u00f2 una drammatica lettera al Prefetto con la quale descrisse la situazione economica e sociale della citt\u00e0 di Monselice.<\/p>\n<p>Questa Amministrazione insediatasi sabato 23 marzo 1946 ha subito iniziato la sua attivit\u00e0 pur non\u00a0 avendo ricevuta consegna alcuna da quella cessata, all\u2019infuori d\u2019una lettera del Sindaco. Perci\u00f2 sta esaminando la situazione che si presenta quanto mai preoccupante per i tanti problemi che debbono essere affrontati contemporaneamente.<\/p>\n<p><strong>Assistenza: <\/strong>si \u00e8 constatato che l\u2019Amministrazione non dispone di alcuna scorta di generi anzi proprio negli ultimi giorni della cessata Amministrazione sono state liquidate mediante affrettate distribuzioni alla popolazione di ogni giacenza di generi alimentari e di abbigliamento. Non sono state pagate le indennit\u00e0 alle famiglie bisognose il che determina forte malumore. Anche i pagamenti degli assegni ai reduci\u2026 sono in notevole ritardo<\/p>\n<p><strong>Disoccupazione:<\/strong> Si trovano senza stabile lavoro circa 300 capi famiglia i quali costituiscono un costante pericolo per l\u2019ordine pubblico in quanto minacciano\u00a0 di saccheggiare magazzini e granai. Una buona aliquota di essi \u00e8 stata momentaneamente occupata nei lavori stradali finanziati da libere offerte di cittadini abbienti, ma la soluzione del problema non \u00e8 che rimandata di pochi giorni.<\/p>\n<p><strong>Alimentazione:<\/strong> Altro elemento che aumenta il malumore della popolazione meno abbiente \u00e8 la scarsezza dei generi tesserati e insieme la possibilit\u00e0 di trovarli al libero mercato a prezzi maggiorati<\/p>\n<p><strong>Ordine pubblico:<\/strong> La stazione dei Carabinieri \u00e8 composta da un Maresciallo e 3 militari\u00a0 e deve servire anche per San Pietro Viminario e Pozzonovo. E\u2019 evidente l\u2019insufficienza di tale forza pubblica incapace a far fronte al continuo ripetersi di furti e rapine rimasti impuniti.<\/p>\n<p><strong>Finanza: <\/strong>Il bilancio 1945 recentemente sistemato ad esercizio ultimato si pareggia con un contributo di \u00a3 1.121.390.= gi\u00e0 riscosso dall\u2019A.M.G. e con lo stanziamento di un mutuo di \u00a3 1.000.000.= (non ancora contratto). Con tali finanziamenti straordinari il conto 1945 probabilmente si chiuder\u00e0 in pareggio. Il bilancio 1946 non \u00e8 ancora allestito. Per il suo pareggio per\u00f2 si prevedono difficolt\u00e0 gravi.<\/p>\n<p>I tributi spinti al massimo, sono ben lungi dal pareggiare le spese obbligatorie. Si renderanno necessari provvedimenti straordinari per cifre vistose anche per il bilancio 1946, provvedimenti che verranno stabiliti e proposti al pi\u00f9 presto. Grave \u00e8 la situazione della cassa che si trascina una scopertura di oltre un milione. Dal 1944 quando durante il regime repubblichino il Comune anticipa tutte le spese dei servizi bellici che dovevano essere rimborsati dallo Stato. All\u2019atto della \u201cLiberazione\u201d le anticipazioni non rimborsate ammontavano a \u00a3. 2.600.000.= che sono tuttora a credito del Comune. La scopertura di cassa \u00e8 anche aggravata dal fatto che un ruolo suppletivo di imposta famiglia 1945 non \u00e8 stato ancora messo in riscossione, e che la stessa imposta per il 1946\u00a0 non \u00e8 stata ancora accertata. Evidentemente la cessata Amministrazione ha voluto evitare le ordinanze che sono inerenti a tale tributo. Cos\u00ec dicasi per l\u2019imposta di parente, che \u00e8 pure da accertare per il 1946.<\/p>\n<p><strong>Ufficio Municipale: <\/strong>Il Municipio inadeguato ai bisogni basti pensare che l\u2019archivio \u00e8 alloggiato in un locale privato; il Consiglio Comunale deve riunirsi nella sala lettura della biblioteca assolutamente inadatta; che la Giunta deve riunirsi nel Gabinetto del Sindaco. Gli Uffici sono mal disposti e insufficienti per capienza e arredamento. Il personale di ruolo \u00e8 insufficiente. Il V. Segretario ha chiesto l\u2019ordine del Consiglio avendo intenzione, a quanto risulta, di lasciare l\u2019ufficio per passare alle dipendenze di una ditta privata. E\u2019 stato pregato di procrastinare la sua decisione, date le difficolt\u00e0 eccezionali in cui attualmente si trova il Comune. Il Ragioniere ha pure chiesto il congedo cui\u00a0 saranno seguite le dimissioni per dedicarsi alla attivit\u00e0 professionale. L\u2019ufficio demografico manca del Capo Ufficio che \u00e8 stato fino ad ora sostituito dal Segretario Capo,\u00a0 dal V. Segretario e dal I\u00b0 applicato. Quanto sopra da un primo affrettato esame della situazione del Comune quale ora viene\u00a0 trovata, perch\u00e9 codesta Prefettura sia a conoscenza delle condizioni di fatto attuali del Comune stesso.<\/p>\n<p>La nuova Amministrazione affronter\u00e0 i problemi con tutto il miglior buon volere contando sull\u2019appoggio delle Superiori Autorit\u00e0 e si riserva di fare una relazione pi\u00f9 precisa non appena avr\u00e0 potuto accertare tutti gli elementi di dettaglio. [F.to il Sindaco Masiero]<\/p>\n<p>Per fronteggiare la crescente disoccupazione, il consiglio comunale il 2 agosto 1946, \u00e8 costretto a lanciare un prestito cittadino per finanziare i lavori pubblici da realizzarsi utilizzando la mano d\u2019opera locale. Il\u00a0 tasso corrisposto viene fissato al 2,50 % a garanzia vengono indicati i beni del comune. L\u2019adesione fu molto scarsa.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo provvedimento dell\u2019Amministrazione Masiero fu la costruzione del porto industriale. \u00a0L\u2019Assessore Anziano rag. Vernacchia, che presiedeva la seduta del 25 agosto 1946,\u00a0 porta a conoscenza del Consiglio \u201cil progetto redatto dall\u2019Ufficio Tecnico Comunale riguardante la costruzione di un porto industriale a valle del ponte girevole della stazione\u201d, mettendo in evidenza la \u201cgrande utilit\u00e0 dell\u2019opera che da anni costituisce la viva aspirazione delle ditte industriali e commerciali di Monselice in grado di facilitare la ripresa delle attivit\u00e0 specialmente dell\u2019industria della trachite, opera che contribuir\u00e0 anche validamente ad eliminare, sia pura in parte, la disoccupazione.\u201d<\/p>\n<p>Il costo del nuovo porto viene quantificato in lire 6.120.000. Il 50%\u00a0 sar\u00e0 finanziato dallo Stato. Il comune contribuisce con il rimanente 50 %, in trenta rate annuali senza interessi, decorrenti dal terzo anno successivo a quello in cui \u00e8 stato redatto il verbale di collaudo.<\/p>\n<p>Poco dopo Masiero lasciava la carica di Sindaco, per motivi di salute, aprendo le porte a Bovo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>GIUSEPPE\u00a0 BOVO <\/strong>(21 settembre 1946\u00a0\u00a0 \u2013\u00a0\u00a0 9 gennaio 1948)<\/p>\n<p>Dopo soli sei mesi dall&#8217;elezione, Masiero si dimetteva dalla carica di sindaco per reali motivi di salute. Gli succede il prof. Giuseppe Bovo<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a> che ottenne nelle votazioni per la sua elezione 18 voti a favore e 6 schede bianche. Nel discorso introduttivo Bovo \u201cchiede a tutti e specialmente ai partiti di minoranza la collaborazione sincera per raggiungere le mete comuni per il bene della popolazione di Monselice e per la difesa della democrazia\u201d.<\/p>\n<p>Nel dicembre del &#8217;46 venivano cosi ripartiti gli assessorati &#8211; tutti DC- \u00a0come segue: Giuseppe Bovo: Sindaco e <em>Istruzione pubblica<\/em>; Mario Vernacchia: <em>Finanza, tributi e tasse; <\/em>Giovanni Zanoni: <em>Assistenza, sanit\u00e0, igiene e polizia urbana<\/em>;<\/p>\n<p>Massimiliano Andolfo: <em>Lavori pubblici<\/em>; Antonio Masiero: <em>Servizi annonari e demografica stato \u00a0civile e leva<\/em>; Angelo Gittoi: <em>Commercio e agricoltura<\/em>.<\/p>\n<p>Dinamico e \u00a0programmatore, sostenuto da una giunta pragmatica<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>, il nuovo sindaco avvia importanti lavori pubblici che vengono pubblicizzati con grandi manifesti alla popolazione: scritti con buona propriet\u00e0 di linguaggio. Ecco, tra gli altri, il suo programma di interventi stampato in grandi cartelloni affissi per la citt\u00e0:<\/p>\n<p>Nell\u2019assumere la carica di capo dell\u2019Amministrazione del Comune esprimo a tutti il mio cordiale saluto e insieme un caldo appello per una collaborazione sincera, leale, fattiva con coloro che sono preposti all\u2019amministrazione della cosa pubblica. Ho accettato il gravoso incarico solo per dovere perch\u00e9 ho fiducia nel contributo solidale di tutti; confido nella comprensione e nell\u2019apporto concreto di tutte le classi sociali, FACOLTOSI, IMPIEGATI, OPERAI, tutti dobbiamo dare il nostro contributo alla rinascita del paese. E\u2019 un dovere di SOLIDARIETA\u2019 UMANA che ognuno deve sentire. Il Comune va evolvendosi verso una forma autonomistica d\u2019indipendenza che lo costituir\u00e0 in una grande famiglia; e in una famiglia l\u2019interesse della comunit\u00e0 \u00e8 l\u2019interesse del singolo; \u00e8 assurdo pensare di salvare il proprio benessere personale trascurando il benessere comune.<\/p>\n<p>Tanti sono i bisogni nel nostro Comune, tanto c\u2019\u00e8 da ricostruire, tanti, troppi sono i nostri fratelli che non hanno il pane e chiedono\u00a0 lavoro, ma abbiamo i mezzi per riparare; abbiamo la forza per sopperire alle tante necessit\u00e0, basta solo considerare l\u2019iniziativa privata in funzione sociale, essere meno egoisti far lavorare i capitali, e ci sar\u00e0 pane per tutti. I partiti subordinano i loro interessi di classe al bene della comunit\u00e0: abbandoniamo le sterili polemiche e le indecorose schermaglie politiche sulla stampa; uniamo le nostre forze in un ideale meno particolaristico pi\u00f9 umano e pi\u00f9 alto ed assicureremo al nostro paese tranquillit\u00e0 benessere, progresso.<\/p>\n<p>L\u2019Amministrazione comunale ha ispirato a questo concetto umanitario tutto il suo operato: abbiamo coscienza di non aver nulla lasciato intentato di quanto era umanamente possibile.<\/p>\n<p>L\u2019appello che un Partito, a mezzo mio rivolge alla popolazione, trovi in tutti quei sensi di doverosa, nobile, solidale sensibilit\u00e0 che soli possono assicurare la rinascita economica della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>In merito ai lavori pubblici in un altro manifesto l\u2019amministrazione precisava.<\/p>\n<p>Sono iniziati i lavori per la costruzione del porto fluviale, la prima delle grandi opere pubbliche finanziate dal Governo per la nostra Citt\u00e0. Sono stati stanziati 25 milioni per la costruzione di case popolari e per la prossima primavera potremo, almeno in parte alleviare il penoso problema dei senza tetto che tanto ci preoccupa. Inoltre appena concluse le pratiche burocratiche avranno corso i lavori per la costruzione dell\u2019acquedotto, che \u00e8 stato finanziato con un primo stanziamento di 25 milioni e che risolver\u00e0 definitivamente l\u2019assillante problema dell\u2019acqua. Sono parecchi decenni che si discute l\u2019ormai annosa questione e l\u2019aspirazione di tante Amministrazioni sta per essere una realt\u00e0. La nostra Citt\u00e0 che esce dalla guerra con profonde ferite nel corpo e nello spirito, e che fra immense difficolt\u00e0 sta cercando la via del benessere, della tranquillit\u00e0 in un clima di giustizia sociale, avr\u00e0 in un tempo relativamente breve il suo razionale impianto idrico, degno della sua grandezza e della sua storia.<\/p>\n<p>Non mancano poi i segni di una rinascita anche nel campo industriale. Monselice, il centro pi\u00f9 grosso della provincia dopo il Comune di Padova, \u00e8 rimasta finora un paese eminentemente agricolo pur fruendo di una invidiabile posizione geografica, possibile di tutti i sviluppi industriali. E\u2019 un nodo ferroviario e stradale di primaria importanza, disporr\u00e0 tra un mese di un porto attrezzatissimo per il commercio fluviale coi maggiori centri fino al Mare, trovasi ai piedi dei colli Euganei che danno materiale trachitico delle pi\u00f9 pregiate qualit\u00e0, ha un territorio fertilissimo sotto gli aspetti specialmente vinicolo e fruttifero, possiede in una parola risorse e requisiti sicuri per uno sviluppo industriale.<\/p>\n<p>Quando avremo fatto della nostra Citt\u00e0 un centro anche industrializzato col conseguente assorbimento delle eccedenze di mano d\u2019opera, quando avremo potenziate le fonti della produzione ed assicurate le possibilit\u00e0 di vita, autonomia comunale sar\u00e0 sinonimo di tranquillit\u00e0 e speriamo, anche benessere per tutti.<\/p>\n<p>Intanto \u00e8 necessario unire gli sforzi, collaborare prescindendo da qualsiasi scopo politico. Bisogna deporre i gretti egoismi, considerare i propri averi, il proprio lavoro in funzione sociale. Aiutare chi soffre in questo momento vuol dire salvare la nostra moneta, assicurare l\u2019ordine e la pace degli uomini, vuol dire salvare la Nazione. Aiutiamo l\u2019opera del Governo proteso in uno sforzo immane per evitarci l\u2019inflazione e il caos e salveremo i nostri beni personali. Abbiamo fede nei destini di questo popolo che seppur traviato, umiliato, tradito \u00e8 sempre il popolo italiano di un tempo, sobrio, laborioso, apportatore di civilt\u00e0 nel mondo.<\/p>\n<p>Ricostruiamo, per la Patria, per noi, per i nostri figli.<\/p>\n<p>MONSELICE, 24 OTTOBRE 1946.<\/p>\n<p>Per ultimo presentiamo il manifesto con il quale il Sindaco Bovo invita i datori di lavoro ad assumere il maggior numero di operai ed anticipa un tema che sar\u00e0 molto dibattuto negli anni successivi: la costruzione di un cementificio<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a> per sconfiggere il problema della disoccupazione. Tra i primi interventi segnaliamo la costruzione dell\u2019acquedotto, finanziato con la legge sulla disoccupazione n. 517 del 1945 per un importo di 25.000.000 di Lire, rimborsati allo stato in trenta anni. Per completare l\u2019opera si rese necessario, negli anni seguenti, assumere altri mutui per una spesa complessiva di 74.000.000 di Lire che servirono per scavare tre pozzi in grado di fornire 30.000 litri d\u2019acqua ogni ora con i quali furono serviti circa 6000 abitanti sul territorio comunale.<\/p>\n<p>L\u2019aggravarsi in questi giorni della disoccupazione in seguito all\u2019esaurimento dei lavori in corso ci spinge a rivolgere\u00a0 un caldo appello a tutti i datori di lavoro affinch\u00e9, memori della gravit\u00e0 del momento, intensifichino le attivit\u00e0 estive ed impieghino il maggior numero possibile di operai.<\/p>\n<p>L\u2019Amministrazione Comunale, preoccupata dello stato di indigenza in cui vivono tante famiglie ha fatto e continua\u00a0 a fare quanto umanamente possibile per ottenere il finanziamento di lavori ma non sempre la pi\u00f9 ostinata delle volont\u00e0 riesce a superare o la interminabile burocrazia o la sleale, egoistica concorrenza di terzi. Abbiamo fede di riuscire nel nostro scopo perch\u00e9 ci battiamo per una causa santa e siamo decisi ad andare fino in fondo ma abbiamo bisogno anche che si comprenda il nostro sforzo e ci si lasci lavorare. Eventuali atti incomposti o dimostrazioni disordinate altro non otterrebbero che ritardare ed intralciare l\u2019opera nostra.<\/p>\n<p>Il popolo lavoratore di Monselice ha finora dato prova di comprensione e maturit\u00e0 politica e non verr\u00e0 meno a queste sue apprezzabili prerogative, ma, \u00e8 bene si sappia per precisare le responsabilit\u00e0, che eventuali disordini si risolveranno ineluttabilmente a danno dei lavoratori stessi in quanto nulla ci \u00e8 possibile fare pi\u00f9 quanto stiamo facendo.<\/p>\n<p>Chiediamo solo comprensione e ci si lasci condurre a termine il lavoro intrapreso per il bene della citt\u00e0: acquedotto e cementificio.<\/p>\n<p>Il nostro appello ad una pi\u00f9 cristiana ed umana solidariet\u00e0 abbia ragione dell\u2019insaziabile egoismo di tanti e si dia nel frattempo possibilit\u00e0 di vita a chi non chiede che lavoro per vivere.<\/p>\n<p>Ogni sacrificio fatto dai pi\u00f9 abbienti verso coloro che soffrono maggiormente le conseguenze della guerra perduta \u00e8 un contributo prezioso per la garanzia degli istituti repubblicani, per la salvaguardia delle libert\u00e0 democratiche e per l\u2019eliminazione dell\u2019odio di classe, giacch\u00e9 non dividendo ed inasprendo le classi sociali ricostruiremo la Nazione, ma unendo gli sforzi, le volont\u00e0 di operare per la realizzazione del bene comune al di sopra di ogni egoismo individuale.<\/p>\n<p>Monselice, 8 Agosto, 1947.<\/p>\n<p>I L\u00a0\u00a0 S I N D A C O :\u00a0 B O V O<\/p>\n<p>Bovo rimase in carica fino al gennaio 1948, fino cio\u00e8 al momento delle sue dimissioni &#8220;giustificate da ragioni di salute che meritano ogni attenzione e dalla necessit\u00e0 [&#8230;] di dedicarsi alla preparazione del prossimo concorso per cattedre di scuole medie\u201d. Il suo successore fu il prof. Giovanni Gazzea, che rimase in carica fino al 20 settembre 1949. In quel giorno, con 20 voti favorevoli e 4 schede bianche, venivano votate le sue dimissioni che il consigliere di minoranza Vincenzo Scarso in un verbale del consiglio comunale reputava dovute ad una &#8220;polemica poco edificante&#8221;<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a> che coinvolse stampa, partiti e opinione pubblica sul progetto di costruire una linea ferroviaria Este-Sant\u2019Elena. In questi anni ci furono alcune variazioni anche all&#8217;interno della Giunta;\u00a0 nell&#8217;agosto del 1948 si erano dimessi dall&#8217;incarico Luigi Altieri che sarebbe deceduto di li a poco per essere sostituito da Augusto Greggio, agricoltore DC, e Antonio Masiero, nominato\u00a0\u00a0 Presidente dell&#8217;Amministrazione ospedaliera di Monselice che era stato sostituito da Bovo. Lo stesso Bovo\u00a0 dopo le dimissioni di Gazzea, con 19 voti a favore e 5 schede bianche ritornava primo cittadino di Monselice.<\/p>\n<p><strong><em>I\u00a0 sindaci di Monselice:\u00a0 dalla\u00a0 Liberazione ai nostri giorni<\/em><\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"108\">\n<h6>INIZIO<\/h6>\n<\/td>\n<td width=\"96\">FINE<\/td>\n<td width=\"198\">\n<h6>NOMINATIVO<\/h6>\n<\/td>\n<td width=\"174\">\n<h6>CARICA E PARTITO<\/h6>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">1\/5\/1945<\/td>\n<td width=\"96\">18\/10\/1945<\/td>\n<td width=\"198\">Goffredo Pogliani<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco, PCI<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">19\/10\/1945<\/td>\n<td width=\"96\">22\/3\/1946<\/td>\n<td width=\"198\">Giovanni Ziron<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco, PCI<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">23\/3\/1946<\/td>\n<td width=\"96\">20\/9\/1946<\/td>\n<td width=\"198\">Antonio Masiero<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco, DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">21\/9\/1946<\/td>\n<td width=\"96\">9\/1\/1948<\/td>\n<td width=\"198\">Giuseppe Bovo<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco, DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">10\/1\/1948<\/td>\n<td width=\"96\">19\/9\/1949<\/td>\n<td width=\"198\">Giovanni Gazzea<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">20\/9\/1949<\/td>\n<td width=\"96\">23\/3\/1954<\/td>\n<td width=\"198\">Giuseppe Bovo<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">24\/3\/1954<\/td>\n<td width=\"96\">26\/11\/1960<\/td>\n<td width=\"198\">Massimiliano Andolfo<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">27\/11\/1960<\/td>\n<td width=\"96\">8\/2\/1968<\/td>\n<td width=\"198\">Antonio Valerio<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">9\/02\/1968<\/td>\n<td width=\"96\">26\/7\/1975<\/td>\n<td width=\"198\">Mario Balbo<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">27\/7\/1975<\/td>\n<td width=\"96\">20\/7\/1977<\/td>\n<td width=\"198\">Giuseppe Trevisan<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">21\/7\/1977<\/td>\n<td width=\"96\">22\/6\/1980<\/td>\n<td width=\"198\">Giampietro Dalla Barba<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco PCI<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">23\/6\/1980<\/td>\n<td width=\"96\">18\/11\/1982<\/td>\n<td width=\"198\">Lorenzo Nosarti<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">19\/11\/1982<\/td>\n<td width=\"96\">18\/7\/1985<\/td>\n<td width=\"198\">Carlo Vitale<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">19\/7\/1985<\/td>\n<td width=\"96\">10\/10\/1988<\/td>\n<td width=\"198\">Learco Vettorello<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">11\/10\/1988<\/td>\n<td width=\"96\">25\/5\/1995<\/td>\n<td width=\"198\">Gianni Baraldo<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco DC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">26\/5\/1995<\/td>\n<td width=\"96\">20\/6\/1999<\/td>\n<td width=\"198\">Antonio Bettin<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco PDS<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"108\">26\/6\/1999<\/td>\n<td width=\"96\"><\/td>\n<td width=\"198\">Fabio Conte<\/td>\n<td width=\"174\">Sindaco FI<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><br \/>\n[1]<\/a> Hanno collaborato al reperimento dei documenti: Antonella Baraldo\u00a0 e la ditta Archivisti veneti che per conto del comune sta riordinando l\u2019archivio comunale.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Simone si dimise dopo qualche giorno.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Il municipio antico \u00e8 quello riprodotto nella foto di copertina.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Simone si dimise dopo qualche giorno.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Aveva un carattere deciso e fermo ed era il capo della Resistenza a Monselice.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Non siamo riusciti a\u00a0 ritrovare riscontri certi sul suo ruolo all\u2019interno del PC locale.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Sulla personalit\u00e0 di Luigi Secco, molti ex fascisti hanno avanzato dubbi e perplessit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> L\u2019opuscolo disponibile presso la biblioteca comunale contiene un lungo elenco di opere realizzate durante l\u2019amministrazione democristiana della citt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Pogliani continuer\u00e0 la sua attivit\u00e0 politica a Monselice e sar\u00e0 tra gli eletti del PC nel primo consiglio comunale<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Delibera di Giunta n. 142 del 30\u00a0 novembre 1945<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Deliberata la Giunta il 21 dicembre 1945.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Proprietario della villa di Marendole e dell\u2019ex immobile adiacente ai Frati di San Giacomo. Poco conosciuto, ma persona stimata<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Proprietario della villa, ora propriet\u00e0 Dardengo, sita a Monticelli<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Proprietario delle cave di calcare di Baone ora gestite da suo nipote, ex combattente in Russia<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Era la moglie di Brandelli comunista, noto impiegato comunale, abitava in Piazza Isola, ora XX settembre<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Detto Piricadeo. Persona nota per la sua austerit\u00e0. Era un ferroviere che fu licenziato perch\u00e9 non volle aderire al fascismo. Mantenne la famiglia facendo il rilegatore di libri, abitava in via\u00a0 11 febbraio.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Avvocato socialista<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> E\u2019 bene ricordare per\u00f2 che il PC non tollerava il voto di preferenza, quindi ora \u00e8 quasi impossibile ricostruire eventuali candidature forti al suo interno.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Vedi G. E. FANTELLI, <em>La resistenza dei cattolici nel padovano<\/em>.\u00a0 Padova 1965<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> Bovo era originario di San Cosma. Negli anni precedenti aveva partecipato all&#8217;avvicinamento tra popolari e agrari comparendo nella lista &#8220;agrario-popolare&#8221; in corrispondenza delle elezioni provinciali e amministrative che si svolsero nell&#8217;ottobre del 1920. Aveva\u00a0 fatto parte come consigliere del Movimento di cultura popolare che si era insediato in patronato e aveva\u00a0 proposto un ciclo di conferenze del partito popolare e aperto un ufficio di consulenza dei deputati cattolici Schiavon, Arrigoni degli Oddi e Piva.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> Il consigliere Trevisan ci informa che la presenza di un commerciante e di un impresario in Giunta sollecitarono il sindaco a operare con sollecitudine.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> La costruzione del cementificio fu rallentata dagli agrari che credevano di perdere lavoratori nelle campagne:\u00a0 remunerati, tra l\u2019altro, con bassi salari.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> Deliberazione\u00a0 del 20 settembre 1949<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a9 2023 a cura di Flaviano Rossetto \u00a0per\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ossicella.it\/\"><strong>https:\/\/www.ossicella.it\/<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Per storia di Monselice\u00a0<a href=\"https:\/\/www.monseliceantica.it\/\"><strong>https:\/\/www.monseliceantica.it\/<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Contatti e info flaviano.rossetto@ossicella.it<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/flaviano.rossetto\"><strong>https:\/\/www.facebook.com\/flaviano.rossetto<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0DALLA\u00a0 MONARCHIA\u00a0 ALLA\u00a0 REPUBBLICA\u00a0STORIA\u00a0 DI\u00a0\u00a0 MONSELICE \u00a0DAL 1945 AL 1946 A cura di Flaviano Rossetto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5323,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[111],"tags":[53],"class_list":["post-4493","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-di-monselice","tag-goffredo-pogliani"],"gutentor_comment":0,"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - 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