Alla scoperta delle antiche tradizioni: la spremitura delle olive a “La Pignara” del Montericco.*
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Alla scoperta delle antiche tradizioni: la spremitura delle olive a “La Pignara” del Montericco.
Oggi, 25 ottobre 2026, alla presenza di un centinaio di persone, tra bambini e adulti, “La Pignara” del Montericco, di proprietà di Sandro Zaccanella, presidente di Agrimons, ha fatto da cornice a un’esperienza capace di riportare indietro le lancette del tempo: la spremitura delle olive secondo le tecniche utilizzate nel Cinquecento.
Un’occasione preziosa per riscoprire la storia e l’ingegno della tradizione contadina attraverso un antico frantoio ancora funzionante.
«Ci troviamo alle pendici del Monte Ricco, chiamato Montericcio fino all’anno Mille e Monte Vignalesco nel Seicento», racconta Sandro Zancanella.
«Questa zona era caratterizzata dalla coltivazione degli olivi e, all’interno di questa corte medievale, utilizzata anche come fortezza per la conservazione del grano, si trova un frantoio straordinario, integro e azionato dalla forza degli animali.
Le olive venivano raccolte durante il giorno e, la sera, lavorate al riparo dal freddo. Un mulo girava la ruota che azionava la macina, mentre un enorme torchio in legno permetteva di spremere la pasta ottenuta. Il torchio presenta un particolare meccanismo per moltiplicare lo sforzo, che richiama soluzioni tecnologiche associate a Leonardo da Vinci, il quale studiò e perfezionò sistemi di sollevamento ispirati anche alle tecniche impiegate da Brunelleschi nella costruzione della cupola di Firenze.
La particolarità di questo impianto è proprio il sistema di moltiplicazione della forza, del quale non sono state individuate altre testimonianze in frantoi ancora conservati. La sua origine sembra essere collegata a un agronomo di nome Grimaldi, che nel Settecento pubblicò un libro contenente l’illustrazione di un frantoio identico a quello della Pignara.
Anche il nome Pignara racconta qualcosa del territorio: nel dialetto Veneto indica il pino che produce le pigne contenenti i pinoli.
Un luogo in cui storia, cultura e tradizione si incontrano, trasformando la riscoperta di un antico mestiere in un’esperienza unica per grandi e piccoli», conclude Zancanella – di Gianni Mamprin