La sconfitta di Caporetto, la posizione del Cadorna
Cosa accade a Caporetto . IL generale Cadorna parte per il Vicentino, dove trascorrerà due settimane di riposo a Villa Camerini sulle pendici del Monte Berico. all’orizzonte non c’è alcun pericolo. Siamo agli inizi di ottobre, 12 giorni prima, il 18 settembre ha dato l’ordine di passare sulla difensiva.
Immagina quindi che uomini e artiglierie stiano venendo allontanati dalle prime linee per andarsi a rischierare più indietro. A Vicenza Cadorna si annoia, piove di continuo e le giornate non passano mai. Vorrebbe quasi rientrare al comando supremo di Udine. Ma per fare cosa? Là non c’è bisogno di lui. Il generale Capello, con i 700.000 uomini della seconda armata può tranquillamente far fronte a qualsiasi problema. Cadorna forse lo immagina impegnato a sovrintendere il movimento delle sue truppe verso le posizioni difensive più arretrate. Il guaio è che Capello non sta facendo assolutamente nulla. Al fronte si respira un clima rilassato.
Cadorna ha convinto tutti che non vi è all’orizzonte alcuna seria minaccia. Dunque perché affrettarsi? Capello ai due generali che occupano la Valle d’Isonzo e che sono alle sue dipendenze e cioè Badoglio e Cavacio hanno interpretato l’ordine di passare alla difesa ad oltranza come il semplice ritorno alla normalità che ha sempre seguito la fine di ogni grande attacco lanciato dal Regio Esercito sul fronte del Carso.
Nulla di più e nulla di meno. Le manovre che i nostri avversari stanno attuando oltre la linea del fronte devono per forza celare attacchi volti, come sempre, a cercare di riconquistare il terreno perduto. Dunque, Capello non arretra le sue forze perché vuole reagire a queste puntate offensive contrattaccando a sua volta.
E’ L’INIZIO della fine austriaci e tedeschi stanno scatenando un formidabile attacco che porterà alla disfatta di Caporetto