Opera dedicata ai partigiani
All’interno del Palazzo del Bo, sede storica dell’Università di Padova, ai piedi della suggestiva Scala del Sapere che conduce al rettorato, si trova un’opera che racconta una storia intensa, fatta di coraggio, arte e memoria: la statua del Palinuro.
Realizzata tra il 1946 e il 1947 da Arturo Martini, è l’ultima opera del grande maestro, quasi un testamento artistico e umano. Fu donata all’ateneo dalla Brigata partigiana “Martiri del Grappa” ed è considerata il primo monumento in assoluto dedicato a un partigiano. L’opera raffigura, nelle sembianze mitologiche di Palinuro, il giovane Primo Visentin, detto “Masaccio”: studente brillante, laureato con il massimo dei voti nel 1940, appassionato d’arte e iscritto alla Scuola di Perfezionamento in Storia dell’Arte.
La sua vita, come quella di tanti giovani della sua generazione, venne travolta dalla guerra. Dopo l’8 settembre 1943 salì sul Monte Grappa, dove contribuì a formare le prime bande partigiane, diventando comandante di battaglione della Divisione “Monte Grappa”. La sua storia si concluse tragicamente il 29 aprile 1945 a Loria, a pochi giorni dalla fine del conflitto. Ma in questa scultura, il suo volto si fa simbolo: non solo di una vita spezzata, ma di un ideale che continua a vivere.
Davanti al Palinuro, l’arte non è solo bellezza: è memoria che prende forma, è storia che invita a ricordare.
© 2026 a cura di Flaviano Rossetto
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