Pergamene dell’archivio storico di Monselice (1204-1815)

ARCHIVIO STORICO COMUNALE

Pergamene 1204 – 1815 (Regesti)

Indice cronologico  (aggiornato al 27 aprile 2022)

 

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Il fondo sciolto delle pergamene è una raccolta di atti pubblici e privati (Bolle papali, Ducali, testamenti e atti notarili) assai eterogenea per contenuto e provenienza, che copre un arco temporale che va dal 1204 al 1815 circa, con maggiore presenza per i secoli XV e XVI. La maggior parte dei pezzi, che compongono tale raccolta, è di carattere privato, ma non mancano alcuni atti usciti da cancellerie pubbliche: n. 111 lettere ducali, 7 bolle, 6 brevi pontifici. Molti degli atti riguardano la vita minuta degli abitanti di Monselice e anche le brevi papali poco aggiungano alla storia della città perché‚ si riferiscono a concessioni di indulgenze. Importanti invece le ducali inviate all’ufficio del Podestà. Alcune sono semplici circolari altre invece ci illuminano sui rapporti con la Dominante. Non è possibile ricostruire dettagliatamente la storia e le vicende che hanno portato alla formazione del fondo, ma il Carturan ci informa che nel magazzino comunale era presente una cassa contenente delle pergamene. La pergamena non sempre è di buona qualità, fanno eccezione soltanto le brevi papali e le ducali per le quali le rispettive cancellerie curavano anche la qualità del supporto membranaceo. Il tracciato scrittorio non è lo stesso per tutti i documenti, poiché sono stati redatti in maniera non uniforme nell’arco di otto secoli. Per i due atti del XIII secolo si può parlare di una gotica cancelleresca italiana, così come pure della bolla ponteficia di Benedetto XII del 1335.

Secolo XIII. Per il Duecento abbiamo solamente 2 pergamene. La più antica pergamena posseduta è un contratto di livello del 1204 tra Moncellana del fu Andrea Paradiso e maestro Veronese del fu Trentino. La seconda invece riguarda la vendita di alcune proprietà effettuata nel 1279 da Cartusino del fu Alberto Dalesmanini a Gerardo Vitaliani.

Secolo XIV. Due sono le pergamene del XIV secolo e contengono rispettivamente: un’indulgenza del 1333 del vescovo di Padova Ildebrandino Conti e l’altra una bolla papale di Benedetto XII del 1335.

Secolo XV. Decisamente più numeroso (ed eterogeneo) il materiale databile al XV secolo (60 pergamene complessive), che comprende, tra gli atti pubblici, la ducale (o privilegio) del 1406 del doge Michele Steno, rilasciata a seguito della dedizione di Monselice a Venezia; alcune lettere dei rettori padovani al podestà di Monselice; alcuni atti del podestà di Este, uno, del 1434, del podestà di Castelfranco, a altri di ufficiali minori (il vicario del podestà di Padova ad esempio). La seconda ducale di questo periodo risale al 16 gennaio 1416 ed è stata scritta in nome del Doge Tommaso Moncenigo al podestà di Monselice Vittorio Barbaro. In questa ducale vengono citati i due più antichi podestà in carica durante la prima dominazione veneziana di cui conosciamo il nome. Assai più nutrita la serie degli atti privati – Testamenti, anche di nobili veneziani, compravendite, affittanze, livelli ecc., riguardanti per lo più – ma non esclusivamente – residenti di Monselice e dei villaggi del circondario, ma anche la stessa Comunità di Monselice (un livello “francabile” attivo del 1487), e quella vicina di Este (vendita all’asta dello jus beccarie del 1460).

Secoli XVI-XVIII. Una “miscellanea” sostanzialmente simile può essere individuata anche nelle pergamene databili al XVI secolo (166 pezzi), al XVII secolo (66 pezzi), al XVIII secolo (42 pezzi), e al XIX secolo (3 pezzi). Anche qui abbiamo prevalentemente atti notarili tra privati – un certo numero di questi relativo alla famiglia “de Odasiis” – quali compravendita, affittanze, livelli ecc., ma anche riguardanti la Comunità di Monselice e i suoi beni (ad esempio le valli di Isola, Lispida, Savellon, o i suoi mulini). Più nutrita, almeno rispetto al XV secolo, appare inoltre la serie di atti pubblici – prevalentemente ducali inviate al locale podestà, ma anche a quello di Este – , tra i quali merita certamente una menzione la trascrizione, del 1539, del privilegio del 1406 – corredata da un’illustrazione raffigurante un leone di S. Marco sormontante lo stemma del Comune di Monselice -, e la ducale del 1560 che regolamenta il Consiglio della Comunità.

Varie – Vi è infine un discreto numero di pergamene relative alle diverse istituzioni ecclesiastiche locali, in particolare a S. Giustina, lettere vescovili, e bolle e “brevi” papali.

La consistenza delle pergamene per secolo è la seguente:

 

Secolo Bolle o Brevi papali Ducali Varie

(atti privati e pubblici)

TOTALI
XIII 2 2
XIV 1 1 2
XV 3 57 60
XVI 3 40 123 166
XVII 4 34 28 66
XVIII 3 34 5 42
XIX 3 3
Totale 14 111 216 ???

Lavoro da completare….

 

REGESTI  DELLE PERGAMENE[1]

Nell’inventario  cronologico  per ogni pergamena sono stati indicati la data cronica e topica dell’atto, il nome del notaio (se espresso), un sintetico regesto del documento, le caratteristiche fisiche del supporto membranaceo (dimensioni e lo stato di conservazione).

 

XIII Secolo

1

1204, 25 gennaio. Monselice.

Moncellana figlia del fu Andrea Paradiso dà a livello al maestro Veronese figlio del fu Trentino “caliararo” un casamento.

NOTAIO: Alberto.

NOTE: Dim. 170×117 mm. Presenta alcune macchie rosse sul protocollo.

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2

1279, 12 giugno. Bosco di Sacco.

Cartuxino figlio del fu Alberto Dalesmanini vende a Gerardo Vitaliani alcune sue proprietà poste a Bosco di Sacco. Con attestazione dell’entrata in possesso dei detti beni.

NOTAIO: Hetretinus.

NOTE: Dim. 780×440 mm. Scrittura notevolmente sbiadita.

 

XIV  Secolo

 

3

1333, 3 agosto. Padova.

Il vescovo di Padova Ildebrandino Conti, concede una indulgenza speciale di 40 giorni ai fedeli di Monselice che frequenteranno durante le feste principali la chiesa di S. Giustina.

NOTE: Dim. 285×200 mm.

 

4

1335, 23 aprile. Roma.

Bolla di Benedetto XII riguardante la “congregacio fratalium Sancti Ieorgii” di Monselice.

NOTE: Dim. 227×230 mm. La scrittura è parzialmente scomparsa.

 

XV Secolo

 

255

1406, 30 aprile. Venezia.

Ducale del doge Andrea Steno che conferma i privilegi della Comunità di Monselice.

NOTE: Dim. 357×495 mm.

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5

1409, 19 agosto. Padova.

Simone da Fano dichiara di ricevere da Fulgosio da Piacenza 500 ducati d’oro per commerciare in Padova e dove sia più conveniente.

NOTAIO: Niccolò Canodo.

NOTE: Dim. 560×206 mm.

 

6

1411, 7 novembre. Monselice.

Bonamico e suo figlio Bartolomeo da Montagnana, ora in Monselice, dichiarano di ricevere da Domenico Savoia pescatore, del fu Anginoro Savoia da Pozzonovo, come dote per la nipote Zontula, 180 lire e 44 soldi di piccoli.

NOTAIO: Bartolomeo del fu Giberto.

NOTE: Dim: 304×207 mm.

 

7

1414, 12 dicembre. Padova.

Copia del notaio Nicolò Canodo della rubrica riguardante i falsi testimoni, tratta dagli statuti del Comune di Padova del 1329.

NOTE: Dim. 490×150 mm.

 

 

8

1415, 31 agosto. Padova.

Margherita figlia del fu Guglielmo nomina come suo procuratore e avvocato il notaio Belone.

NOTAIO: Cristoforo del fu Grassitino.

NOTE: Dim. 470×179 mm. Presenta alcune sbiaditure e buchi nel protocollo.

 

9

1416, 16 gennaio. Venezia.

Il doge Tommaso Mocenigo conferma al podestà di Monselice Vittorio Barbaro la  decisione, presa dal suo predecessore Zaccaria Grimani, di far partecipare alle spese per l’allargamento e la manutenzione del Gorzon anche i cittadini di Padova e i monasteri che avessero proprietà vicino a questa fossa.

NOTE: Dim. 265×350 mm.

 

 

10

1417, 17 febbraio. Padova.

Vittorio de Marpiandi, vicario del podestà di Padova, dirime una lite tra Ludovico da Padova e Greginone da Tribano riguardo il possesso di alcune proprietà poste nelle pertinenze di Roncon.

NOTE: Dim. 665×330 mm. La scrittura non è perfettamente leggibile e manca la   subscriptio notarile.

 

 

12

1420, 25 novembre. Padova.

Ursula figlia del fu Sforza Polcastro della contrada Torricelle di Padova consegna al marito Cristoforo del fu Antonio Barzizza la proprie dote consistente in una casa posta in contrada Torricelle a Padova, una casa con corte in contrada S. Daniele, una casa in contrada s. Lucia che rende per livello 22 lire e una gallina, 4 campi arativi con viti e alberi posti a Legnaro che rendono 6 lire di piccoli all’anno, 2 campi e mezzo prativi sempre a Legnaro, 4 campi di vigne schiava e garganega posti a Baone, 7 campi una   pertica e 9 tavole di terra con viti e alberi posta a Monselice in contrada S. Salvaro.

NOTAIO: Bartolomeo di ser Luca di Giovanni.

NOTE: Dim. 570×231 mm.

 

11

1420, 18 dicembre. Monselice.

Nascimbene Lunchevotta del fu Bonaventura da Monselice dopo aver ricevuto da Bernardo Rizzato da Monselice e da Marchione da Monselice, tutori di Ziliolo del fu Antonio da Padova, 65 ducati aurei, vende a questi un campo arativo, prativo e piantato di alberi e viti posto in contrada Cal de Riva a Monselice.

NOTAIO: Oliviero Bertazio, da un documento tratto dal protocollo di Bartolomeo di Gilberti.

NOTE: Dim. 295×216 mm. La pergamena presenta alcuni buchi.

 

13

1421, 13 settembre. Vicenza.

Bartolomeo del fu Gregorio Anzolelis da Vicenza concede in affitto a Giovanni detto Listorio del fu Francesco e a Franceschino del fu Bartolomeo da Noventa 2 campi arativi piantati e vitati con una casa, una teza, aia e orto posti a Noventa in contrada Borgo Chiesa; 6 campi prativi posti in contrada   “Ancicoire” a Noventa; 12 campi arativi posti in contrada Cero; 7 campi   arativi posti in contrada Fossalta e 7 campi arativi posti in contrada   Caldabosco. Canone annuo: 36 staia di frumento.

NOTAIO: Antonio figlio di Enrico.

NOTE: Dim. 226×300 mm. Alcune macchie sul protocollo.

 

14

1424, 31 dicembre. Vallagio.

Andrea Bonifacio del fu Zonte da Venezia concede a Giovanni Bonturie un pezzo di terra vignata posta a Vallagio in cambio di un terzo del vino prodotto.

NOTAIO: Giovanni de Viralis figlio di Antonio Buzina.

NOTE: Dim. 200×268 mm.

 

15

1425, 9 maggio. Padova / 1425, 21 giugno. Padova.

Francesco “canipario” vende i suoi beni mobili e immobili ad una pubblica asta per poter saldare i debiti con Francesco Truiso e Benedetto Tastano da Venezia, Daniele di Porciglia procuratore di Benedetto dalla Barba, Giacomo Gropeto, Bartolomeo e Benedeto da Trissino.

NOTAIO: Giacomo del fu Francesco da Padova.

NOTE: 815×168 mm.

 

16

1425, 27 agosto. Vicenza.

Enrico “stracarolo” dichiara di ricevere da sua moglie Maddalena figlia del fu Fino da Mestrino 360 lire parte in denaro e parte in beni immobili come dote.

NOTAIO: Pietro del fu Guidotto da Padova.

NOTE: Dim. 670×140 mm.

 

17

1429, 10 agosto. Monselice.

Lucia figlia del fu Giacomo Bombello da Monselice e il suo secondo marito Paolo Otturacio figlio del fu Giovanni da Padova dichiarano di ricevere 150 lire da Albertino Gennaro del fu Bonaventura da Pozzonovo di Monselice obbligandosi a restituirle entro l’agosto del 1430.

NOTAIO: Bartolomeo del fu Giberto.

NOTE: Dim. 320×220 mm.

 

18

1432, 23 giugno. Monselice.

Testamento di Sandro del fu Blasio abitante in contrada Stortola a Monselice.

NOTAIO: Bartolomeo del fu Giberto.

NOTE: Dim. 325×211 mm.

 

19, 20, 21, 22

1434, 12 giugno. Castelfranco / 1436, 3 dicembre. Castelfranco.

Bernardino Gezo, podestà di Castelfranco, emette un bando di ricerca per gli aggressori e assassini di Boldrino della Volta, abitante a Camposampiero. Invita i ricercati a presentarsi spontaneamente alle autorità giudiziarie, dando loro 3 giorni di tempo, altrimenti saranno giudicati in contumacia in pubblico giudizio.

NOTAIO: Giovanni di Marzi (o di Marci).

NOTE: 4 fogli riuniti in fasc. Dim. 290×215 mm.

 

 

23

1437, 21 gennaio. Monselice.

Inginoro e il figlio Andrea da Pozzonovo dichiarano di ricevere da Gerardo del fu Antonio Gargarino da Anguillara, ora di Pozzonovo, 50 lire 7 soldi e 9 piccoli come dote per la figlia Maria.

NOTAIO: Antonio figlio di Daniele da Lion.

NOTE: Dim. 650×205 mm.

 

24

1440, 2 giugno. Padova.

Giovanni da Camarano figlio di Bartolomeo vende ad Andrea Zago figlio di Giovanni Machabuza e a Michele del fu Bigi, entrambi di Monselice, una casa murata di sassi e coperta di sassi posta in contrada Capo di Ponte per il   prezzo di 210 denari di piccoli.

NOTAIO: Muisio Turrestino figlio di Giovanni da Padova.

NOTE: Dim. 340×151 mm.

 

25

1440, 3 luglio. Padova.

Il podestà di Padova Marco Lippomano e il capitano Andrea Morosini inviano alle autorità di Monselice la copia di una lettera ducale di Francesco Foscari, con cui si decide di diminuire da 23 a 16 i fuochi soggetti a tassazione stante il mantenimento di 35 confinati.

NOTE: Dim. 320×245 mm.

 

26

1441, 24 aprile. Padova.

Giovanni da Camarano figlio del fu Bartolomeo da Padova permuta con la moglie Agnese, figlia del fu Giacomo, 15 campi di terra arativa piantata e vitata posti in contrada Marrolane a Monselice, con una casa di muro posta in Padova.

NOTAIO: Giusto figlio di Tommaso da Padova.

NOTE: Dim. 320×245 mm.

 

27

1443, 22 febbraio. Monselice.

Filippo Rizzato, del fu Pietro Rizzato da Monselice, della contrada Calcinara dichiara di ricevere da Matteo Feretino sarto del fu maestro Francesco Fereto sarto 41 lire in ducati d’oro o d’argento. Vende inoltre a Matteo Fereto un campo arativo piantato e vitato posto in contrada Sabbionara.

NOTAIO: Copia di Giovanni Liberti del fu Antonio di un documento tratto dalle   imbreviature di Bartolomeo Liberti.

NOTE: Dim. 230×176 mm.

 

28

1447, 10 ottobre. Monselice.

Bartolomeo del fu Zambono da Arquà, abitante in contrada Isola a Monselice, dichiara di ricevere da Giovanni del fu Francesco da Bagnarolo 100 lire e 14 soldi come dote.

NOTAIO: Copia di Giovanni Liberti del fu Antonio di un documento tratto dalle   imbreviature di Bartolomeo Liberti.

 

29

1450, 5 gennaio. Padova.

Testamento di Benedetto Malipiero figlio del fu Vittorio Malipiero da Venezia, abitante a Padova in contrada S. Massimo.

NOTAIO: Antonio da Noventa.

NOTE: Dim. 550×160 mm.

 

30

1451, 15 luglio. Padova.

Giulio da Alano, vicario del podestà di Padova, dirime una lite scoppiata tra Bartolomeo, rappresentato da Daniele, e Giovanni Battista da Camarano. E’ allegata una copia della rubrica degli Statuti padovani sulla falsità delle testimonianze.

NOTAIO: Albertino Albertini.

NOTE: Dim. 730×195 mm. La copia della rubrica è cucita al margine inferiore dell’atto redatto dall’Albertini ed è di mano diversa. Il lato sinistro è  parzialmente rosicchiato.

 

31

1452, 30 giugno. Este.

Francesco figlio del fu Giovanni riceve come dote da Momo e da suo fratello Domenico 250 lire e 9 soldi di piccoli e da sua moglie Ottolina figlia del fu Giovanni Novello da Valbona 61 lire e 4 soldi di piccoli.

NOTAIO: Enrico del fu Francesco da Este.

NOTE: Dim. 300×243 mm.

 

32

1455, 6 maggio. Monselice.

Giovanni Antonio, procuratore e sindaco del monastero di s. Giustina di Padova e di s. Salvatore di Monselice, concede a livello al maestro Francesco Marangon del fu Guidotto da Conegliano una casa di muro con solaio, coperta di   coppi, con corte e orto, posta in contrada Vallesella a Monselice, più   un’altra casa di muro travata, coperta di coppi, con una corte di 4 pertiche e 15 piedi, sempre in contrada Vallesella, per un canone annuo complessivo di 5   lire e 1 soldo.

NOTAIO: Copia di Giovanni Liberti di un documento tratto dalle imbreviature di

Bartolomeo Liberti.

NOTE: Dim. 530×185 mm.

 

256

1456, 5 aprile. (Monselice).

Quietanza di Maria, figlia del fu Bonaventura da Este e moglie del fu Giovanni Canola da Monselice, di 167 lire e 7 soldi a favore dei di lei figli.

NOTAIO: (…) del fu Antonio da Monselice.

NOTE: Dim. 240×162 mm. La pergamena appare strappata sulla parte inferiore sinistra. Manca il nome del notaio e parte della subscriptio notarile.

 

33

1456, 13 maggio. Piove di Sacco.

Giovanni del fu Francesco di Vitaliano da Padova vende a Francesco del fu Pietro Secadinari da Boion 11 campi arativi piantati a viti posti a Boion in contrada Forni, e altri 3 arativi piantati a viti e alberi posti sempre a Boion per il prezzo complessivo di 840 lire di denari piccoli.

NOTAIO: Giacomo del fu Antonio Buzzacarini.

NOTE: Dim. 360×265 mm.

 

34

1458, 23 agosto. Padova.

Testamento di Gregorio di Dottori che lascia come propri eredi i figli  Alessandro, Daniele e Benedetto.

NOTAIO: Michele del fu Antonio Bossolo da Venezia.

NOTE: Dim. 505×262 mm.

 

35

1460, (…) dicembre. Monselice.

Il Comune di Monselice concede a livello a Francesco Canolo del fu Giovanni un pezzo di terra situato a (…) per il prezzo annuo di 2 lire e un soldo.

NOTAIO: Andrea Brusco del fu Giovanni.

NOTE: Dim. 250×162 mm. Pergamena rovinata che non consente la lettura integrale della data e l’individuazione del luogo dov’è situato il terreno.

 

36

1460, 5 aprile. Padova.

Padovano e suo padre Bartolomeo dichiarano di ricevere da Antonio del fu Salvatore, abitante a s. Prosdocimo di Camin, 447 lire 10 soldi e 9 denari di piccoli per la dote della nipote Domenica.

NOTAIO: Guglielmo del fu Albertino da Padova.

NOTE: Dim. 540×179 mm.

 

37

1460, 10 novembre. Padova / 1461, 16 ottobre. Padova.

Il Comune di Este vende all’asta lo “jus” beccarie (il cui affitto rende 60 lire annue), che vengono acquistate per 650 lire da Stefano “ab Avolio”. Quest’ultimo, non potendo pagare, cede poi il diritto d’acquisto a Benetto Erizzo, il quale versa le 650 lire davanti al podestà Giacomo Loredan e al capitano Niccolò Tron.

NOTAIO: Ludovico Palazolo del fu Simone da Padova.

NOTE: Dim. 565×252 mm.

 

38

1461, 31 agosto. Este.

Simeone, figlio del fu Daniele “de cimatoribus” da Rovigo e ora in Este, cede a livello a Pietro del fu Giacomino da Granze un campo di terra con alberi da frutta e non, e una casa di paglia, posti oltre il ponte della Torre, a Palugana, per il prezzo annuo di 12 lire di piccoli.

NOTAIO: Giovanni Antonio di Lazzaro da Este.

NOTE: Dim. 495×158 mm.

 

39

1464, 14 agosto. Padova.

Nicolò Dotto, Ruggero da Fabriano, Antonio da Vigonza, eletti arbitri tra Nicolò procuratore di Bartolomeo “de Odasiis”, marito di Sara, e Pietro Braga, procuratore di Benvenuta, sorella di Sara, decidono che siano dati a Sara 100 ducati d’oro come quarta parte dell’eredità e lire 50 per la quarta parte della dote.

NOTAIO: Giovanni Codalunga.

NOTE: Dim. 360×175 mm.

 

40

1464, 20 novembre. Valle dell’Abate.

Matteo e suo padre Francesco Donà da Vanzo di Monselice dichiarano di ricevere da Rinaldo del fu Antonio Michelini da Valle dell’Abate 326 soldi e 18 piccoli come dote per la figlia Desiderata.

NOTAIO: Copia di Antonio del fu Daniele tratta dal protocollo del fu Domenico.

NOTE: Dim. 422×195 mm. Valle dell’Abate è l’attuale Valle S. Giorgio.

 

41

1464, 22 novembre. Padova.

Testamento di Agnese del fu Giacomo, moglie del fu Giovanni da Camarano.

NOTAIO: Paolo da Carrara del fu Andrea da Carrara.

NOTE: Dim. 435×220 mm.

 

42

1469, 18 marzo. Este.

Giovanni Pietro figlio del fu Giacomo Alessio per saldare il debito di Bonsignore di Este fa vendere i diritti livellari di una casa di muro coperta di coppi, con corte, orto, forno, fenile coperto di coppi, il tutto posto in   Este in contrada di s. Francesco. La casa è poi concessa a livello allo stesso Bonsignore e ai suoi figli, i quali promettono di dare 130 lire per saldare il debito e di versare come canone livellario a Giovanni Pietro 4 ducati aurei   all’anno.

NOTAIO: Antonello figlio di Francesco da Este.

NOTE: Dim. 445×185 mm.

 

43

1469, 21 novembre. Sant’Elena.

Ser Ottobono Bagata da Sant’Elena vende ad Antonio Bagata del fu Gaspare da Sant’Elena mezzo campo di terra arativa posta in contrada Granze per il prezzo  di 34 lire di piccoli.

NOTAIO: Antonio del fu Giacomo de Bonanis.

NOTE: Dim. 523×161 mm.

 

44

1477, 2 febbraio. Ferrara.

Il duca di Ferrara Ercole I concede in affitto per anni 9 tutti i suoi beni e diritti che ha nel territorio padovano e vicentino ai fratelli Giacomo e Antonio Ludovico, figli del fu Rinaldo Cumani, ricevendo in cambio 240 ducati d’oro per tutti i diritti venduti e 240 ducati per la cessione del livello.

NOTAIO: Simone di Fabbro del fu Antonio di Ferrara, Bonaventura figlio del fu Michele Smagrabove, Siverio figlio del fu Nanne Siverii.

NOTE: Dim. 865×350 mm.

 

46

1479, 25 gennaio. Monselice.

Testamento di Margherita, moglie di Rigeto e abitante in contrada Isola di   Monselice.

NOTAIO: Giovanni Liberti.

NOTE: Dim. 435×150 mm.

 

45

1479, 18 ottobre. Monselice.

Sofia riceve in eredità dal marito Angelo di Franzosio da Vighizzolo lire 265 di piccoli.

NOTAIO: Antonio figlio di Odone.

NOTE: Dim. 420×150 mm. La pergamena è solo parzialmente leggibile.

 

 

 

47

 

1483, 21 gennaio. Feltre.

 

Giacomo figlio di Antonio Perracino da Zermano dichiara di ricevere da Anna sua moglie lire 300 e soldi 15 come dote.

 

NOTAIO: Copia di Leonardo di un atto tratto dalle imbreviature del padre Giorgio.

 

NOTE: Dim 520×171 mm.

 

 

 

48

 

1484, 12 aprile. Feltre.

 

Testamento di Gianna figlia di ser Giovanni Vittore da Cardo e moglie del fu Enrico da Seluco un tempo cittadino di Feltre.

 

NOTAIO: Copia di Leonardo di un atto tratto dalle imbreviature del padre

Giorgio.

 

NOTE: Dim. 285×150 mm.

 

 

 

49

 

1484, 2 settembre. Ferrara.

 

Agnese da Ferrara, a titolo di aumento della dote della figlia Sara, con il consenso del vicario di Ferrara Borso, da a Bartolomeo “de Odasiis” da Martinengo notaio del fu Michele 10 campi arativi piantati e vitati posti nel  distretto padovano in contrada Arieli.

 

NOTAIO: Bartolomeo figlio di ser Giovanni Catinelle.

 

NOTE: Dim. 620×230 mm.

 

 

 

50

 

1487, 12 gennaio. Monselice / 1487, 19 gennaio. Monselice.

 

Domenico Zuccato, debitore del Comune di Monselice, vende a quest’ultimo 4 campi arativi piantati e vitati posti in contrada Arzer di Mezzo a Monselice per il prezzo di lire 200. Il terreno gli viene poi concesso a livello per un canone annuo di 10 lire. Domenico vende inoltre per 200 lire a Paolo Malacarne altri 4 campi arativi piantati e vitati posti in contrada s. Bartolomeo. Paolo Malacarne versa 40 lire a Tommaso Muraro che conduceva a livello i terreni soprascritti dietro rinuncia di quest’ultimo dei diritti relativi.

 

NOTAIO: Andrea Brusco del fu Tommaso.

 

NOTE: Dim. 415×210 mm.

 

 

 

51

 

1487, 19 agosto. Monselice.

 

Bartolomea figlia del fu Stefano Trebato da Vetta di Monselice dona a Francesco figlio di Giovanni Bulleto da Monselice suo nipote un quartiere di vigneto con olivi, viti e fichi posto sul monte Ricco in contrada Solana e lo   costituisce suo procuratore e sindaco.

 

NOTAIO: Giacomo Giovanni da Monselice.

 

NOTE: Dim. 350×245 mm.

 

 

 

52

 

1488, 11 febbraio. Este.

 

Lorenzo Bonmartino da Padova, debitore di Giovanni “de Bruturiis” già camerario dei duchi di Ferrara, di 26 lire e 17 soldi, è costretto dal podestà di Este Giovanni Molin a vendere all’incanto un campo di terra arativa con   vigne posto a Calaone nella contrada Cono de Villa, che è acquistato da Bartolomeo da Rovigo per 37 lire.

 

NOTAIO: Giovanni Liberti del fu Antonio da Monselice.

 

NOTE: Dim. 323×207 mm.

 

 

 

53

 

1489, 5 ottobre. Monselice.

 

Oliviero del fu Baldo da Galzignano, abitante ad Este, concede a livello a Nicolò Blasio da Murano 28 campi arativi, prativi e da pascolo situati nel fondo di Solesino nella contrada Iolesi; una pezza di terra arativa e prativa   posta nel fondo di Solesino nella contrada “El Braio”; una pezza di terra da pascolo posta nella contrada Pozzonovo. Nicolò Blasio deve versare a Oliviero come canone livellario annuo 302 lire.

 

NOTAIO: Cristoforo figlio del fu Ludovico da Este.

 

NOTE: Dim. 305×181 mm.

 

 

 

54

 

1490, 26 agosto. Padova.

 

Ser Domenico dal Mullo vende con il consenso del figlio Francesco 2 campi   arativi piantati e vitati posti a Cavino di Camposampiero a ser Michele Tiffis del fu ser Bartolomeo “de Odasiis” da Padova per il prezzo di 12 ducati d’oro.

 

 

NOTAIO: Giovanni Antonio del fu Francesco da Mirano.

 

NOTE: Dim. 490×193 mm.

 

 

 

55

 

1492, 28 marzo. Montagnana.

 

Bartolomeo di Bulzola è costretto, per debiti col monastero di s. Giovanni di Montagnana, a vendere all’incanto un campo di terra posto nella campagna di Montagnana che viene acquistato da ser Giacomo Spoerio per 5 ducati aurei.

 

NOTAIO: Bernardino figlio di Pietro di Leonardo.

 

NOTE: Dim. 328×170 mm.

 

 

 

56

 

1493, 26 marzo. Este.

 

Il podestà di Este Nicolò Lippomano, sentito il notaio ed esattore comunale Antonio Mangano, decide di far vendere 3 campi di terra seminata a frumento con poche viti ed alberi posta in contrada Valdonega nel fondo e campagna di Gazzo. Il terreno viene comprato da Pietro Clarolo notaio per 36 lire.

 

NOTAIO: Cristoforo del fu Matteo da Vighizzolo.

 

NOTE: Dim. 407×209 mm.

 

 

 

58

 

1493, 10 agosto. Padova.

 

Girolamo da Camarano del fu Battista da Padova vende ad Antonio “de Odasiis”   del fu Bartolomeo 13 campi arativi piantati e vitati posti a Bosco di Sacco   per il prezzo di 100 lire di piccoli. I 13 campi erano tenuti a livello dal   compratore, che versava ogni anno 4 staia di frumento e un mastello di vino.

 

NOTAIO: Giacomo Ugolino del fu Zanone Ugolino.

 

NOTE: Dim. 520×186 mm.

 

 

 

59

 

1493, 24 agosto. Lonigo.

 

Bernardino figlio del fu Giovanni Gelino da Este dichiara di ricevere da Domenico Valmarana da Lonigo 174 lire come dote per la figlia Giustina.

 

NOTAIO: Bartolomeo del fu Matteo di Basso.

 

NOTE: Dim. 585×165 mm.

 

 

 

257

 

1493, 11 ottobre. Rovigo.

 

Accordo tra Bomercato “de Mengis” da Rovigo e il presbitero Giovanni Tassello da Monselice circa un chiericato della chiesa di s. Stefano di Rovigo.

 

NOTAIO: Giovanni Antonio da s. Massimo del fu Cristoforo, cittadino padovano.

 

NOTE: Dim. 400×180 mm.

 

 

 

60

 

1495, 2 aprile. Padova.

 

Giuliano da Treviso, ufficiale della Cancelleria di Padova, fà vendere a Pavano Maschio un campo di terra prativa posto a Cavino di Camposampiero per saldare il debito di 17 moggia di frumento con il monastero di s. Giovanni di Verdara di Padova. Il campo è acquistato da Antonio “de Odasiis” per la cifra   di 51 lire e 3 soldi.

 

NOTAIO: Girolamo Ganardi.

 

NOTE: Dim. 505×188 mm.

 

 

 

61

 

1495, 13 aprile. Padova.

 

Pavano Maschio del fu Bartolomeo da Cavino nella podesteria di Camposampiero,   essendo debitore di Ludovico e Antonio “de Odasiis” di 23 ducati per affitti   non pagati, vende a quest’ultimi 4 campi di terra arativa e prativa, piantata   a viti e alberi, posti a Cavino nella contrada “Dele Cesarole” per il prezzo   di 36 ducati in ragione di 9 ducati per campo.

 

NOTAIO: Primo Pietro dal Cortivo del fu Francesco da Padova.

 

NOTE: Dim. 580×141 mm.

 

 

 

62

 

XV secolo.

 

Conte Novello vende a Pietro “carrario” figlio del fu Giacomo di Cervarese, abitante in contrada s. Giovanni, 2 campi arativi posti in contrada “Chullis” a Monselice, tenuti a livello da Simeone “pelipario” per 14 lire, 6 ceppi e   200 uccelli; 3 campi di vigne schiave con olivi posti sul Monte Ricco in   contrada Rio de Penzo, tenuti a livello da Bartolomeo Belleto da Monselice per 14 lire all’anno; un campo e mezzo arativo piantato e vitato posto nella podesteria di Monselice in contrada Palusella, tenuto a livello da Benedetta, erede di Giovanni Scoregini da Monselice, per 7 lire; un campo arativo   piantato e vitato in contrada Palusella, tenuto a livello da Reginio da Cremona abitante a Borgo Costa per 5 lire.   Il compratore Pietro “carrario” versa per l’aquisto 500 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Antonio figlio del fu Giovanni Rosso da Padova.

 

NOTE: Dim. 645×205 mm.

 

 

 

XVI Secolo

 

63

 

1500, 28 novembre. Monselice.

 

Maestro Bernardino cartaro da Pernumia del fu ser Giovanni Antonio da Battaglia dichiara di ricevere da Francesco, figlio del fu Giovanni Bolla da Monselice, 50 lire e 6 denari e un quartiere di terra posto sul Monte Ricco in contrada Solana, piantato ad olivi e fichi, stimato del valore di 100 lire, come dote per la sorella Costanza.

 

NOTAIO: Giacomo.

 

NOTE: Dim. 297×187 mm. La parte centrale del testo appare sbiadita. Macchie sulla subscriptio notarile.

 

 

 

64

 

1504, 29 febbraio. Padova.

 

I fratelli Girolamo e Francesco, figli del fu Battista da Camarano vendono ai fratelli Ludovico ed Antonio “de Odasiis” del fu Bartolomeo 13 campi e mezzo   arativi piantati e vitati, posti a Bosco di Sacco in contrada Zieli per 910   lire di piccoli, rinunciando per una somma supplettiva di 343 lire ad ogni   diritto sul terreno.

 

NOTAIO: Giacomo Torgulino.

 

NOTE: Dim. 580×158 mm.

 

 

 

65

 

1506, 17 marzo. Monselice.

 

Alessio Liberti del fu Andrea dona al proprio fratello Giovanni 500 ducati d’oro e all’altro fratello Pietro ogni diritto e ogni sua proprietà mobile e immobile, trattenendo fino alla morte l’usufrutto e costituendo Pietro suo   procuratore.

 

NOTAIO: Sebastiano Brusco del fu Andrea.

 

NOTE: Dim. 318×185 mm.

 

 

 

66

 

1506, 7 dicembre. Monselice.

 

Maestro Oddone Chioina “cerdo” del fu Pietro da Monselice e suo figlio Giovanni vendono a Paolo del fu Zanino Gazzetta, abitante in contrada Stortola, 5 campi e un quarto arativi piantati e vitati posti in contrada Corte, versando 400 lire in tre rate: una di 250 e due di 70 lire più un   ducato ungaro.

 

NOTAIO: Sebastiano Brusco.

 

NOTE: Dim. 570×168 mm.

 

 

 

67

 

1507, 2 agosto. Monselice.

 

Ser Giacomo da Brugine del fu maestro Daniele da Padova concede a livello a Paolo Gazzetta del fu Zanino da Stortola 2 campi arativi piantati e vitati, posti in contrada “Corigie” a Stortola, versando ogni anno come canone 8 lire   e 10 soldi in due rate.

 

NOTAIO: Giacomo Brusco del fu Tommaso.

 

NOTE: Dim. 505×175 mm.

 

 

 

258

 

 

1508, 25 febbraio. Monselice.

 

Elezione di Bernardino Tassello del fu Giovanni Domenico a massaro di s. Giustina di Monselice.

 

NOTAIO: Michele Rampino del fu Michele.

 

NOTE: Dim. 248×195 mm.

 

 

 

259

1508, 29 novembre. Venezia.

Pietro Giovanni “de Callio”, canonico di Monselice, affitta a Giovan Domenico Tassello del fu Giovan Domenico da Monselice, per anni 3, il canonicato di s. Giustina e della chiesa di Cornoledo.

NOTAIO: Girolamo de Bossis del fu Bortolo.

NOTE: Dim. 589×194 mm.

 

 

 

68

 

1511, 22 maggio. Monselice.

 

Antonio Scarmeglio del fu Giacomo, abitante in “castro ponte iovis” acquista per 80 ducati d’oro un brolo da Pellegrino di Paltania del fu Francesco e da Francesco Zanetti del fu Michele.

 

NOTAIO: Battista de Malingeni.

 

NOTE: Dim. 358×310 mm.

 

 

 

69

 

1513, 24 gennaio. Urbino.

 

Ippolita, moglie del fu Camillo da Urbino, tutrice di Girolamo e Battista del fu Ludovico “de Odasiis” da Padova, nomina come procuratore dei suddetti Giusto del fu Giustino Giusti da Padova.

 

NOTAIO: Sebastiano Pietro da Urbino.

 

NOTE: Dim. 465×350 mm.

 

 

 

70

 

1513, 13 febbraio. Monselice.

 

Il podestà di Monselice Marco Antonio Manolesso autorizza a pagare 2 ducati d’oro a Girolamo Andolfo da Vetta per il lavoro prestato alla Comunità di Monselice in un mezzo campo nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre.

 

NOTAIO: Copia di Nicolò Bonaldo da un libro della Comunità di Monselice.

 

 

 

71

 

1513, 11 aprile. Monselice.

 

Antonio, figlio di ser Bonaventura Guerra, ottiene dal podestà Marc’Antonio Manolesso di avere un po’ di terreno su cui costruire un magazzino da tenere a livello per un canone annuo di una lira e 10 soldi. Giacomo Torta del fu Lucio, già conduttore del pezzo di terra in oggetto, rinuncia ad ogni diritto  su di esso.

 

NOTAIO: Copia di Nicolò Bonaldo tratta da un libro della Comunità di   Monselice.

 

NOTE: Dim. 145×211 mm.

 

 

 

72

 

1514, 23 gennaio. Venezia.

 

Il doge Leonardo Loredan ordina al podestà di Padova Pietro Querini e al capitano Andrea Trevisan, che dai monselicensi vengano vigilate le fabbriche e le fosse della porta Saracinesca, precedentemente incendiate e in via di ricostruzione, allontanando tutti coloro che potessero intralciare i lavori.

 

NOTE: Dim. 242×325 mm.

 

 

 

73

 

1518, 26 gennaio. Monselice.

 

Prete Cristoforo, vice arciprete della chiesa di S. Giustina di Monselice, fra’ Antonio da Fontanelle, guardiano del monastero di S. Francesco di Monselice, e il sindaco di Monselice Giacomo Malacarne, nominano loro procuratore Bartolomeo Tassello notaio.

 

NOTAIO: Battista del fu Giacomo Gionzo.

 

NOTE: 450×150 mm.

 

 

 

260

 

1518, 31 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Leonardo Loredan al podestà di Monselice Girolamo Querini con la quale si ordina che la terra di Monselice sia obbligata a concorrere alle fortificazioni della città di Padova.

 

NOTE: Dim. 290×368 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

74

 

1519, 1 maggio. Monselice.

 

Cristoforo del fu maestro Bartolomeo carraro vende a ser Giacomo da Traù di ser Marco Fornasiero da Monselice un quartiere arativo posto in contrada Calle di Mezzo; vende inoltre i diritti livellari di una piccola casa di legno e paglia con una piccola corte contigua al quartiere succitato per il prezzo di 100 lire di piccoli.

 

NOTAIO: Battista del fu Giacomo Gionzo.

 

NOTE: Dim. 410×162 mm.

 

 

 

75

 

1520, 12 marzo. Monselice.

 

Tiberto Tiberti del fu Battista da Gazzo chiede al podestà di Monselice e al Consiglio di essere esonerato, assieme ai lavoratori che abiteranno con lui nel cortile che intende costruire nell’appezzamento di 32 campi posto in contrada Calcinara, da ogni tassa oppure di continuare a pagare 6 lire di piccoli. Il Consiglio decide invece di aumentare la tassa a 9 lire di piccoli.

 

 

NOTAIO: Copia di Bartolomeo Bonaldo cancelliere del Comune.

 

NOTE: Dim. 418×168 mm.

 

 

 

76

 

1520, 22 aprile. Monselice.

 

Ser Nicolò Bonaldo per conto di Francesco Benda chiede che questi sia esonerato con la sua famiglia da ogni gravame fiscale per povertà. Il Consiglio accetta la domanda, escludendolo dal dazio “sale et buccatico”.

 

NOTAIO: Copia di Bartolomeo Bonaldo cancelliere del Comune.

 

NOTE: Dim. 372×136 mm.

 

 

 

77

 

1520, 28 aprile. Padova.

 

Paolo Maschio mugnaio del fu Bartolomeo da Padova vende a Zanetto Hostini del fu Martino un campo, 3 quartieri e 50 tavole di terreno arativo piantato e vitato posto a Cavino nella podesteria di Camposampiero per il prezzo di 17 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Giovanni Pietro del fu Giacomo.

 

NOTE: Dim. 351×265 mm.

 

 

 

78

 

1520, 23 maggio. Padova.

 

Bartolomeo “de Odasiis” del fu Antonio da Padova vende al nobile Lauro de Conti del fu Daniele da S. Bonifacio 4 campi arativi piantati e vitati posti a Terradura in contrada Sabbioni per il prezzo di 40 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Bernardino Fusolo.

 

NOTE: Dim. 477×171 mm.

 

 

 

79

 

1520, 9 giugno. Padova.

 

Il nobile Lauro de Conti del fu Daniele da Padova concede a livello a Bartolomeo “de Odasiis” del fu Antonio da Padova 4 campi arativi piantati e vitati posti a Terradura in contrada Sabbioni, per un canone di 4 lire per campo e 40 ducati per l’affrancazione del livello.

 

NOTAIO: Bernardino Fusolo.

 

NOTE: Dim. 637×160 mm.

 

 

 

80

1522, 3 dicembre. Monselice.

Antonio Buzzacarini del fu Antonio da Padova concede in affitto per 10 anni a Maffeo figlio di Giovanni Pietro da Bergamo e ora in Monselice una cava di pietra posta in contrada Marendole, per un affitto di 104 lire di piccoli.

NOTAIO: Bartolomeo Bonaldo.

NOTE: Dim. 465×150 mm.

 

81

1523, 27 gennaio. Arre.

Francesco del fu Zanino Andolfo Malcorpo da Vetta di Monselice dichiara di ricevere da Girolamo dal Cesso da Arre 230 lire e 9 soldi come dote della moglie Pasqua.

NOTAIO: Battista del fu Giacomo Gionzo.

NOTE: Dim. 227×193 mm.

 

82

1525, 12 luglio. Monselice.

Caterina, moglie del fu Antonio Ferrari, e i suoi figli Giovanni e Francesco dichiarano di ricevere da Baldassarre di Polo e da suo figlio Giacomo prete 50 ducati d’oro più beni mobili per altri 54 ducati come dote per la figlia Domenica moglie di Francesco Ferrari.

NOTAIO: Bartolomeo Bonaldo.

NOTE: Dim. 670×176 mm.

 

 

83

1525, 24 settembre. Monselice.

Michele Basadonna del fu Francesco, patrizio veneto, concede a livello a Battista Montanario del fu Nicolò da Borgo Costa di Monselice 5 campi piantati ad olivi e con qualche piede di viti e alcuni ciliegi posti sul Monte Ricco in contrada Rio de Penzo, per il canone annuo di mezzo mastello di olio, 2 mastelli di vino schiavo, un cesto di uva di monte e un cesto di ciliege. In caso di scarsità di olive promette di versare 4 soldi al posto dell’olio.

NOTAIO: Battista del fu Giacomo Gionzo.

NOTE: Dim. 260×179 mm.

 

261

1525, 4 dicembre. Venezia.

Ducale del doge Andrea Gritti al podestà di Montagnana e agli altri podestà del Padovano con la quale rende noto che, stante la gran mole di debiti accumulati da cittadini padovani con la camera fiscale, dovranno prestare il loro aiuto nelle eventuali requisizioni di possessioni e terre che il capitano di Padova potrà ordinare.

NOTE: 280×318 mm. Con filo di canapa.

 

84

1526, 16 gennaio. Monselice.

Il dottore in medicina Giovanni di Oddi del fu Luca di Padova, ora abitante a Venezia, concede a livello a Pietro Francesco Roveredo una casa coperta di   coppi con corte, orto e forno posta in contrada Borgo Perdù per un canone annuo di 4 ducati. Per l’affrancazione del livello devono essere versati 100 ducati in rate da 25 ducati l’una.

NOTAIO: Bartolomeo Bonaldo.

NOTE: Dim. 470×209 mm.

 

85

1526, 7 maggio. Monselice.

Santo Rocca ritorna in possesso di un campo di terra prativa posto in contrada Ferro a Monselice che aveva venduto a Girolamo Andolfo nel novembre 1515 per 6 ducati d’oro.

NOTAIO: Nicolò Bonaldo del fu Stefano.

NOTE: Dim. 290×180 mm.

 

333

1526, 19 maggio. Venezia.

Ducale del doge Andrea Gritti che annulla il decreto dell’ Ufficio sopra le Camere col quale si voleva assoggettare la terra e gli abitanti di Monselice al pagamento del dazio Carri e Boccatico, dal quale erano stati esentati per 5 anni a causa dei danni patiti nella guerra recentemente occorsa.

NOTE: Dim. 337×297 mm. Con filo di canapa.

 

262

1526, 27 agosto. Rialto (Venezia).

Concessione in affitto per 3 anni a Bernardino Tassello da Monselice del beneficio della chiesa di S. Matteo di Vanzo.

NOTAIO: Bonifacio Soliano del fu Matteo.

NOTE: Dim. 400×278 mm. La pergamena presenta alcuni buchi.

 

87

1526, 8 settembre. Monselice.

Gaspare Tenchella del fu Domenico, abitante in contrada Borgo Monte, dichiara di ricevere dalla moglie Margherita sorella del fu Rinaldo bottaro 100 lire di piccoli come dote.

NOTAIO: Bartolomeo Bonaldo.

 

NOTE: Dim. 550×144 mm.

 

 

 

88

 

1527, 24 giugno. Borgo Costa.

 

Fra’ Mario Della Franchina guardiano del convento di S. Francesco di Monselice, fra’ Antonio Fontanelle, fra’ Antonio da Este, fra’ Girolamo Tosano concedono in affitto per 3 anni a Bernardino Cappello da Borgo Costa 10 campi arativi piantati e vitati posta nella contrada delle Fornase per il canone annuo di metà di tutte le biade grosse, un terzo di quelle minute, la metà del vino prodotto e la metà della legna.

 

NOTAIO: Antonio Bonaldo del fu Nicolò.

 

NOTE: Dim. 435×200 mm.

 

 

 

89

 

1527, 13 ottobre. Monselice.

 

 

Antonio Carzola del fu Nicolò da Monselice concede a livello, per il canone annuo di 4 lire e un paio di galline, a Giovanni Maria del fu Giovanni Guerrini un campo di terra con una casa posto a Solesino, tenuto precedentemente a livello da Battista Paltano del fu Nicolò da Solesino.

 

NOTAIO: Copia di Bartolomeo Bonaldo di un atto di Antonio Bonaldo.

 

NOTE: Dim. 448×125 mm.

 

 

 

90

 

1528, 21 settembre. Monselice.

 

Ser Taddeo ciabattino da Padova, fattore di Francesca del fu Nicolò de Conti, concede a livello ad Antonio del fu maestro Francesco Ferrari da Arquà una   casa coperta di coppi posta ad Arquà in contrada Piazza per il prezzo annuo di   6 lire e 14 soldi di piccoli.

 

NOTAIO: Bartolomeo Bonaldo.

 

NOTE: Dim. 410×190 mm.

 

 

 

91

 

1529, 10 gennaio. Monselice.

 

Giacomina del fu Lorenzo, costruttore di ruote, moglie del fu maestro Giovanni Antonio Colombo muraro, alla presenza del fratello Giovanni suo procuratore, dichiara di ricevere di ritorno la dote di 104 lire di piccoli da Matteo Colombo del fu Giovanni Antonio.

 

NOTAIO: Bartolomeo Bonaldo.

 

NOTE: Dim. 400×161 mm.

 

 

 

92

 

1529, 19 febbraio. Monselice.

 

Testamento di Girolamo Andolfo del fu Girolamo da Monselice.

 

NOTAIO: Giovanni Rocca del fu Battista.

 

NOTE: Dim. 319×179 mm.

 

 

 

93

 

1530, 10 marzo. Monselice.

 

Il podestà di Monselice Domenico Diedo, avendo la Comunità un debito di 90 lire e 10 soldi con Giovanni Gabriele Bonmartino, Francesco da Castello, Giovanni Rocca, Antonio Zuccato e Bonifacio Liberti, decide di mettere all’asta metà della valle da pascolo e da pesca posta in contrada Pozzonovo chiamata Val Tragagna, che è acquistata per 102 lire da Bonifacio Liberti.

 

NOTAIO: Giovanni Cassoduro.

 

NOTE: Dim. 228×116 mm.

 

 

 

94

 

1530, 4 maggio. Monselice.

 

Giovanni Maria del fu Giovanni Zantonici nomina come suo procuratore Marco da   Bergamo.

 

NOTAIO: Bartolomeo Bonaldo.

 

NOTE: Dim. 490×131 mm.

 

 

 

263

 

1532, 18 febbraio. Monselice.

 

Livello della Comunità di Monselice a favore di Lazzaro Sibillotto di una bottega (“apotecha”) posta sotto la loggia grande, stante la rinuncia di Andrea del fu Matteo Turco. Il nuovo livellario dovrà pagare annualmente lire 6 venete.

 

NOTAIO: Vincenzo Tassello del fu Andrea da Monselice.

 

NOTE: Dim. 405×189 mm.

 

 

 

264

 

1534, 9 maggio. Venezia.

 

Sebastiano Michiel, priore di s. Giovanni del Tempio e il priore di S. Giovanni delle Navi di Padova, cavaliere gerosolimitano, nominano loro procuratore Vincenzo Bibbia, dandogli ampia facoltà di azione.

 

NOTAIO: Giovanni de Quartieri del fu Bartolomeo.

 

NOTE: Dim. 142×195 mm.

 

 

 

95

 

1534, 2 settembre. Monselice.

 

Testamento di Sebastiano Capello del fu Bartolomeo da Borgo Costa.

 

NOTAIO: Battista del fu Giacomo Gionzo.

 

NOTE: Dim. 343×190 mm.

 

 

 

96

 

1534, 19 dicembre. Padova.

 

Battista del fu Giacomo Toesco da Camisano vende a Giovanni Anetula “Caxalino” da Padova i diritti di livello di un campo e un quartiere e mezzo con 2 piantate posto a Camisano in Contrada Bocca del Bosco per 8 ducati, 3 lire e 15 soldi, ricevendo a sua volta a livello il detto terreno per il quale si obbliga a pagare annualmente 3 staia di frumento.

 

NOTAIO: (…).

 

NOTE: Dim. 410×170 mm. Manca totalmente la subscriptio notarile.

 

 

 

332

 

1539

 

Trascrizione della rinnovazione del privilegio 30 aprile 1406 concessa da Venezia a Monselice.

 

NOTE: Fasc. pergamenaceo di 9 cc. numerate precedute da 4 cc. non numerate. Dim. 223×152 mm. Coperta in pelle impressa con fregi dorati e scritta “Privilegium Montesilicis”, con legacci rossi. Il verso della quarta carta non numerata presenta un’illustrazione a colori di un leone di s. Marco  sormontante lo stemma del Comune di Monselice, il tutto incorniciato da una banda rossa con motivi floreali d’oro. Lettere iniziali dei capoversi in oro su tessere colorate. Da c. 7 recto, trascrizione di ducale dell’11 giugno 1560 del doge Girolamo Priuli al podestà di Monselice Giovanni Natale de Mezzo con la quale vengono fissati a 40 i membri del locale consiglio, e vengono stabilite altre norme   per la regolazione dello stesso. Da c. 9 verso, ducale dell’8 maggio 1566 del   doge Girolamo Priuli al podestà di Monselice Vittorio Michiel con la quale gli   si intima a non contraddire le decisioni prese dal locale consiglio.

 

 

 

97

 

1539, 30 aprile. Monselice.

 

Faustino da Brescia, priore del monastero di s. Salvaro di Monselice, dopo aver acquisito i diritti livellari su un pezzo di terra da Matteo Ugucione, concede a livello allo stesso Matteo Ugucione da Monselice del fu Pietro e a   Pietro di Francesco Santi, abitante in contrada Capo di Ponte, il medesimo   pezzo di terra consistente in 3 campi parte a vigne parte a incolti posti sul   Monte Ricco in contrada Gavagnolle, per il canone annuo di 6 lire e 10 soldi.

 

NOTAIO: Battista del fu Giacomo Gionzo.

 

NOTE: Dim. 550×153 mm.

 

 

 

98

 

1541, 7 maggio. Venezia.

 

Giacomo Dolfin del fu Alvise, procuratore di prete Alvise da Torre della chiesa di Sant’Angelo di Venezia, è sostituito nella procura da Vincenzo Bibbia da Monselice.

 

NOTAIO: Girolamo Canale di Giorgio Veneto.

 

NOTE: Dim. 201×195 mm.

 

 

 

99

 

1542, 6 febbraio. Monselice.

 

Prete Francesco Sanabello, arciprete della pieve di s. Giustina di Monselice, affitta per 3 anni a Pietro Veronese del fu Francesco un campo e un quarto di terra posta in contrada Costaldali per un canone annuo di 35 lire per campo e 14 lire di decima.

 

NOTAIO: Battista del fu Giacomo Gionzo.

 

NOTE: Dim. 425×165 mm.

 

 

 

100

 

1542, 9 novembre. Monselice.

 

Lelio sarto di Monselice del fu Giovanni da Padova dà a Nicolò Verzolensi 8 campi e 3 quartieri di terra arativa piantata e vitata posta a Sopracornio di Piove di Sacco, in cambio dei diritti livellari di una casa posta a Padova e dei diritti livellari di 12 campi posti a Carpenedo di Monselice. Ottiene inoltre a livello una casa con corte posta in Monselice in contrada Pozzo della Catena, versando un canone di 20 soldi, più 20 campi, sempre a livello,   di valli e pascoli a Solesino per un canone di 30 ducati.

 

NOTAIO: Oliviero Bertazo da Monselice.

 

NOTE: Dim. 315×138 mm.

 

 

 

101

 

1543, 19 febbraio. Monselice.

 

Battista del fu Bernardino Piva da Sallaria e ora di Tribano dona a Giovanni Pietro del fu Giovanni Carbonino ogni suo bene mobile e immobile.

 

NOTAIO: Copia di Giovanni Carlevarino di un atto tratto dalle imbreviature di Oliviero Bertazio.

 

NOTE: Dim. 415×150 mm.

 

 

 

265

 

1543, 14 maggio. Monselice.

 

Vendita da parte della Comunità di Monselice al nobile Bartolomeo Gradenigo di 3 campi, parte prativi e pascolivi, posti in contrada delle Gambarare. Prezzo 8 ducati per campo. I campi erano pervenuti alla Comunità per insolvenza del proprietario nel pagamento di dadie.

 

NOTAIO: Bartolomeo de Abbis di Giacomo.

 

NOTE: Dim. 511×181 mm.

 

 

 

268

 

1544, 29 marzo. Venezia.

 

Ducale del doge Pietro Lando a Baldissera Priuli podestà di Monselice con la   quale gli si intima di prendere informazioni circa il “taglio” e l’occupazione, da parte di diversi privati, di una strada “che va al Monte”, oggetto di una supplica presentata dalla Comunità di Monselice.

 

NOTE: Dim. 321×309 mm.

 

 

 

102

 

1544, 9 dicembre. Padova.

 

Francesco Cribollano del fu Carlo da Monselice riceve a livello da Scaraboto da Arquà 5 campi di terra arativa piantata e vitata più una casa coperta di   coppi con forno situata in contrada Costaldali sotto Arquà per un mastello di   olio e 3 mastelli di vino.

 

NOTAIO: Sebastiano del fu Antonio di Bastiano.

 

NOTE: Dim. 555×184 mm.

 

 

 

103

 

1545, 19 febbraio. Padova.

 

Ser Blasio Marchiani del fu Marco Giovanni da Camposampiero vende a Bartolomeo Tiffis del fu Antonio “de Odasis” da Padova 2 campi di terra arativa piantata e vitata posta a Casolino di camposampiero per il prezzo di 20 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Giovanni Maria Zanchi del fu Giovanni Antonio.

 

NOTE: Dim. 432×178 mm.

 

 

 

266

 

1545, 10 marzo. Venezia.

 

Ducale del doge Pietro Lando a Baldassarre Priuli podestà di Monselice con la quale gli si intima di accertare se la Comunità di Monselice ha effettivamente acquistato a suo tempo armi sufficienti (picche e archibugi) ad armare le cernide. In caso affermativo, le armi mancanti dovranno essere ricomprate da coloro che le hanno smarrite o messe fuori uso.

 

NOTE: Dim. 478×192 mm.

 

 

 

104

 

1546, 19 febbraio. Este.

 

Stefano del fu Giovanni da Este concede a livello a Giovanni sarto del fu Gaspare 2 campi arativi posti in contrada di Gazzo e 3 quartieri prativi e pascolivi posti in detto fondo per un canone annuo di 4 staia e un carro di frumento che aumenteranno a 8 staia per gli eredi.

 

NOTAIO: Michele Leoniceno.

 

NOTE: Dim. 377×212 mm.

 

 

 

105

 

1546, 2 aprile. Venezia.

 

Il doge Francesco Donà ordina al podestà di Monselice Alvise Bono che non venga applicata alcuna tassa da parte del Comune all’ospedale della Ca’ di   Dio.

 

NOTE: Dim. 285×354 mm.

 

 

 

106

 

1547, 4 maggio. (…).

 

Carlo Concesioni nomina suo fideiussore il prete Loreniano.

 

NOTAIO: Tranquillo Bevilacqua.

 

NOTE: Dim. 310×169 mm. La pergamena presenta numerose macchie e alcune bruciature sul lato sinistro, impedendo la lettura della datatio topica.

 

 

 

107

 

1547, 11 ottobre. Padova.

 

Angelo del Cortivo da Padova del fu Bernardo concede a livello a Giulio   Panziera da Monselice del fu Giovanni 5 campi arativi piantati e vitati posti   in contrada Solana ai piedi del Monte Ricco per il prezzo annuo di 12 lire di   denari piccoli da versare in due rate.

 

NOTAIO: Giovanni Maria Zanchi.

 

NOTE: 505×162 mm.

 

 

 

267

 

1550, 16 maggio. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Donà a Filippo Tron capitano di Padova con la quale   gli si ordina di sovraintendere affinchè vengano portati a compimento i lavori di rafforzamento degli argini di Solesino, lavori più volte sollecitati al podestà di Este ma mai completati.

 

NOTE: Dim. 405×320 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

269

 

1550, 16 maggio. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Donà a Sebastiano Querini podestà di Monselice con la quale gli si ordina di provvedere affinchè gli argini di Solesino siano completati.

 

NOTE: Dim. 380×334 mm. Con filo di canapa. La pergamena presenta un buco

centrale.

 

 

 

108

 

1550, 20 maggio. Monselice.

 

Antonio Rizzato, Giovanni Francesco Tassello e Domenico Gazzetta, deputati del Comune di Monselice, vendono a Clara, moglie del fu Alvise Zanchi, la quarta parte delle valli dell’Isola di Lispida e Savellon per 300 ducati. Il terreno è poi concesso a livello alla Comunità di Monselice per 15 ducati all’anno, mentre per l’affrancazione si dovranno versare 300 ducati.

 

NOTAIO: Oliviero Bertazio.

 

NOTE: Dim. 497×215 mm.

 

 

 

109

 

1550, 16 dicembre. Padova.

 

Marco Marchiano figlio di Biagio e Daniele del fu Lorenzo Marchiano, abitanti a Tavo di Camposampiero, vendono a Bartolomeo Tiffis del fu Antonio da Padova   2 campi parti prativi parte arativi piantati e vitati, posti nella contrada   della Ronca per il prezzo di 15 ducati al campo.

 

NOTAIO: Giovanni Maria Zanchi.

 

NOTE: Dim. 532×176 mm.

 

 

 

110

 

1551, 27 gennaio. Padova.

 

Angelo de Sanctis del fu Bernardo dal Cortivo da Padova dona a Giovanni dal   Ferro del fu Taddeo da Padova, abitante a Monselice, la terra parte a viti, parte ad olivi e parte a bosco posta sul Monte Ricco in contrada Solana, un tempo coltivata da Bartolomeo Bonaldo.

 

NOTAIO: Marco Antonio Ferrari.

 

NOTE: Dim. 550×179 mm.

 

 

 

270

 

1552, 2 febbraio. Monselice / 1553, 25 marzo. Monselice.

 

Parte del consiglio della Comunità di Monselice con la quale si istituisce un fondo presso il locale Monte di Pietà a favore dei poveri della Comunità   ridotti ad uno stato di estrema indigenza. Interesse del 3%. Segue deposito di Marco, figlio del fu Vincenzo fornaro da Monselice di 2.052 lire e 6 soldi di piccoli per aumento del fondo in oggetto. Interesse al 3%.

 

NOTAIO: Oliviero Bertazo del fu Marco Salodiano.

 

NOTE: Dim. 514×195 mm.

 

 

 

272

 

1553, 18 dicembre. Venezia.

 

Ducale del doge Marco Antonio Trevisan al podestà di Padova Marco Antonio Giustinian con la quale gli si intima di prendere le dovute informazioni circa un mercato settimanale che è stato introdotto in Arquà, e che ha provocato la reazione della Comunità di Monselice. Lo si invita inoltre a far venire a Venezia il vicario e i “pioveghi” del detto comune.

 

NOTE: Dim. 384×283 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

111

 

1553, 22 dicembre. Padova.

 

Benedetto Oddo del fu Giacomo da Padova concede a livello ad Antonio Maria Pernumia del fu Taddeo, abitante a Monselice in contrada Piazza, una casa con magazzino, orto, corte, stalla e un’altra corte sempre in contrada Piazza per   il prezzo annuo di 18 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Ugolino Grandi.

 

NOTE: Dim. 541×225 mm.

 

 

 

271

 

1555, 7 gennaio. Monselice.

 

Parte del consiglio della Comunità di Monselice con la quale si accetta l’offerta fatta da Marco fornaro del fu Vincenzo da Monselice di continuare il  deposito dei ducati 300 da lui depositati presso il Monte di Pietà ad un   interesse del 5%.

 

NOTAIO: Oliviero Bertazo del fu Marco Salodiano.

 

NOTE: Dim. 385×164 mm.

 

 

 

112

 

1555, (…). Monselice.

 

Ludovico Zuccato da Monselice concede a livello a Marino un campo e mezzo con viti, ciliegi e olivi posto sul Monte Ricco in contrada Costaldali per il canone annuo di 14 lire.

 

NOTAIO: Giacomo del fu Battista Gionzo.

 

NOTE: Dim. 230×243 mm.

 

 

 

113

 

1556, 3 settembre. Montagnana.

 

Zanetto Pasotto del fu Battista da Saletto vende a Bartolomeo Tiffis da Padova   un quartiere arativo posto in contrada Capitello nella campagna di Saletto per  8 ducati d’oro. Detta terra viene poi concessa a livello da Bartolomeo Tiffis   a Zanetto Pasotto per uno staio e mezzo di frumento.

 

NOTAIO: Paolo Squasson del fu Girolamo.

 

NOTE: Dim. 495×200 mm.

 

 

 

114

 

1557, 14 maggio. Padova.

 

Il dottore in medicina Matteo Rame, figlio del fu Battista Rame fisico, nomina come suo procuratore e avvocato Bartolomeo Tiffis da Padova.

 

NOTE: Dim. 435×162 mm.

 

 

 

282

 

1558, 4 giugno. Venezia.

 

Ducale del doge Lorenzo Priuli a Melchiorre Canal podestà di Monselice con la quale si permette alla Comunità di Monselice di concedere a livello per via d’incanto la metà delle sue valli.

 

NOTE: Dim. 330×293 mm. Con filo serico.

 

 

115

 

1559, 8 febbraio. Venezia.

 

Il dottor Nicolò Tinto da Venezia del fu Francesco nomina come suo procuratore Bernardo Mallotini.

 

NOTAIO: Vittorio Giordano del fu Daniele.

 

NOTE: Dim. 278×130 mm.

 

 

 

116

 

1559, 5 ottobre. Monselice.

 

Giacomo Barbarigo, provveditore ai beni inculti della Serenissima, vende a  Livia moglie del maestro Lorenzo de Lama un campo, 3 quartieri e 42 tavole di terra posta sul Monte Ricco in contrada Costaldali per 133 lire e 18 denari.

 

NOTAIO: Gaspare Darino.

 

NOTE: Dim. 309×212 mm.

 

 

 

117

 

1559, 9 ottobre. Monselice.

 

Giovanni Antonio Rizzo e Antonio Maria Guerra, deputati della Comunità di Monselice, concedono a livello per 9 anni a Bernardo Mallotino del fu Giovanni Francesco da Venezia 65 campi del “retratto” delle valli della Comunità posti nella contrada Lispida per il canone di 8 lire al campo, per un totale di 520   lire.

 

NOTAIO: Oliviero Bertazio.

 

NOTE: 440×147 mm.

 

 

 

118

 

1559, 29 dicembre. Monselice.

 

Giacomo Barbarigo, provveditore ai beni inculti della Serenissima, vende a Leonardo Santini della contrada Costaldali un appezzamento di terreno al   prezzo di 160 lire.

 

NOTAIO: Gasparo Darino.

 

NOTE: Dim. 285×186 mm.

 

 

 

275

 

1560, 24 gennaio. Monselice.

 

Transazione stipulata tra la Comunità di Monselice e il nobile Bartolomeo Gradenigo sulle controversie che la Comunità aveva con questo per 2 campi vallivi o “retratti” posti in contrada di Isola. I campi vengono ceduti al Gradenigo che si obbliga a prenderli a titolo di livello pagando alla Comunità lire 20 annue di piccoli.

 

NOTE: Dim. 505×188 mm.

 

 

 

119

 

1560, 14 febbraio. Venezia.

 

I deputati della Comunità di Monselice, Girolamo Ferrari e Francesco Dabbo, sborsano a Clara Zanchi i 300 ducati concordati per l’affrancazione della quarta parte delle valli d’Isola, Lispida e Savellon.

 

NOTAIO: Francesco Reno del fu Pietro.

 

NOTE: Dim. 350×182 mm.

 

 

 

120

 

1560, 20 febbraio. Monselice.

 

Francesco Dabbo e Stefano Negro deputati, e Giovanni dal Ferro e Bartolomeo Ferrari consoli, vendono le 3 parti di una ruota dei mulini di Bagnarolo per 300 ducati a Giovanni Antonio Rizzo del fu Angelo di Borgo s. Giacomo, il quale concede poi a livello le 3 parti alla Comunità di Monselice per 15 ducati annui.

 

NOTAIO: Oliviero Bertazio del fu Marco.

 

NOTE: Dim. 370×271 mm.

 

 

 

274

 

1560, 2 giugno. Venezia.

 

Ducale del doge Girolamo Priuli al podestà di Monselice Giovanni Natale de Mezzo con la quale si dispongono le misure per regolare il consiglio della Comunità.

 

NOTE: Dim. 392×530 mm. La pergamena manca di un riquadro nella parte inferiore   destra, che non pregiudica tuttavia la lettura del testo.

 

 

 

273

 

1560, 28 (ottobre ?). Venezia.

 

Ducale del doge Girolamo Priuli a Giovanni Natale de Mezzo podestà di Monselice con la quale gli si dà facoltà di decidere circa la disputa che oppone la Comunità di Monselice ai reverendi padri Cappuccini.

 

NOTE: Dim. 316×139 mm. La pergamena manca di una striscia sul lato inferiore.

 

 

 

277

 

1560, 18 novembre. Venezia.

 

Ducale del doge Girolamo Priuli al podestà di Monselice Giovanni Natale de Mezzo di non procedere o sentenziare nella vertenza che oppone la Comunità di Monselice e il Comune di Pernumia.

 

NOTE: Dim. 324×279 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

121

 

1561, 8 febbraio. Monselice.

 

In seguito alla lite tra Angela, moglie del fu Sebastiano de Stefani, e ser Battista de Stefani per il recupero della dote di 403 lire, ser Battista versa a ser Antonio, fratello di Angela, 65 ducati aurei.

 

NOTAIO: Giacomo del fu Battista Gionzo.

 

NOTE: Dim. 425×175 mm.

 

 

 

276

 

1561, 11 giugno. Venezia.

 

Procura di Filippo Alberto a favore del di lui figlio Giacomo di poter, a nome della Comunità di Monselice, chiedere e recuperare presso il Magistrato ai Beni Inculti, tutte quelle quantità di denaro depositate per la bonifica delle   valli e luoghi soggetti al “retratto del Gorzon”, e di rilasciare analoghe   ricevute e quietanze.

 

NOTAIO: Paolo Lioncino del fu Bernardo.

 

NOTE: Dim. 259×120 mm.

 

 

 

122

 

1561, 7 novembre. Monselice.

 

Francesco de Conti, Zanatritio e Bartolomeo Ferrari, deputati della Comunità di Monselice, concedono a livello a Vincenzo Rizzo da Monselice del fu Marco 3 campi a 9 lire e 2 soldi al campo e 6 campi a 8 lire e 6 soldi al campo.

 

NOTAIO: Vincenzo Bertazio del fu Marco.

 

NOTE: Dim. 304×135 mm.

 

 

 

123

 

1562, 27 agosto. Montagnana.

 

Pietro Insolato, fattore di Francesco Pisani da Venezia, concede a livello a Bartolomeo Tiffis del fu Antonio un campo arativo piantato e vitato posto in contrada Canali nella campagna di Megliadino per il canone annuo di 2 staia di   frumento e 2 paia di quaglie.

 

NOTAIO: Giovanni Corradini.

 

NOTE: Dim. 340×163 mm.

 

 

 

281

 

1562, 22 ottobre. Venezia.

 

Ducale del doge Girolamo Priuli a Candiano Bollani podestà di Monselice che conferma una sentenza podestarile a favore di Matteo Furlan, contro la Comunità di Monselice.

 

NOTE: Dim. 464×290 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

279

 

1564, 28 febbraio. Venezia.

 

Ducale del doge Girolamo Priuli con la quale viene condannato il podestà di Monselice Antonio Molin ad una pena pecuniaria di ducati 100 da essere devoluti all’Ospedale della Pietà di Venezia, per non aver diligentemente osservato i comandamenti di numerose lettere a lui recapitate.

 

NOTE: 475×344 mm.

 

 

 

124

 

1564, 10 marzo. Monselice.

 

Prete Francesco Zerbato del fu Giacomo da Monselice, procuratore di prete Francesco Pietroberto della chiesa di S. Giustina di Monselice, dà in affitto a Leonardo Santini del fu Pietro per 9 anni 10 campi con bosco posti sul Monte Ricco in contrada Rio de Penzo per 4 lire e mezza.

 

NOTAIO: Gabriele Dabbo.

 

NOTE: Dim. 223×147 mm.

 

 

 

278

 

1564, 15 maggio. Venezia.

 

Ducale del doge Girolamo Priuli al podestà di Monselice Antonio Molin con la quale si chiedono delucidazioni circa l’opportunità di tener aperte le porte del castello, come da supplica avanzata dalla Comunità.

 

NOTE: 335×283 mm.

 

 

 

280

 

1566, 8 maggio. Venezia.

 

Ducale del doge Girolamo Priuli a Vittorio Michiel podestà di Monselice con la quale gli si intima di non impedire che il consiglio della Comunità possa  proporre parti o approvare spese aventi per oggetto “l’utile e beneficio” di quella Comunità, anche se non dovessero piacere al podestà.

 

NOTE: 353×320 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

125

 

1567, 21 aprile. Venezia.

 

Filippo Alberti del fu Giacomo, Michele Malipiero del fu Gaspare agendo per conto di Alvise Marcello del fu Andrea, Agostino Nani del fu Paolo, Bartolomeo Gradenigo del fu Francesco, Francesco Duodo del fu Pietro, Girolamo Falier del fu Marino, Benedetto Giustiniani del fu Giovanni Francesco commissario per il fu Nicolò Marcello, Marino Foscarini del fu Marco Antonio, Marco Antonio Loredan di Pietro, Francesco Gritti agendo per suo padre Nicolò, Andrea Gritti agendo per suo padre Alessandro, nominano procuratore per la difesa dei loro terreni, dai quali fluiscono le acque nella Fossa Monselesana, Caterino Malipiero del fu Michele.

 

NOTAIO: Marco Antonio di Cananei.

 

NOTE: Dim. 507×175 mm.

 

 

 

126

 

1567, 17 giugno. Monselice.

 

Ludovico da Lion riceve 112 lire e 8 soldi da Antonio Bulsia.

 

NOTAIO: Gasparo Mallotino.

 

NOTE: Dim. 142×144 mm.

 

 

 

285

 

1568, 26 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Pietro Loredan a Troiano Bollani podestà di Monselice con la quale lo si informa delle misure prese contro coloro che danneggiano o fanno danneggiare arginature e strade.

 

NOTE: Dim. 355×283 mm.

 

 

 

284

 

1568, 26 ottobre. Venezia.

 

Ducale del doge Pietro Loredan a Marco Grimani capitano di Padova con la quale viene imposto che anche nell’Estense, così come fatto nel Monselicense e nel Conselvano, siano portati a termine i lavori di arginatura dei corsi d’acqua.

 

NOTE: Dim. 372×278 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

283

 

1568, 24 novembre. Venezia.

 

Ducale di Pietro Loredan a Eustachio Duodo podestà di Este con la quale gli si  ordina di far pagare i campatici dovuti a quanti non abbiano ancora assolto a tale obbligo, al fine di completare la manutenzione delle arginature del territorio di sua competenza.

 

NOTE: 342×328 mm.

 

 

 

127

 

1569, 8 gennaio. Saletto.

 

Giovanni del fu Giacobetto da Padova e Simeone Bensalvo vendono a Bartolomeo Tiffis del fu Antonio un campo di terra arativa piantata e vitata posto in contrada Vallisella a Saletto per 15 lire e 12 soldi.

 

NOTAIO: Dionisio.

 

NOTE: Dim. 177×254 mm.

 

 

 

287

 

1569, 9 febbraio. Venezia.

 

Ducale del doge Pietro Loredan a Eustachio Duodo podestà di Este con la quale gli si rinnova l’ordine di far celermente pagare i debitori di campatici per dar corso alle opere necessarie alle arginature dell’Estense.

 

NOTE: 382×300 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

286

 

1569, 25 febbraio. Venezia.

 

Ducale del doge Pietro Loredan a Santo Contarini podestà di Monselice con la quale lo si invita, nelle contribuzioni per causa di arginature, a far osservare quanto stabilito, per tutto il Padovano, dagli statuti della città.

 

NOTE: Dim. 382×181 mm.

 

 

 

288

 

1569, 15 settembre. Monselice. / 1569, 16 settembre. Monselice.

 

La Comunità di Monselice vende al nobile Nicolò Gradenigo del fu Domenico 36 campi posti a Pozzonovo in contrada Formigaro per il prezzo di 1.000 ducati. Segue atto livellario col quale il Gradenigo investe la Comunità di Monselice dei 36 campi per l’annua corresponsione di 30 staia di frumento e 24 lire, sino a che seguirà affrancazione. Segue “parte” della Comunità relativa alla transazione in oggetto.

 

NOTAIO: Girolamo “de Capitibus” del fu Giovanni.

 

NOTE: Dim. 617×445 mm. Il lato inferiore della pergamena si presenta irregolare; alcune rosicchiature sul lato destro.

 

 

 

291

 

1570, 10 giugno. Venezia.

 

Strumento di affrancazione dei 1.000 ducati che la Comunità di Monselice aveva ricevuto dal nobile Nicolò Gradenigo con atto 15 settembre 1569.

 

NOTAIO: Girolamo “de Capitibus” del fu Giovanni.

 

NOTE: Dim. 315×184 mm.

 

 

 

290

 

1571, 15 gennaio. Venezia.

 

Ducale del doge Luigi Mocenigo a Giovanni de Mezzo podestà di Monselice con la quale gli si intima di far pagare, “nemine excepto”, il campatico per risarcire le spese occorse nella rotta di Pozzonovo.

 

NOTE: Dim. 363×307 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

128

 

1571, 3 dicembre. Montagnana.

 

Carlo del fu Antonio da Vetta di Monselice vende a Giovanni Battista Tabacco da Saletto 3 quartieri di terra arativa piantata e vitata, e una casetta posti a Saletto per il prezzo di 50 ducati al campo e 36 lire per la casetta.

 

NOTAIO: Francesco del fu Pietro Pizzogallo.

 

NOTE: Dim. 360×165 mm.

 

 

 

129

 

1573, 11 maggio. Monselice.

 

Pietro Anselmo da Monselice del fu Vincenzo concede in enfiteusi a Bernardo del fu Pietro Veronese della contrada Costaldali 2 campi di terra arativa con salici e viti posti in contrada Costaldali per un canone annuo di 35 lire.

 

NOTAIO: Gabriele Dabbo.

 

NOTE: Dim. 355×154 mm.

 

 

 

130

 

1574, 25 gennaio. Monselice.

 

Paolo Liberti, abitante in contrada Muro Rotto, figlio del fu Bonifacio, vende a Leonardo Santini del fu Pietro Veronese un campo di terra parte prativo e parte piantato a viti posto in contrada Costaldali nel distretto di Arquà per  il prezzo di 25 ducati.

 

NOTAIO: Giovanni Carlevarino del fu Antonio da Monselice.

 

NOTE: Dim. 575×150 mm.

 

 

 

292

 

1574, 31 gennaio. Venezia.

 

Ducale del doge Luigi Mocenigo ad Andrea Diedo podestà di Monselice con la quale si notifica che è stata “licenziata” l’istanza presentata dai coloni e lavoratori del territorio di Monselice contro l’imposizione di alcune gravezze imposte dal consiglio della Comunità.

 

NOTE: Dim. 410×312 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

131

 

1574, 29 aprile. Padova.

 

Livia Lilla figlia del fu Pasquale Corbo e suo figlio Teodoro Perla vendono a Leonardo Santini di Costaldali nel distretto di Arquà 2 campi di terra parte non coltivata e parte con viti posti a Costaldali nel distretto di Arquà per   il prezzo di 200 lire di piccoli.

 

NOTAIO: Nicolò da Mirano del fu Antonio.

 

NOTE: Dim. 540×210 mm.

 

 

 

132

 

1574, 28 maggio. Venezia.

 

Testamento di Giacomo Emilio sarto da Venezia figlio del fu Miolano da   Bergamo.

 

NOTAIO: Giovanni Battista Monte del fu Vittorio.

 

NOTE: Dim. 488×195 mm.

 

 

 

133

 

1574, 19 agosto. Padova.

 

Prete Teodoro, Urbana e Ortensio fratelli, figli di Livia, vendono a Leonardo Santini da Arquà del fu Pietro Veronese 2 campi di terra arativa piantata e vitata posti a Costaldali, più 3 quartieri di terra arativa piantata e vitata posti nella stessa contrada per il prezzo di 60 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Nicolò da Mirano del fu Antonio.

 

NOTE: Dim. 570×164 mm.

 

 

 

293

 

1575, 7 giugno. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Mocenigo a Girolamo Corner podestà di Monselice con la quale lo si informa che nella vertenza sorta tra lui e il podestà di Padova per causa di alcuni che avevano posto impedimenti nella Fossa Monselesana, gli è stata data ragione.

 

NOTE: Dim. 353×319 mm.

 

 

 

294

 

1575, 30 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Mocenigo a Giacomo Foscarini podestà e a Francesco Duodo capitano di Padova, con la quale li si invita a non molestare nei suoi beni la Comunità di Monselice a causa dei debiti fiscali contratti dal  territorio padovano.

 

NOTE: 402×334 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

134

 

1576, 13 maggio. Venezia.

 

Giovanni Tabacco da Caltrano del distretto vicentino figlio del fu Bartolomeo vende a Ludovico Tiffis del fu Bartolomeo da Padova una “chiusura” di terra arativa di 3 quartieri e un quarto di quartiere, meno 3 tavole, poste a   Saletto per il prezzo di 215 lire e mezzo di piccoli. La chiusura è tenuta a   livello dal monastero di s. Giovanni Battista da Montagnana, che versa di   canone annuo uno staio di frumento.

 

NOTAIO: Marco Antonio di Cananei.

 

NOTE: Dim. 682×285 mm.

 

 

 

135

 

1577, 23 gennaio. Roma.

 

Papa Gregorio XII nomina Alessandro Terenzio sostituto del vescovo di Padova deceduto.

 

NOTE: Dim. 390×571 mm. Lettera con filo serico e bulla pendente.

 

 

 

136

 

1577, 23 gennaio. Roma.

 

Papa Gregorio XIII insedia nella carica di sostituto del vescovo di Padova deceduto Alessandro Terenzio, assegnandoli tutte le prebende inerenti alla sua carica.

 

NOTE: Dim. 206×341 mm. Lettera con filo di canapa e bulla pendente.

 

 

 

289

1577, 19 maggio. Venezia.

Ducale del doge Luigi Mocenigo a Pietro Pasqualigo podestà di Monselice con la quale gli si notifica che nella vertenza che oppone il Territorio padovano alla Comunità di Monselice a causa di certa fossa pubblica che scorre nel vicariato di Anguillara e Borgoforte, non essendosi presentati i rappresentanti del Territorio padovano, restano confermate le ragioni della Comunità di Monselice.

NOTE: Dim. 359×296 mm. Con filo di canapa.

 

137

1577, 17 ottobre. Montagnana.

Meneghetto Bellotto, estimatore del comune di Saletto, per conto di Marchioro Grande, stabilisce l’entità dei danni effettuati da alcuni animali in un campo di sorgo di proprietà di Marco Antonio Tiffis.

NOTAIO: Giacomo Ceduno.

NOTE: Dim. 205×142 mm.

 

 

138

1578, 12 aprile. Venezia.

Il doge Nicolò da Ponte notifica al podestà di Padova l’avvenuto insediamento di Alessandro Terenzio come sostituto del vescovo di Padova deceduto.

NOTE: Dim. 270×379 mm.

 

139

1578, 13 giugno. Roma.

Viene assegnata al chierico Zaccaria del fu Pietro Salomonio della cattedrale di Padova una pensione annua di 250 lire.

NOTE: Dim. 203×316 mm.

 

295

1579, 30 aprile. Venezia.

Strumento di affrancazione dei ducati 4.000 ricevuti dalla Comunità di Monselice dal fu Marc’Antonio Pisani dietro ipoteca delle valli di Pozzonovo.

NOTAIO: Baldassarre (Finme ?) del fu Raffaele.

NOTE: Dim. 531×376 mm.

 

140

1579, 8 ottobre. Monselice.

Pietro del fu Giovanni Domenico Benda e suo nipote Gaspare del fu Gaspare, avendo un debito di 558 lire con Giuseppe de Buso del fu Pellegrino, vendono a quest’ultimo 2 campi di terra arativa piantata a viti e alberi da frutto e   non, posti in contrada Costaldali nel distretto di Arquà per il prezzo di 90 ducati.

 

NOTAIO: Giovanni Carlevarino del fu Antonio.

 

NOTE: Dim. 548×158 mm.

 

 

 

141

 

1579, 20 ottobre. Monselice.

 

Giuseppe de Buso del fu Pellegrino da Monselice concede in affitto a Bernardino da Monte Ricco del fu Giovanni per 9 anni 2 campi di terra arativa piantata e vitata posti in contrada Costaldali, sotto Arquà, per il canone   annuo di 9 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Giovanni Carlevarino del fu Antonio.

 

NOTE: Dim. 495×145 mm.

 

 

 

296

 

1580, 18 maggio. Venezia.

 

Ducale del doge Nicolò da Ponte con la quale viene certificato che il notaio veneto Marco Antonio Cattanei è uomo che gode di buona “opinione” e che merita   ogni “fede”.

 

NOTE: Dim. 156×251 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

297

 

1580, 5 luglio. Venezia.

 

Ducale del doge Nicolò da Ponte ad Angelo Memo podestà di Monselice con la quale lo si informa che sono state confermate le sue lettere ad istanza dei presidenti della Fossa Monselesana contro i presidenti dell’Arca di s. Antonio.

 

NOTE: Dim. 374×281 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

142

 

1580, 8 dicembre. Monselice.

 

Vincenzo Tassello del fu Giovanni Domenico da Padova concede a livello a Giovanni Godasio di Antonio Baruti mezzo campo di terra prativa posto in contrada Ponte Grole per il prezzo annuo di 10 ducati e 2 capponi.

 

NOTAIO: Gabriele Dabbo.

 

NOTE: Dim. 320×240 mm.

 

 

 

298

 

1581, 29 aprile. Venezia.

Ducale del doge Nicolò da Ponte a Marino Salamon podestà di Monselice con la quale lo si informa che è stata accolta la “parte” presa nel consiglio della Comunità di Monselice in data 24 febbraio 1577 di ridurre il salario dei nunzi di Comunità. Segue copia della parte in oggetto.

 

NOTE: Dim. 297×390 mm. Con filo serico.

 

 

 

143

 

1581, 5 maggio. Este.

 

Leonardo da Verona, abitante ad Arquà, volendo rientrare in possesso di un campo di terra posto sul Monte Ricco in contrada Costaldali sotto Monselice, versa 20 ducati d’oro a Giovanni Battista, il quale aveva acquistato il diritto di livello di detto terreno da Gaspare Bruno.

 

NOTAIO: Andrea Ferro.

 

NOTE: Dim. 495×147 mm.

 

 

 

144

1582, 28 febbraio. Conselve.

Benedetto del fu Baldassare da Arre libera Alvise del fu Ludovico dalla pensione livellaria dietro l’esborso di 45 ducati.

NOTAIO: Domenico.

NOTE: Dim. 641×202 mm.

 

145

1583, 6 giugno. Venezia / 1584, 26 gennaio. Venezia.

Domenico Pace di Monte del fu Alvise da Vicenza vende a Ludovico Tiffis, avvocato dei fratelli Marco Antonio e Odasio, una pezza di terra dell’estensione di 2/3 di campo posta a Colonia in contrada Tocata le Chiorre per il prezzo di 26 ducati, Il figlio di Domenico Pace ratifica l’atto di vendita.

NOTAIO: Marco Antonio Canadei.

NOTE: Dim. 750×189 mm.

 

146

1583, 16 settembre. Padova. / 1584, 30 dicembre. Padova.

Vincenzo Tassello del fu Giovanni Domenico, abitante a Padova, vende a Camillo Galliano Fiorentino del fu Pietro da Padova 16 campi di terra piantata ad alberi fruttiferi e viti, con alcuni morari, una casa e tezza di paglia con   forno, posti in contrada Costaldali sul Monte Ricco sotto Monselice per il prezzo di 93 ducati al campo per un totale di 1.488 ducati d’oro. Dei 16 campi 5 sono tenuti a livello dal priorato di s. Pietro da Monselice, che versa 12 lire e un paio di galline; 10 campi sono tenuti a proprietà diretta; un campo   è tenuto a livello dalla confraternita di s. Caterina per 25 soldi annui. Segue l’attestazione dell’avvenuta perticazione del terreno.

NOTAIO: Viviano Salvione.

NOTE: Dim. 1015×200 mm.

 

 

 

147

1583, 26 dicembre. Monselice.

Testamento di Camillo Guerra del fu Gaspare da Monselice che lascia eredi dei  propri beni il figlio naturale Antonio, quello legittimo Gaspare, figlio della prima moglie Margherita Benaggia, e la sua seconda moglie Rosa.

NOTAIO: Gabriele Dabbo.

NOTE: Dim. 296×218 mm.

 

 

 

148

 

1584, 16 gennaio. Monselice.

 

Leonardo Santini del fu Pietro Veronese da Arquà concede a livello a Bernardino del fu Giovanni da Lere, della contrada Rio de Penzo, un campo e mezzo di terra parte boschiva e parte arativa con viti, ciliegi, fichi e alberi non fruttiferi con una piccola casa di paglia, posti sul Monte Ricco in contrada Costaldali, per il prezzo annuo di 4 lire.

 

NOTAIO: Sebastiano Gionzo del fu Giacomo.

 

NOTE: Dim. 355×179 mm.

 

 

 

149

 

1584, 16 febbraio. Padova.

 

Menego Toffanin del fu Tommaso da Pozzoveggiani acquista una casetta e una chiusura di 3 quartieri di terra per il prezzo di 88 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Giacomo Peroto del fu Francesco.

 

NOTE: Dim. 510×227 mm.

 

 

 

150

 

1584, 28 agosto. Padova.

 

Copia della bolla di Gregorio XIII del 13 novembre 1583 con cui si immette nella chiesa di s. Nicolò di Marendole il chierico Francesco Schiavoni, effettuata nella cancelleria vescovile di Padova da Marco Quarengo.

 

NOTE: Dim. 580×355 mm. Con filo serico e resti di capsula.

 

 

 

299

 

1584, 13 settembre. Venezia.

 

Ducale del doge Nicolò da Ponte a Giacomo Malipiero podestà di Monselice con  la quale gli si conferma che nella vertenza sorta tra lui e il podestà di Padova, gli è stata accordata ragione.

 

NOTE: Dim. 433×325 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

151

 

1584, 30 settembre. Padova.

 

Ludovico vende una pezza di terra di 10 campi al prezzo di 100 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Bartolomeo del fu Giovanni Pissalli.

 

NOTE: Dim. 453×285 mm. Scrittura parzialmente illeggibile.

 

 

 

152

 

1585, 11 marzo. Monselice.

 

Giuseppe de Buso del fu Pellegrino da Monselice versa 968 ducati d’oro ad Antonia e Vitaliana del fu Sebastiano Cumani, ad Antonia del fu Francesco Guerra, e a Vitaliano del fu Antonio Maria Guerra per recuperare la proprietà di 12 campi e mezzo arativi piantati e vitati e una casa di paglia e un   cortivo, facenti parte di un corpo di 14 campi e mezzo posti in contrada Solana venduti ai suddetti per 250 ducati nel 1583. Versa inoltre 80 ducati   d’oro a Giovanni Merzario da Bergamo a cui erano stati venduti i rimanenti 2   campi.

 

NOTAIO: Giovanni Carlevarino del fu Antonio.

 

NOTE: Dim. 510×190 mm.

 

 

 

153

 

1585, 11 marzo. Monselice.

 

Girolamo de Sandri del fu Battista da Monselice, avendo acquistato da Antonia e Vitaliana del fu Sebastiano Cumani, da Antonia del fu Francesco Guerra il diritto di decima di 14 campi e mezzo posti in contrada Solana per il prezzo di 150 ducati d’oro, cede tale diritto a Giuseppe de Buso del fu Pellegrino per 150 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Giovanni Carlevarino del fu Antonio.

 

NOTE: Dim. 495×188 mm.

 

 

 

300

 

1585, 11 maggio. Venezia.

 

Ducale del doge Nicolò da Ponte ad Andrea Bernardo podestà di Padova con la quale si revoca una sua “commissione” fatta il 13 febbraio 1585 relativa ad una vertenza tra la Comunità di Monselice da una parte e Francesco Arcoano e Aliduse Buzzacarini dall’altra.

 

NOTE: Dim. 465×341 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

301

 

1585, 15 novembre. Padova.

 

Taddeo dal Ferro vende a Baldassarre “de Cornia” 13 campi e mezzo arativi piantati e vitati, compreso orto, aia e corte, e una casa e tezeta di pali e   legname con forno, il tutto posto alla Solana, podesteria di Monselice, nel “retratto nuovo”. Per i campi, devono essere pagate annualmente di livello alla Comunità di Monselice lire 12 soldi uno in due rate: la prima a s. Giustina, la seconda a Pasqua.

 

NOTAIO: Giacomo Perotto del fu Francesco.

 

NOTE: Dim. 470×218 mm.

 

 

 

302

 

1586, 7 giugno. Venezia.

 

Ducale del doge Pasquale Cicogna a Marco Antonio Memo podestà e a Pietro Marcello capitano di Padova con la quale si chiede loro di prendere le dovute informazioni circa una supplica presentata dalle comunità di Monselice, Arquà e Conselve.

 

NOTE: Dim. 410×315 mm.

 

 

 

154

 

1586, 22 settembre. Monselice.

 

Bernardino Roveredo del fu Giovanni da Monselice concede a livello a Giovanni Domenico del fu Pietro Maschiasso una casa di paglia e di legno con un pezzo di terra piantato e vitato posto in contrada s. Martino per il canone annuo di 9 ducati. Per l’affrancazione deve versare 55 lire.

 

NOTAIO: Gabriele Dabbo.

 

NOTE: Dim. 358×150 mm.

 

 

 

155

 

1587, 16 marzo. Venezia.

 

Il maestro Alessandro Cartusio, procuratore del nobile Bennato del fu Francesco, concede a livello a Ludovico Odasio Tiffis del fu Bartolomeo da Venezia 20 campi arativi piantati e vitati posti a Piove di Sacco in località Bosco di Sacco per il prezzo annuo di 45 ducati. Per l’affrancazione devono essere versati 90 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Paolo Leone del fu Benedetto.

 

NOTE: Dim. 490×237 mm.

 

 

 

303

 

1587, 28 novembre. Padova.

 

Atto di vendita e successiva investitura livellaria di 32 campi in Pozzonovo, effettuati dalla Comunità di Monselice a favore di Almerigo Testa per il prezzo di 1.000 ducati. La Comunità, investita del livello, dovrà pagare 60 ducati annui.

 

NOTAIO: Viviano Salvioni del fu Viviano.

 

NOTE: Dim. 669×201 mm.

 

 

 

156

 

1587, 31 dicembre. Monselice.

 

Bernardo Andolfo del fu Francesco da Vetta di Monselice, avendo acquistato da Giovannino Andolfo del fu Zaccaria un campo di terra arativa con alcune piante di vite schiava posto in Pozzonovo per 222 lire e 16 soldi, accetta un aumento sul prezzo di 161 lire e 12 soldi.

 

NOTAIO: Giovanni Carlevarino.

 

NOTE: Dim. 300×220 mm.

 

 

 

157

 

1588, 7 febbraio. Venezia.

 

Ducale del doge Pasquale Cicogna.

 

NOTE: Dim. 156×279 mm. La scrittura è fortemente sbiadita, impedendo una lettura soddisfacente del testo.

 

 

 

313

 

1588, 22 marzo. Venezia.

 

Ducale del doge Pasquale Cicogna ad Alessandro Donà podestà di Monselice con la quale gli si notifica che la richiesta della Comunità di Monselice di poter “condurre” un banchiere ebreo in quella terra è stata accolta.

 

NOTE: Dim. 315×410 mm. Con filo serico.

 

 

 

158

 

1589, 19 gennaio. (…).

 

Ludovico Tiffis richiede la copia del contratto di locazione stipulato con il nobile veneziano Vincenzo Morosini nel 1588 alla Curia del mobile.

 

NOTAIO: Prospero Tommasino.

 

NOTE: Dim. 305×135 mm.

 

 

 

304

 

1590, 12 novembre. Monselice.

 

La Comunità di Monselice vende 2 ruote di mulino poste a Bagnarolo a Domenico Segato da Battaglia per la somma di 2.000 ducati. Questi dà a livello alla Comunità le stesse 2 ruote per un canone annuo di 100 ducati: livello che resterà affrancabile a discrezione della Comunità. Segue copia della “parte” presa in consiglio il 10 novembre 1590 relativa alla transazione in oggetto..

 

NOTAIO: Giacomo Dabbo.

 

NOTE: Dim. 622×216 mm.

 

 

 

305

 

1591, 29 maggio. Venezia.

 

Ducale del doge Pasquale Cicogna a Nicolò Duodo podestà di Monselice con la quale si approva una sentenza presa dal podestà a favor della Comunità di Monselice e contro Arcuano Buzzacarini e consorti, che viene costretto a pagare 578 lire e 14 soldi.

 

NOTE: Dim. 462×196 mm.

 

 

 

159

1592, 5 maggio. Monselice.

Odasio promette al suo locatore di versare come canone di livello ogni anno 6 quarte di frumento da portare ad Este. Venturino Gambastorta, gestore degli   affari delle monache del monte Gemola, corregge il canone in 3 quarte e mezza. Bernardino concede inoltre a livello, sempre ad Odasio, una casa di muro e legno coperta di coppi con un cortivo posta in Saletto nella contrada Sabbionare per un canone annuo di una lira e 10 soldi.

NOTAIO: Giovanni Tumello del fu Girolamo.

NOTE: Dim. 395×171 mm. Pergamena priva di protocollo e parte del testo. La data è ricavata da un’aggiunta fatta al negozio.

 

 

 

160

 

1593, 8 luglio. (…).

 

Il giudice Girolamo Barbolo da Padova stabilisce di dare come dote a Isabella moglie di Francesco Monsardini 1.200 lire di piccoli.

 

NOTAIO: Orazio Carro.

 

NOTE: Dim. 240×153 mm. La pergamena presenta forti sbiaditure che impediscono la lettura della datatio topica.

 

 

306

 

1594, 15 gennaio. Venezia.

 

Ducale del doge Pasquale Cicogna a Marino Minio podestà di Monselice con la   quale gli si chiede di ringraziare la Comunità dell’offerta di 600 ducati per   le “fabbriche” di Palma.

 

NOTE: Dim. 446×305 mm. Pergamena mancante di un riquadro sul lato sinistro-inferiore, che non pregiudica tuttavia la lettura del testo.

 

 

 

161

 

1594, 20 maggio. Padova.

 

Odasio Tiffis permuta con Melchiorre Periti del fu Gaspare da Saletto un quartiere arativo piantato e vitato posto a Saletto in contrada delle Sabbionare con un quartiere arativo posto a Saletto in contrada Crosara.

 

NOTAIO: Giovanni Romano.

 

NOTE: Dim. 306×160 mm.

 

 

 

162

 

1594, 10 ottobre. Monselice.

 

Bartolomeo Saccon del fu Bartolomeo detto Polena procuratore dei figli Nicolò e Andrea, vende a Nicolò Caroldo del fu Paolo un campo arativo piantato e vitato posto in contrada Albarelli, alla Stortola, per il prezzo di 60 ducati.

 

NOTAIO: Giacomo Dabbo.

 

NOTE: Dim. 261×162 mm.

 

 

 

163

 

1596, 5 settembre. Monselice.

 

Giacomo Antonio Negro e Giacomo Gugiato, deputati della Comunità di Monselice,   vendono a Giovanni Antonio Rizzo una ruota dei mulini di Bagnarolo per il   prezzo di 1.000 ducati d’oro. La ruota viene poi concessa a livello ai sopradetti deputati per un canone annuo di 55 ducati d’oro. Per l’affrancazione devono versare 1.000 ducati. La somma serve alla Comunità per rientrare in possesso di alcuni terreni concessi ad Antonio Maria Guerra del “retratto” di Monselice in contrada Solana.

 

NOTAIO: Giacomo Dabbo.

 

NOTE: Dim. 572×207 mm.

 

 

 

164

 

1599, 30 gennaio. Monselice.

 

Cesare Zerbato e Giacomo Roveredo, deputati della Comunità di Monselice, vendono a Stefano Vicentino, priore di s. Maria di Lispida, una ruota dei   mulini di Bagnarolo per il prezzo di 1.000 ducati d’oro. Quest’ultimo la concede poi a livello alla Comunità per 50 ducati d’oro annui. Per l’affrancazione la Comunità dovrà versare 1.000 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Giacomo Dabbo.

 

NOTE: Dim. 565×239 mm.

 

 

 

165

 

XVI secolo

 

Contratto di locazione: il canone è stabilito in un maiale, 2 cesti di peri, 3 anfore di vino, un’anitra, 106 uova e 100 libbre di lino.

 

NOTAIO: (Bartolomeo Bonaldo).

 

NOTE: Dim. 265×177 mm. La pergamena si presenta mutila in alcune sue parti come il protocollo e buona parte del testo. Manca pure la subscriptio notarile. Il nome del notaio è ricavato dal raffronto della scrittura di altre pergamene e dalle iniziali B. B.

 

 

 

253

 

XVI secolo

 

Atto rogato dal notaio Giovanni Liberti figlio del fu Antonio.

 

NOTAIO: Giovanni Liberti del fu Antonio.

 

NOTE: Dim. 658×194 mm. La pergamena è rosicchiata nella parte superiore destra  e presenta alcune sbiaditure nel testo. Sono leggibili le clausole e una serie   di nomi.

 

 

 

254

 

XVI secolo

 

Pergamena tagliata verticalmente in cui si legge il nome “Philippus Balardi”.

 

 

 

XVII Secolo

 

 

 

166

 

1602, 25 aprile. Monselice.

 

Antonio del fu Francesco da Monselice dichiara di ricevere dalla moglie Angela del fu Giacomo Antonio la dote consistente in 200 ducati di beni mobili e 224 lire di denaro liquido.

 

NOTAIO: Nicolò Carlevarino.

 

NOTE: Dim. 430×220 mm.

 

 

 

167

 

1604, 22 novembre. Venezia.

 

Ducale del doge Marino Grimani che informa il podestà di Monselice Andrea Minotto sulle pene da applicare a chi arrecherà danni a qualsiasi bene di proprietà della Comunità.

 

NOTE: Dim. 539×154. Sigillo pendente rovinato.

 

 

 

168

 

1605, 26 ottobre. Monselice.

 

Lorenzo da Monselice figlio di Melchiorre Vulpini dichiara di ricevere 80 ducati come dote dalla moglie Barbara Brivia figlia del fu Stefano da Milano e nipote di Giovanni Callarga canonico di s. Giustina di Monselice.

 

NOTAIO: Copia di Nicolò Carlevarino di un atto di Rizzo Rizzi.

 

NOTE: Dim. 437×221 mm.

 

 

 

169

 

1607, 10 giugno. Roma.

 

Papa Paolo V nomina dei coadiutori ad Alessandro Terenzio canonico della cattedrale di Padova.

 

NOTE: Dim. 565×818 mm.

 

 

 

170

 

1609, 23 febbraio. Monselice.

 

Pietro Santini dichiara di ricevere da Bartolomeo Carlino la dote per la figlia Angela consistente in 463 ducati. Segue l’inventario dei beni mobili  dati in dote.

 

NOTAIO: Rizzo Rizzi del fu Giovanni Antonio.

 

NOTE: Dim. 781×195 mm.

 

 

 

307

 

1612, 24 giugno. Venezia.

 

Ducale del doge Leonardo Donà a Marco Molin podestà di Monselice con la quale gli si intima di prendere informazioni circa una supplica presentata dalla Comunità di Monselice.

 

NOTE: Dim. 410×284 mm.

 

 

 

308

 

1612, 24 giugno. Venezia.

 

Ducale del doge Leonardo Donà a Marco Bragadin podestà e a Girolamo Cappello  capitano di Padova con la quale si intima loro di prendere informazioni circa una supplica presentata dai cittadini di Monselice (e relativa a presunti   abusi commessi dal podestà locale Marco Molin).

 

NOTE: Dim. 410×283 mm.

 

 

 

171

 

1613, 7 marzo. Monselice.

 

Domenico Veronese per conto di Antonia sua moglie e figlia di Girolamo Capello recupera dagli eredi di Pietro Cattani un campo arativo piantato e vitato posto in contrada Costaldali sul Monte Ricco.

 

NOTAIO: Alvise Dabbo figlio del fu Domenico.

 

NOTE: Dim. 431×173 mm.

 

 

 

172

 

1614, 2 ottobre. Padova.

 

Giovanni Francesco Gano, Pietro Basadonna e Giacomo Valarino dirimono una controversia sorta tra Battista Placiota, notaio di Venezia, e Odasio Tiffis riguardo un livello stipulato tra loro.

 

NOTAIO: Pietro Reggia.

 

NOTE: Dim. 281×124 mm.

 

 

 

173

 

1617, 9 aprile. Monselice. / 1617, 28 maggio. Monselice.

 

Giovanni Francesco Fracanzani, per sè e per suo figlio Carlo, vende a Matteo Calzavara da Monselice 6 campi arativi piantati e vitati posti ad Este per il   prezzo di 550 ducati. La vendita è fatta per recuperare 4 campi venduti ad Antonio Pellegrino. Francesco Fracanzani dà poi a Matteo Calzavara 3 campi e 3 quartieri arativi posti in contrada Cantarella per riottenere i 6 campi   precedentemente venduti, aggiugendovi 34 ducati.

 

NOTAIO: Alvise Dabbo del fu Giacomo.

 

NOTE: Dim. 571×253 mm.

 

 

 

309

 

1619, 4 maggio. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner a Girolamo Malipiero podestà di Monselice con la quale lo si informa che, stante la grande penuria di biade, la Comunità di Monselice potrà ricevere una certa quantità di grano depositato nei pubblici fondaci di Venezia dietro corresponsione in contanti del prezzo di costo.

 

NOTE: Dim. 440×306 mm. La pergamena appare tagliata in più punti e mancante di alcuni riquadri, che tuttavia pregiudicano solo parzialmente la lettura del testo.

 

 

 

310

 

1619, 17 maggio. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner ai rettori e rappresentanti pubblici, nonche ai magistrati di Venezia, e principalmente ai Provveditori e Sovraintendenti alle Biade, con la quale si accorda alla Comunità di Monselice 400 staia di   frumento per sollievo dei suoi abitanti.

 

NOTE: Dim. 473×340 mm.

 

 

 

311

 

1623, 10 luglio. Monselice.

 

Giacomo Valier e il di lui figlio Francesco da Venezia, vendono a Giovanni   Maria Carturan del fu Luca da Galzignano il livello perpetuo attivo di 8 staia di frumento più altri 4 (…). Il livello è fondato su 4 campi posti in contrada della Ruina, distretto di Monselice.

 

NOTAIO: Nicolò Carlinari.

 

NOTE: Dim. 222×246 mm. La pergamena presenta alcuni buchi sul margine destro che ne compromettono parzialmente la lettura del testo.

 

 

 

174

 

1624, 27 marzo. Monselice.

 

Giovanni Callato del fu Giovanni Bon da Rovigo, abitante a Monselice, vende a Matteo Calzavara 3 campi arativi piantati e vitati posti a s. Bellino per il   prezzo di 300 ducati. Matteo Calzavara concede poi allo stesso Giovanni Callato i campi a livello, riscuotendo di canone annuo 18 ducati d’oro.

 

NOTAIO: Nicolò Carlevarino.

 

NOTE: Dim. 545×152 mm.

 

 

175

1624, 28 aprile. Monselice.

Girolamo Ferrari da Monselice del fu Giorgio Antonio vende a Battista Santini del fu Leonardo 3 campi arativi piantati e vitatiposti in contrada Fossa Tresva a Monselice per il prezzo di 400 ducati. Segue l’attestazione   dell’avvenuta perticazione del terreno.

NOTAIO: Nicolò Carlevarino.

NOTE: Dim. 575×220 mm.

 

 

176

1625, 6 gennaio. Monselice.

Tommaso Marchesin dichiara di ricevere come dote dalla moglie Lucrezia del fu Giacomo Parise 200 ducati d’oro in beni mobili e 325 ducati liquidi. Segue l’inventario dei beni mobili.

NOTAIO: Nicolò Carlevarino.

NOTE: Dim. 575×175 mm.

 

177

1625, 9 novembre. Monselice.

Marco Pasquin Veronese del fu Pasquin vende a Simone Todaro e ad Antonio suo   figlio i diritti di livello di 3 campi di terra di monte con alberi da frutto e viti posti sul Monte Ricco in contrada Terminello per il prezzo di 250 lire. I campi sono tenuti a livello da Alvise Marcello del fu Piero, che versa 40 lire e 16 soldi, 3 lire di vino di monte, 220 lire d’uva e 2 cesti di frutta.

NOTAIO: Nicolò Carlevarino.

NOTE: Dim. 535×139 mm.

 

178

1626, 10 gennaio (…) / 1626, 10 marzo. (…).

Vendita ad incanto: nel primo incanto vengono venduti 2 campi arativi piantati vitati posti nel vicariato di Conselve. L’altro incanto è di 2 campi e 15 tavole posti sempre nel vicariato di Conselve.

NOTAIO: Annibale Papafava.

NOTE: Dim. 660×198 mm. Pergamena alquanto sbiadita.

 

 

179

1626, 14 agosto. Riovalle. / 1627, 2 maggio. Riovalle.

Testamento di Giacomo del fu Vincenzo Bradenna. Segue un codicillo.

NOTE: Dim. 835×303 mm.

 

180

1627, 17 ottobre. Monselice.

Giovanni, fratello di Battagini e figlio del fu Biasio da Schiavonia, vende a Matteo Rossi da Monselice del fu Giovanni un quartiere arativo piantato e vitato con 3 morari, una casa di paglia e legno posti a Vanzo di Monselice per il prezzo di 350 lire.

NOTAIO: Nicolò Carlevarino.

NOTE: Dim. 353×185 mm.

 

181

1628, 13 maggio. Padova.

Michele Trucesallo da Pernumia del fu Giovanni vende ad Andrea Merigo da Pernumia del fu Giovanni un campo e mezzo di terra con vigne, morari e altri   alberi, più una casa di paglia e legno con un forno posti a Pernumia per il   prezzo di 196 ducati.

NOTAIO: Angelo Corcira figlio di Agostino.

NOTE: Dim. 505×207 mm.

 

 

 

182

1628, 30 giugno. Venezia.

Antonio Gherardo del fu Gianmarco concede a livello perpetuo a Giovanni Battista Santini del fu Leonardo da Monselice 12 campi arativi piantati e vitati posti ad Arquà nella contrada Costaldali per un canone annuo di 44 ducati. Per l’affrancazione devono essere versati 400 ducati.

 

NOTAIO: Costantino Tappino.

 

NOTE: Dim. 472×179 mm.

 

 

312

 

1628, 24 ottobre. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner a Pietro Boldù podestà di Monselice con la quale gli si intima di ottemperare diligentemente alle disposizioni emanate dai rettori padovani in materia di sanità.

 

NOTE: Dim. 440×305 mm. Con filo di canapa.

 

 

 

183

 

1628, 13 novembre. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni I Corner che invita il podestà di Chioggia Pietro Contarini ad inviargli una barca d’armati per metterli di scorta alla navi cariche di mercanzia che arrivano a Venezia.

 

NOTE: Dim. 309×380 mm. Sigillo pendente rovinato.

 

 

 

314

 

1629, 12 gennaio. Venezia.

 

Ducale al podestà di Monselice Jacopo Zancarolo con la quale si esprime soddisfazione per la decisione presa dalla Comunità di voler contribuire con un donativo di 1.000 ducati fintanto che continuassero “le turbolenze presenti”.

 

 

 

184

 

1629, 25 settembre. Venezia.

 

Testamento di Aquisin Boto da Venezia mercante di seta.

 

NOTAIO: Francesco Zambello del fu Giuseppe.

 

NOTE: Dim. 438×173 mm.

 

 

 

185

 

1637, 12 maggio. Monselice.

 

Paolo Boraco dichiara di ricevere come dote dalla moglie Giovanna Maria del fu Giovanni Guerra 503 lire di beni mobili stimati.

 

NOTAIO: Nicolò Carlevarino.

 

NOTE: Dim. 320×430 mm.

 

 

 

186

 

1638, 27 giugno. Venezia.

 

Battista, figlio di Meleagro Poma da Venezia, dovendo fare la sua professione di fede per entrare nel monastero di s. Michele Arcangelo di Murano, dà ogni suo bene al fratello Bernardo.

 

NOTAIO: Claudio Paulino del fu Nicolò.

 

NOTE: Dim. 301×217 mm.

 

 

 

315

 

1638, 21 dicembre. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Erizzo a Benedetto Boldù podestà di Monselice con la quale lo si invita a ringraziare pubblicamente la Comunità per l'”esibizione volontaria” di 500 ducati durante la guerra.

 

NOTE: Dim. 262×391 mm. I bordi superiore e inferiore della pergamena appaiono strappati. Ciò non pregiudica tuttavia la lettura del testo.

 

 

 

316

 

1639, 21 gennaio. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Erizzo a Francesco Barbaro podestà di Monselice con   la quale gli si ordina di accantonare il denaro che la Comunità, enti religiosi e privati devolvono per la causa della guerra contro i turchi, e di   inviarlo di tempo in tempo al Conservator del Deposito di Guerra.

 

NOTE: Dim. 441×307 mm. La pergamena manca di un riquadro sulla parte inferiore sinistra, che non pregiudica tuttavia la lettura del testo.

 

 

 

187

 

1641, 30 gennaio. Venezia.

 

Antonio Poma del fu Meleagro da Venezia vende a Giacomo Poma un campo arativo   piantato e vitato posto nel territorio padovano a Reoso per il prezzo di 50   ducati.

 

NOTAIO: Michele Angelo Renato.

 

NOTE: Dim. 325×197 mm.

 

 

 

317

 

1641, 7 giugno. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Erizzo a Giovanni Francesco Balbi podestà di Monselice con la quale lo si informa della decisione presa dal Consiglio dei 40 a favore della Comunità di Monselice, contro l’arciprete e canonici della Collegiata di s. Giustina.

 

NOTE: Dim. 437×304 mm.

 

 

 

318

 

1642, 19 novembre. Monselice.

 

Pietro del Moro, cittadino veneto, rinnova il livello perpetuo a Battista Trappella del fu Marin da s. Elena; livello fondato su 3 campi e 68 tavole di terra arativa piantata e vitata posta a Solesino, distretto di Este. Il livellario dovrà pagare 84 lire annue in 2 rate: nelle feste di s. Margherita e s. Michele.

 

NOTAIO: Vincenzo Zago.

 

NOTE: Dim. 581×170 mm.

 

 

 

325

 

1644, 24 ottobre. Monselice.

 

Giacomo Checheto del fu Gaspare di Molaradiemo sotto Monselice vende a Francesco Checheto suo fratello una parte di una casa di legno e paglia e di un forno in pietra coperto di coppi, il tutto posto in villa di Molaradiemo, per 105 lire, 12 soldi e 6 denari di piccoli.

 

NOTAIO: Francesco Sandri del fu Antonio.

 

NOTE: Dim. 266×305 mm. Il lato inferiore si presenta irregolare. La pergamena presenta diverse macchie.

 

 

 

327

 

1646, 13 gennaio. Venezia.

 

Ducale al podestà di Monselice Marco Zen con la quale viene informato della   morte del doge e dell’elezione di Zuane Cappello a Capitano generale da mar.

 

NOTE: Dim. 344×476 mm.

 

 

 

320

 

1647, 24 maggio. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Molin a Giovanni Andrea Basadonna podestà di Monselice con la quale lo si esorta a costringere i debitori per causa di guerra contro i turchi ad effettuare i loro pagamenti.

 

NOTE: Dim. 472×338 mm.

 

 

 

188

 

1648, 19 gennaio. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Molin che informa il podestà di Monselice Marco Lippomano di una decisione presa dal Senato veneziano.

 

NOTE: Dim. 285×380 mm.

 

 

322

 

1648, 27 agosto. Rialto (Venezia).

 

L’ufficio dei Governatori alle entrate e dell’Esattor delle tanse e decime vende ad incanto 6 campi di terra posti in villa della Stortola e altre ville sotto Monselice, di proprietà di Giustin Basadonna. I campi vengono acquistati dal procuratore del nobile Alvise Marcello del fu Piero per il prezzo di ducati 48 al campo.

 

NOTE: Dim. 450×170 mm.

 

 

 

319

 

1648, 6 novembre. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Molin a Marco Lippomano podestà di Monselice con la quale lo si esorta a costringere i debitori per causa di guerra contro i turchi ad effettuare i loro pagamenti.

 

NOTE: 340×467 mm.

 

 

 

321

 

1648, 19 dicembre. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Molin a Marco Lippomano podestà di Monselice con la  quale gli si intima di minacciare quanti, pur obbligati alle offerte “volontarie” per causa di guerra contro i turchi, si ostinano a non effettuare   i loro pagamenti.

 

NOTE: Dim. 390×287 mm. Pergamena mancante di una striscia sul lato inferiore  sinistro.

 

 

 

323

 

1649, 15 maggio. Rialto (Venezia).

 

L’ufficio dei Governatori alle entrate e dell’Esattor alle tanse e decime vende ad incanto 7 campi e mezzo posti in villa della Stortola sotto Monselice, di proprietà di Giustin Basadonna del fu Francesco Maria. I campi vengono acquistati dal procuratore del nobile Alvise Marcello del fu Piero per  il prezzo di 40 ducati per campo.

 

NOTE: Dim. 505×166 mm.

 

 

 

324

 

1649, 14 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Molin a Paolo Benzoni podestà di Monselice con la quale lo si sollecita a far pagare i debitori delle offerte “volontarie” per causa di guerra contro i turchi.

 

NOTE: Dim. 437×306 mm.

 

 

 

328

 

1650, 21 luglio. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Molin a Paolo Benzoni podestà di Monselice con la quale lo si esorta a convocare il consiglio aperto della Comunità e leggere la presente ducale al fine di stimolare la contribuzione volontaria per causa di guerra contro i turchi. Segue elenco delle contribuzioni raccolte   (complessivamente 2.584 lire, 7 soldi e 6 denari).

 

NOTE: Dim. 340×466 mm.

 

 

 

326

 

1650, 7 novembre. Venezia.

 

Affrancazione di livello intercorsa tra gli eredi del nobile Alvise Zorzi da una parte e il nobile Giorgio Gradenigo dall’altra per un ammontare di 3.419 ducati.

 

NOTAIO: Paolo Moretti notaio veneto.

 

NOTE: Dim. 243×126 mm.

 

 

 

189

 

1651, 17 maggio. Venezia.

 

Viene stabilito che Giacomo Poma del fu Meleagro, debitore nei confronti del fisco, venda 3 campi arativi posti a Caselle nel territorio padovano al   miglior offerente.

 

NOTAIO: Antonio Roseto.

 

NOTE: Dim. 545×215 mm.

 

 

 

190

 

1651, 17 gennaio. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Molin che attesta di ricevere da Giorgio Gradenigo, nunzio apostolico, e da Martino di Mulla 3.419 ducati.

 

NOTE: Dim. 126×163 mm. Lettera con filo di canapa e bolla pendente.

 

 

 

334

 

1652, 9 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Molin al podestà di Monselice Luigi Barbaro che autorizza l’imposizione di campatici nelle terre del “retratto” di Monselice, al pari di quelli imposti nel “retratto” del Gorzone.

 

NOTE: Dim. 432×308 mm.

 

 

 

329

 

1656, 4 luglio. Venezia.

 

Ducale del doge Bertuzzi Valier ad Alvise Priuli podestà di Monselice con la quale lo si esorta ad eseguire le eventuali disposizioni prese dai rettori di   Padova in materia di sanità.

 

NOTE: Dim. 392×290 mm.

 

 

 

335

 

1658, 27 luglio. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Pisani al podestà di Monselice Roberto Valier in cui si chiede l’opinione di quest’ultimo circa una supplica presentata dalla Comunità di Monselice il 2 maggio 1656 (la supplica chiedeva l’aggiunta di una ruota alle tre esistenti nei mulini di Bagnarolo).

 

NOTE: Dim. 430×298 mm. La pergamena appare tagliata nella parte inferiore  destra.

 

 

 

336

 

1661, 18 maggio. Venezia. / 1661, 7 luglio. Venezia. / 1661, 27 settembre.   Venezia.

 

Il nobiluomo Pietro Marcello del fu Alvise, incarcerato nelle prigioni del Consiglio dei X, vende alla propria madre Elena Malipiero 23 campi e mezzo arativi piantati e vitati posti nel territorio di Monselice in luogo detto Brolin, al presente tenuti ad affitto da Matteo Gallo, per ducati 1.870 soldi 14: denaro che servità a rimborsare un credito che vanta Giacomo Gabriel verso lo stesso Pietro. Seguono scritture nelle quali il Gabriel si dichiara   rimborsato della somma e soddisfatto.

 

NOTAIO: Simone Porta del fu Melchiorre.

 

NOTE: Dim. 576×214 mm. Pergamena scritta in ambi i lati.

 

 

 

337

 

1662, 30 marzo. Venezia.

 

Ducale del doge Domenico Contarini al podestà di Padova Girolamo (…) nella quale si autorizza la Comunità di Monselice a prendere a livello ducati 1.000 al 5 e mezzo per cento per far fronte al debito verso il dazio boccatico.

 

NOTE: Dim. 472×340 mm.

 

 

 

191

 

1664, 4 giugno. Roma.

 

Papa alessandro VII nomina Annibale Zacco rettore della chiesa di s. Sofia di Padova, immettendolo nel possesso delle prebende dovute a tale carica.

 

NOTE: Dim. 277×402 mm. Lettera con filo serico e bolla pendente.

 

 

 

192

 

1664, 4 giugno. Roma.

 

Papa Alessandro VII notifica a Lorenzo Lomellino, referendario e vicario del vescovo di Padova, la nomina a rettore della chiesa di s. Sofia di Annibale Zacco.

 

NOTE: Dim. 160×307 mm. Lettera con filo di canapa e bolla pendente.

 

 

 

193

 

1665, 6 gennaio. Padova.

 

Carlo Barbarigo, vescovo di Padova, rende noto a tutti i suoi fedeli la decisione presa da papa Alessandro VII di nominare rettore di s. Sofia   Annibale Zacco.

 

NOTE: Dim. 555×415 mm. Lettera con filo serico, contenitore e sigillo del vescovo in ceralacca rossa.

 

 

 

338

 

1670, 18 aprile. Venezia.

 

Ducale del doge Domenico Contarini a Domenico Mocenigo podestà e Paolo Giustinian capitano di Padova nella quale si chiede di prendere informazioni circa una supplica presentata dalla Comunità di Monselice.

 

NOTE: Dim. 384×282 mm.

 

 

 

194

 

1671, 23 marzo. Venezia.

 

Ducale del doge Domenico Contarini che notifica al podestà di Monselice Angelo Barbaro la decisione presa dal suo predecessore Antonio Semitecolo nel 1666 riguardo l’assegnazione della dote a Vittoria moglie di Fioravanti Santini.

 

NOTE: Dim. 335×470 mm. Sigillo pendente rovinato.

 

 

 

195

 

1673, 16 settembre. Venezia.

 

Ducale del doge Domenico Contarini che notifica al podestà di Padova Alvise Sagredo l’immissione nella carica di rettore della chiesa di s. Sofia di Annibale Zacco.

 

NOTE: Dim. 300×421 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

339

 

1674, 18 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Domenico Contarini al podestà di Monselice Girolamo Barozzi   nella quale lo si informa che l’istanza presentata al Senato di poter avere un  “legno” dall’Arsenale per sostituire l’antenna che sostiene il Gonfalone nella piazza, ormai caduto, è stata accettata.

 

NOTE: Dim. 472×339 mm. La pergamena presenta alcuni buchi.

 

 

 

340

 

1678, 13 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Luigi Contarini al podestà di Monselice Bartolomeo Gritti nella quale si stabilisce che per altri 10 anni possano entrare nel consiglio della Comunità, due persone per famiglia, senza aver riguardo per altri di altre famiglie con cui avessero legami parentali di primo o secondo grado. Si aumenta inoltre il salario del Cancelliere da 40 a 60 ducati.

 

NOTE: Dim. 435×314 mm.

 

 

 

196

 

1682, 21 gennaio. Roma.

 

Breve di papa Innocenzo XI con cui si concede un’indulgenza speciale ai fedeli che frequentano la chiesa di s. Egidio a Padova durante la festa della confraternita di s. Filippo Neri.

 

NOTE: Dim. 306×397 mm.

 

 

 

341

 

1686, 26 ottobre. Venezia.

 

Ducale del doge Marco Antonio Giustinian al podestà di Monselice Francesco Balbi in cui lo si esorta a far celebrare una solenne funzione religiosa nel Duomo per quanti sono morti combattendo contro i turchi.

 

NOTE: Dim. 394×290 mm. La pergamena presenta un buco al centro.

 

 

 

342

 

1687, 18 giugno. Venezia.

 

Ducale del doge Marco Antonio Giustinian a Lorenzo Priuli podestà di Monselice nella quale si intima di riconoscere per cassiere provvisorio del Monte di Pietà il dottor Pietro Antonio Diamante, come disposto dal capitano di Padova.

 

 

NOTE: Dim. 420×248 mm. circa. La pergamena appare mancante di una striscia nella parte inferiore.

 

 

 

343

 

1691, 13 gennaio. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Morosini al podestà di Monselice Federico Marin con la quale si approva la nomina fatta dal consiglio della Comunità di Bernardo Rizzi come nuovo consigliere in luogo di Silvestro Martinengo.

 

NOTE: Dim. 420×315 mm.

 

 

 

344

 

1691, 17 febbraio. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Morosini al podestà di Monselice Federico Marin con la quale si approva la nomina fatta dal consiglio della Comunità di Francesco Merlin e Domenico Piva in luogo di Gioseffo Gambaro e Marino Zon come nuovi   consiglieri.

 

NOTE: Dim. 390×285 mm.

 

 

 

345

 

1693, 7 maggio. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Morosini al podestà di Monselice Giacomo Barozzi, nella quale lo si informa della prossima partenza del Capitano Generale e lo si sollecita affinchè induca la Comunità di Monselice a versare i 2.000 ducati promessi per tale occorrenza.

 

NOTE: Dim. 392×285 mm.

 

 

 

197

 

1698, 18 gennaio. Venezia.

 

Ducale del doge Silvestro Valier che richiede al podestà di Monselice Alessandro Minio informazioni sugli abusi delle cariche effettuati dai consiglieri della Comunità e autorizza l’entrata in consiglio di un altro membro per famiglia.

 

NOTE: Dim. 308×420 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

XVIII Secolo

 

 

 

 

198

 

1700, 19 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Mocenigo che chiede al capitano di Padova, Sebastiano Venier, che gli sia mandato il testo dell’orazione della confraternita della Morte perchè possa essere esaminato.

 

NOTE: Dim. 376×388 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

199

 

1701, 9 aprile. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Mocenigo che ordina al podestà di Monselice Alessandro Minio che venga istituita una conpagnia di fanti da usare nei casi d’emergenza.

 

NOTE: Dim. 302×418 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

346

 

1701, 21 aprile. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Mocenigo sull’offerta di 100 fanti da parte della Comunità di Monselice che, uniti ai 200 di Este, ai 200 di Montagnana e ai 300 del territorio padovano, formeranno un reggimento di 8 compagnie di 100 fanti   ciascuna.

 

NOTE: Dim. 414×276 mm. Con filo serico. La pergamena presenta alcuni buchi.

 

 

 

200

 

1702, 21 gennaio. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Mocenigo che dà ordine al capitano di Padova Stefano Querini di non applicare sanzioni alla Comunità di Monselice, mediante tasse sui suoi beni, per riscuotere i debiti di detta Comunità.

 

NOTE: Dim. 301×416 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

201

 

1702, 3 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Mocenigo che richiede al podestà di Monselice Marco Coldumer che sia posta fine alla lite sorta tra Antonio Mangoni e Matteo Bombini con la Comunità di Monselice.

 

NOTE: Dim. 185×417 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

202

 

1707, 24 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Mocenigo che informa il podestà di Monselice Marco Antonio Venier che è stato concesso per altri 10 anni l’indulto del Senato grazie al quale possono entrare nel consiglio della Comunità 2 membri per  famiglia.

 

NOTE: Dim. 280×394 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

203

 

1711, 22 gennaio. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner al podestà di Monselice Giambattista Balbi per essere informato dell’elezione nel consiglio della Comunità di Nane Merlini al posto di Francesco Gallina.

 

NOTE: Dim. 177×418 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

204

 

1712, 30 gennaio. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner al podestà di Monselice Marino Zorzi.

 

NOTE: Dim. 270×380 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

205

 

1714, 15 novembre. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner al podestà di Monselice Domenico Contarini circa la nomina di un estimatore che stabilisca la qualità e il valore dei beni della Comunità che vengono portati al Santo Monte dei Pegni.

 

NOTE: Dim. 298×420 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

206

 

1715, 23 marzo. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner al podestà di Monselice Domenico Contarini circa un contributo di 2.000 ducati.

 

NOTE: Dim. 274×390 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

207

 

1715, 31 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner al podestà di Monselice Domenico Contarini circa l’approntamento di milizie d’armati e sulla vigilanza dei cittadini circa la sicurezza del territorio.

 

NOTE: Dim. 273×390 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

208

 

1715, 19 ottobre. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner al podestà di Monselice per sollecitare la disposizione dei cittadini di Monselice alla difesa dello stato.

 

NOTE: Dim. 270×393 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

209

 

1718, 24 marzo. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner al podestà di Monselice Domenico Venier circa la riduzione del consiglio della Comunità a 20 persone, stabilendo che si ritorni presto al numero legale di 40 persone.

 

NOTE: Dim. 270×391 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

331

 

1719, 19 giugno. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner al podestà di Monselice Benedetto Balbi con la quale si notifica che nella disputa tra il nunzio della Comunità di Monselice da un lato e Giovanni ed Antonio fratelli Cortinovi dall’altra circa la   legittimità di quest’ultimi di far parte del consiglio cittadino, è stato   deliberato a favore di costoro.

 

NOTE: Dim. 323×469 mm.

 

 

 

216

 

1721, 25 luglio. Venezia.

 

Ducale del doge Giovanni Corner al podestà di Monselice Marino Zorzi sull’aumento di 15 ducati della paga del nunzio della Comunità.

 

NOTE: Dim. 300×418 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

217

1724, 12 ottobre. Venezia.

Ducale del doge Alvise Mocenigo che invita il podestà di Monselice Nicolò Corner a por fine al disordine regnante nel consiglio della Comunità e all’abuso delle cariche da parte di alcuni membri della Comunità.

NOTE: Dim. 271×395 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

218

1726, 25 marzo. Venezia.

Ducale del doge Alvise Mocenigo che notifica al podestà di Padova di sospendere per 2 mesi la sentenza espressa a favore dei comuni del circondario di Monselice contro la Comunità di Monselice, riguardo il pagamento delle   “gravezze” da versare alla camera fiscale di Padova.

 

NOTE: Riunito a fasc. Dim. 318×453 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

227

 

1728, 15 settembre. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Mocenigo rivolta a tutti i rettori e podestà, per informarli delle pene prescritte a chi arreca danni a beni pubblici e privati.

 

NOTE: Dim. 317×482 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

228

 

1730, 26 giugno. Padova.

 

Attestazione dell’entrata nel monastero di s. Maria della Misericordia di Padova di Maria Camilla Laura Querini.

 

NOTE: Dim. 318×429 mm.

 

 

 

229

 

1733, 10 aprile. Venezia.

 

Ducale del doge Carlo Ruzzini che informa il podestà di Padova del rinnovo di un livello ai canonici della cattedrale di Padova.

 

NOTE: Dim. 316×450 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

347

 

1738, 17 aprile. Venezia.

 

Ducale del doge Luigi Pisani al capitano di Padova Nicolò Lion, con la quale si concede alla Comunità di Monselice l’estensione della fiera franca a 8 giorni, con franchigia per tutto il periodo del dazio della Mercanzia.

 

NOTE: 439×308 mm. La pergamena presenta alcuni buchi. Necessità di restauro.

 

 

 

230

 

1739, 4 febbraio. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Pisani che chiede al podestà di Monselice Giuseppe Barbaro di essere informato sui disordini che regnano nel consiglio della Comunità.

 

NOTE: Dim. 131×385 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

231

 

1742, 9 febbraio. Padova.

 

Ducale del doge Pietro Grimani che comunica a Marco Antonio di Cavalli che sia concessa una dilazione da parte del Santo Monte dei Pegni alla Comunità di Monselice.

 

NOTE: Dim. 295×410 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

232

 

1749, 12 dicembre. Roma.

 

Papa Benedetto XIV concede un’indulgenza ai fedeli che frequenteranno durante le feste principali la chiesa di s. Egidio di Padova.

 

NOTE: Dim. 205×485 mm. Sigillo impresso rovinato.

 

 

 

233

 

1751, 12 marzo. Roma.

 

Papa Benedetto XIV revoca la scomunica a Filippo Bonaventura Nani, permettendogli di amministrare nuovamente i sacramenti.

 

NOTE: Dim. 226×437 mm.

 

 

 

234

 

1759, 15 marzo. Venezia.

 

Ducale del doge Francesco Loredan che invita il podestà di Monselice Bernardo Barbaro ad erigere un pennone in piazza per innalzare le insegne pubbliche.

 

NOTE: Dim. 112×381 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

330

 

1760, 9 novembre. Roma.

 

Bolla di dispensa matrimoniale di papa Clemente XIII al vescovo di Padova, relativa all’unione tra Giuseppe Bertozzo e Antonia Brigo.

 

NOTE: Dim. 234×315 mm. Con filo di canapa e sigillo di piombo pendente. La   pergamena presenta un buco sul lato sinistro.

 

 

 

235

 

1763, 3 novembre. Padova.

 

Il vescovo Alessandro Papafava immette nel canonicato di s. Giustina di Monselice Alberto Ilarione Santini.

 

NOTE: Dim. 397×632 mm. Lettera con filo serico e sigillo pendente rovinato.

 

 

 

236

 

1764, 7 aprile. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Mocenigo che notifica al provvisore di Padova l’immissione nel possesso delle prebende del canonicato di s. Giustina di Monselice del rev. Alberto Ilarione Santini.

 

NOTE: Dim. 298×427 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

237

 

1771, 23 luglio. Venezia.

 

Ducale del doge Alvise Mocenigo in cui si attesta che Pietro Maggia agisce per conto di Giuseppe Nani.

 

NOTE: Dim. 164×216 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

238-239

 

1777, 7 maggio. Padova.

 

Baldassarre Bellato, arciprete di Monselice, è nominato dottore in teologia all’università di Padova.

 

NOTE: Riunito a fasc. Dim. 219×161 mm.

 

 

 

240-241

 

1782, 12 dicembre. Padova.

 

Pietro Branchini del fu Domenico, di Monselice, è nominato dottore in filosofia e medicina all’università di Padova.

 

NOTE: Riunito a fasc. Dim. 219×161 mm.

 

 

 

242

 

1787, 28 luglio. Venezia.

 

Ducale del doge Polo Renier al podestà di Monselice Giovanni Domenico Valier circa la riscossione dell’ordinario Sussidio annuo dovuto all’erario pubblico.

 

 

NOTE: Dim. 252×366 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

243

 

1789, 22 aprile. Venezia.

 

Ducale del doge Ludovico Manin che invita il podestà di Monselice Giacomo Corner a non concedere l’uso della loggia pubblica a commedianti e ciarlatani in quanto disturbano le funzioni sacre nella vicina chiesa di S. Paolo.

 

NOTE: Dim. 287×403 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

244

 

1791, 13 agosto. Venezia.

 

Ducale del doge Ludovico Manin al podestà di Monselice Girolamo Pizzamano circa la riscossione del Sussidio annuo da versare all’erario pubblico.

 

NOTE: Dim. 248×366 mm. Lettera con sigillo pendente impresso.

 

 

 

245

 

1792, 26 (…). Venezia.

 

Ducale del doge Ludovico Manin al podestà di Monselice Marco Riva circa la riscossione del Sussidio ordinario annuo.

 

NOTE: Dim. 245×364 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

246

 

1793, 20 luglio. Venezia.

 

Ducale del doge Ludovico Manin al podestà di Monselice Caterino Balbi circa la   riscossione del Sussidio ordinario annuo.

 

NOTE: Dim. 245×364 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

247

 

1794, 26 luglio. Venezia.

 

Ducale del doge Ludovico Manin al podestà di Monselice Caterino Balbi circa la   riscossione del Sussidio ordinario annuo.

 

NOTE: Dim. 246×364 mm. Lettera con sigillo pendente rovinato.

 

 

 

248

 

1795, 1 gennaio. Venezia.

 

Il Provveditore alle lagune Giacomo Nani nomina capitano ispettore delle barche di Burano Antonio Novello.

 

NOTE: Dim. 262×384 mm.

 

 

 

249

1796, 17 dicembre. Monselice.

Ducale per tre quarti danneggiata, non compare il nome del doge e quello del podestà. In un lato della pergamena risulta una nota datata 17 dicembre 1796.  Monselice.

NOTE: Dim. 205×281 mm.

 

XIX Secolo

 

250

1815, 8 luglio. Roma.

Papa Pio VII concede un’indulgenza ai fedeli della chiesa di s. Paolo di Monselice.

NOTE: Dim. 140×245 mm. Con sigillo impresso rovinato.

 

 

251

1815, 6 settembre. Roma.

Papa Pio VII concede un’indulgenza ai fedeli della chiesa di s. Paolo di  Monselice.

NOTE: Dim. 137×415 mm. Con sigillo impresso rovinato.

 

252

1815, 19 settembre. Roma.

Papa Pio VII conferma l’indulgenza concessa ai fedeli che frequentano la  chiesa di s. Paolo di Monselice.

NOTE: Dim. 187×420 mm.


[1] Il lavoro di ordinamento è stato eseguito inizialmente Renato Ponzin, continuato da Mauro Vigato e da altri studiosi coordinati da Flaviano Rossetto. Si auspica un nuovo incarico per concludere il lavoro. Si invitano quanti utilizzeranno il presente elenco a citare correttamente il sito. Un ringraziamento agli eredi Celso Carturan per la preziosa donazione di molte pergamene.

Per un primo approccio  alla storia di Monselice può essere utile:

http://www.ossicella.it/monselice/consoli-podesta-e-sindaci-dal-1100-al-2020/

http://www.monseliceantica.it/storia-del-comune-di-monselice-nelle-carte-darchivio/

 

 


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