Gli scavi archeologici 2026 sulla Rocca, coordinati dalla prof. Alexandra Chavarria dell’università di Padova, sono iniziati lunedì 14 settembre ’26 e terminati venerdì 9 ottobre. Le indagini, svolte su concessione del Ministero della Cultura nell’ambito delle attività promosse dalla Regione del Veneto e da Veneto Edifici Monumentali srl, intendono approfondire la conoscenza di uno dei complessi monumentali più importanti del territorio veneto.
Uno dei principali obiettivi della campagna 2026 è stato la continuazione dello studio del grande cimitero medievale individuato a sud della chiesa di Santa Giustina, un’area che nel XIII secolo fu profondamente modificata dalla costruzione del mastio federiciano.
Lo scavo delle tombe permetterà di ricostruire meglio l’organizzazione e le diverse fasi di utilizzo del cimitero, ma anche di conoscere più da vicino le persone che vissero sulla Rocca durante il Medioevo.
I resti scheletrici saranno sottoposti ad analisi bioarcheologiche per raccogliere informazioni sull’origine geografica degli individui, eventuali rapporti di parentela, alimentazione e condizioni di salute. Gli studi potranno inoltre fornire, quando possibile, elementi sulle cause della morte.
Un secondo fronte di ricerca riguarda invece un grande edificio individuato nell’area nord-occidentale della Rocca. Le precedenti campagne hanno portato alla luce una costruzione medievale di notevoli dimensioni, con pianta rettangolare e associata a una torre. I nuovi scavi serviranno ad approfondirne caratteristiche, funzione e rapporto con le altre strutture del complesso.
Le nuove conoscenze raccolte durante la campagna potranno contribuire anche al futuro rinnovamento degli spazi espositivi del mastio, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della Rocca come luogo di storia, ricerca e partecipazione.
Le giornate previste “per avvicinare il pubblico al patrimonio culturale” tramite delle visite guidate si sono svolte l’1, il 4 e il 7 ottobre. Tanta è stata la partecipazione del pubblico. La campagna ha coinvolto complessivamente trenta studenti dell’università di Padova provenienti da ben quattro continenti: Africa (Senegal), America (Stati Uniti), Europa (Italia e Spagna) e Asia (Birmania), organizzati in turni con una presenza media sul cantiere di una quindicina di partecipanti.
IL FUTURO DEGLI SCAVI
Durante le visite la prof. Alexandra Chavarria ha dichiarato di essere stata interpellata per contribuire alla progettazione di spazi espositivi attorno al mastio. Buon segno per far conoscere la storia millenaria della Rocca di Monselice. La Rocca si conferma così un importante laboratorio didattico sul campo, nel quale gli studenti possono apprendere direttamente i metodi dello scavo stratigrafico, della documentazione archeologica e dello studio dei reperti. L’integrazione di questi dati permetterà di ricostruire la vita dell’insediamento nelle sue diverse fasi e di comprendere come la Rocca sia cambiata nel corso dei secoli. Speriam0 che presto sulla Rocca vengano istallati spazi espositivi, oggi più facilmente accessibili grazie alla nuova scala recentemente inaugurata.
I FILMATI SUGLI SCAVI
Purtroppo non è stata organizzata la solita conferenza di chiusura, ma sono stati realizzati ottimi video che illustrano le ricerche in corso effettuati da ArchaeoReporter.
Un secondo video trovato nel web realizzato da centro studi55 riprende anch’esso gli scavi con nuove immagini.
Monselice 12 ottobre 2016
