Itinerario turistico Monselice città murata: le sette porte medievali

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Itinerario turistico

Monselice città murata: le sette porte medievali*

Introduzione

Il nostro territorio è assai denso di attrazioni storico-paesaggistiche da conoscere, visitare e dalle quali rimanere incantati. Nell’area euganea, nella Bassa Padovana in particolare, tra boschi di castagno, uliveti e vigneti spiccano numerose testimonianze artistiche e reperti storici che, dalla Preistoria al Rinascimento, hanno lasciato un tratto indelebile e distintivo che ancor oggi richiama a se numerosi turisti. Le città più dense di storia e di bellezza in quest’area sono proprio: Monselice, Este e Montagnana; perle architettoniche che sorgono in affascinanti e quasi poetiche località. Monselice ha una grande storia da raccontare. Le mura che possiamo ammirare oggi sono solo una parte di ciò che era nel Medioevo quest’antica città guerriera.

Da ogni angolazione possiamo ammirare imponente il Mastio, fatto costruire da Federico II di Svevia. Lo vediamo circondato da tre giri di bastioni e in origine (cinque) cinta murarie che avvolgevano la città stessa, due andate perse e le rimanenti in parte visibili ancora oggi.

Monselice è situata nella provincia di Padova a 22 Km dal capoluogo, sul versante meridionale dei Colli Euganei. Si può raggiungere:

  • in auto

da Padova 22 Km,

da Rovigo 20 km,

da Ferrara 55 Km;

da Bologna 88,6 Km (A13 Bologna-Padova uscita Monselice, oppure SS16)

da Mantova 78 Km (SS 10 da Mantova).

  • in treno

da Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Bologna linea FS Bologna –Venezia stazione di Monselice,

da Mantova Mantova-Monselice. www.trenitalia.it

  • in aereo

Aeroporto di Venezia ca. 67 Km: www.veniceairport.it;

Aeroporto di Verona ca. 140 Km: www.aeroportoverona.it;

Aeroporto di Bologna ca. 110 Km:www.bologna-airport.it;

Aeroporto di Treviso ca. 130 Km: www.trevisoairport.it

Itinerario Monselice città murata: le sette porte medievali

Percorso: Campo della Fiera, via Argine Destro, via Dante, piazza Mazzini, vicolo delle Mura, piazza Ossicella, piazza San Marco, via Tortorini, via Buggiani, Largo Carpanedo, via Cadorna, via Santarello, via Tassello, via San Martino, via Santo Stefano, via del Santuario, via XXVIII aprile, Campo della Fiera

Durata media: due ore

Lunghezza: 1,7 km

Difficoltà: facile

Ciò che andremo a vedere oggi riguarda proprio le mura di Monselice e in particolare le numerose porte che erano collocate lungo la cinta. In origine erano tre: Porta Padova (a nord), Porta San Marco (a sud) e Porta San Martino (a est). Ci risulta poi che attorno al 1600 se ne fossero aggiunte altre due: Porta Pescheria o delle navi (a ovest) e Porta Vallesella (a sud). Non appena la città di Monselice cessò di essere una fortezza militare, vennero integrate due ultime porte: Porta Camin (a ovest) e Porta Carpanedo (a sud). Non va scordata anche Porta della Giudecca (a nord), utilizzata dalla comunità ebraica.

Il nostro itinerario ha inizio dal Campo della Fiera, parcheggio di riferimento della città e facilmente raggiungibile dalla stazione dei treni percorrendo via Trento Trieste, superando il ponte sul canale Bisatto e svoltando a sinistra per via Argine Destro. Il piazzale si trova un centinaio di metri più avanti, sulla destra. Spostandoci leggermente verso est troviamo i giardini Auser, che ospitano oggi un parco giochi e un piccolo punto ristoro. Qui è ancora possibile ammirare la maestosa cinta medievale che risale verso il colle della Rocca. Più o meno in corrispondenza del varco che oggi consente l’ingresso al centro storico tramite via XXVIII aprile doveva sorgere Porta Padova. Essa passava sotto una grossa torre in cui era ricavato un grande arco acuto: nella sommità era scolpita una croce che rappresentava la città di Padova. Per motivi di incolumità e sicurezza la Porta ha subito diverse modifiche, fino alla totale demolizione; motivo per cui ciò che ne resta oggi è gran poco rispetto all’originale. La sua imponenza è rimasta comunque e permette al visitatore d’immaginare la grandezza del passato. Restando in Campo della Fiera, il nostro sguardo si dirige poi verso la seconda porta: quella della Giudecca. Tuttora visibile, era situata tra porta Padova e porta Camin. Era un accesso di secondaria importanza e veniva utilizzato dalla comunità ebraica che in quel posto aveva il suo quartiere. Dato l’uso limitato ed esclusivo, non venne mai annoverata tra le vere e proprie porte della città.

Si lascia Campo della Fiera e si procede lungo via Argine Destro. All’altezza di via XI febbraio sorgeva Porta Camin, una delle più antiche della città. Consentiva agli abitanti del Montericco e dei colli di entrare nella città da ovest. Con lo scavo del canale Bisatto compiuto tra i secoli XII e XIV il passaggio divenne difficoltoso, tanto che per accedere alla città da quella porta era necessario utilizzare una barca o una passerella. Per questo motivo fu chiusa nel 1550 e il traffico dirottato verso porta Padova: oggi non esiste più. La torre e la sottostante porta infatti furono demolite nel 1882 con l’apertura della nuova via XX settembre che attraverso il ponte di ferro conduce alla stazione ferroviaria.

Si prosegue poi dritti fino al termine della via. Qui, tra piazza Mazzini e il ponte della Pescheria, c’era appunto Porta della Pescheria. Aveva due ingressi di legno e una passerella a fianco, un ponte levatoio e cancelli. Confinava con la bellissima Torre dell’orologio, la cui costruzione sembra sia stata disposta direttamente da Federico II, che continua ancora oggi a incantare visitatori e cittadini a ogni suo rintocco. La porta venne demolita il 15 luglio 1825 a causa del passaggio per Monselice dell’imperatore d’Austria Federico I. A portare il visitatore in un’atmosfera medievale sono anche i merli, ghibellini sulla torre e guelfi sulle mura.

Da piazza Mazzini, salotto cittadino, si imbocca vicolo delle Mura, uno dei più belli e caratteristici di Monselice: passando sotto la cinta muraria sembra di tornare al Medioevo. Dopo un centinaio di metri davanti al visitatore si apre piazza Ossicella, collegata tramite via Roma a piazza San Marco, quasi di fronte al Municipio. Qui sorgeva l’omonima quarta porta cittadina. Anticamente situata sulla strada che conduceva ad Este, divenne rifugio per i malintenzionati e venne fatta demolire nel 1819. Scavi recenti ne hanno fatto emergere le imponenti fondamenta.

mura di piazza mazzini

Costeggiando la sede Comunale si continua su via Roma fino alla rotatoria davanti al Duomo; si svolta quindi a sinistra su via Cadorna. In breve sempre sulla sinistra si giunge a Porta Carpanedo, nei pressi dell’istituto scolastico Poloni. Questa porta, ancora oggi visibile seppur ristrutturata in epoca moderna, passava per una torre di un solo arco con ponte levatoio. Fu aperta durante il dominio della Serenissima tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600. Venne chiusa nel 1730 o 1740. Secondo alcuni fu chiusa per volere della nobile famiglia dei Venier allo scopo di allargare lo spazio della Villa che avevano li vicino. (Poloni). La chiusura della porta causò le proteste della popolazione che considerava un abuso l’azione dei Venier. Furono mosse molte azioni legali, con scarsi risultati. Proseguendo per Via Cadorna, subito dopo l’attuale stazione delle corriere era collocata Porta Vallesella di cui oggi non rimane praticamente nulla. Tra le più antiche, era situata al termine dell’attuale via Santarello, di fronte all’ex ospedale civile. Aveva due porte con saracinesche ed era difesa da due torri. Fu costruita nel periodo di dominio della Serenissima e demolita, perchè ritenuta pericolosa, dalla famiglia Duodo nel 1827. Poco più avanti sulla sinistra nei pressi di una fabbrica oggi dismessa si intravedono ancora i resti dell’antica cinta muraria. Tornando all’incrocio tra Via Cadorna e via Santarello si imbocca quest’ultima per giungere quasi di fronte alla Chiesa di San Martino: qui ci si potrà riposare all’ombra del suo grazioso spiazzo alberato. Proprio in questo quartiere era situata Porta San Martino: settima e ultima porta, posta a Est, che portava a Conselve. Era una delle tre porte antiche che portavano al castello.

Aveva una sola arcata con porta di legno e ponte levatoio. Durante la sua demolizione avvenuta nel 1830 per opera del comune, si rinvennero dei manufatti che lasciavano supporre che per quella via passasse il fiume Vigenzone. Superando la chiesa e raggiungendo il semaforo in fondo alla via è possibile intravedere una parte delle antiche mura che dal colle della Rocca scendevano fino alla porta. Da qui si prende la suggestiva via Santo Stefano, che corre lungo le pendici del monte, e la si percorre tutta fino ad arrivare in via del Santuario. Si scende poi verso la fontana di Botta, tra l’ufficio turistico ed il museo San Paolo. Infine si imbocca via XXVIII aprile e in breve si torna al punto di partenza.

 

¢ A cura dei volontari del servizio civile assegnati alla biblioteca di Monselice  (settembre 2019)

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