La protesta delle donne per il buono-riso

Nella primavera-estate del 1917, la scarsità di generi alimentari quali riso e farina di granoturco si fece sentire in tutta la bassa Padova. Lo studioso Selmin nel suo ‘Atlante’  documenta  la protesta delle donne che si diffondeva di paese in paese.  A Bagnoli di Sopra il 15 gennaio 1917: “Oltre 100 donne – riferisce il Prefetto – inseguirono e inveirono contro assessore municipale  incolpandolo di essersi pronunciato favore della continuazione guerra.  Episodi simile a Solesino dove 400 donne e ragazzi protestarono per la mancanza di generi alimentari. Nello stesso mese toccò anche a Monselice. Qui un’ottantina di donne protestarono per la mancata distribuzione dei buoni per il riso lanciando sassi che infransero le finestre del Municipio. A stroncare il movimento di protesta femminile provvidero la rapidità della repressione e la severità delle magistratura.

Dopo la rotta di Caporetto (ottobre 1917) il problema della propaganda nelle campagne sarebbe stato affrontato con ben maggiore impegno. Ma nella Bassa le conseguenze di quella momentanea sconfitta furono molteplici e di vaste proporzioni

 


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