
Il Gabinetto di lettura ha raccolto e conservato numerose testimoniane storico-artistiche della città di Monselice provenienti – anche – dalle collezioni dell’abate Stefano Piombin, e ora in parte conservate alla PEEM (Via Emilia, 15 MONSELICE). Alcune info sul Piombin [ clicca qui…]. Il tesoretto era composto da monete antiche (romane e medievali), quadri antichi e moderni : ( Pietro Bonati) e da quasi 10.000 libri. Purtroppo la collezione è stata visitata dai ladri in più occasioni.

LA COLLEZIONE NUMISMATICA
Il Gabinetto di Lettura di Monselice possedeva 183 monete antiche e una ventina di Medaglie provenienti – quasi sicuramente – dalla raccolta del sacerdote e antiquario ottocentesco Stefano Piombin. La collezione numismatica copre un arco cronologico compreso tra l’ultimo trentennio del I secolo a .C. e il secolo scorso d.C.
Pur in assenza di una documentazione precisa circa la loro provenienza non si esclude che molte di esse abbiano fatto parte della collezione Piombin. Il gruppo più antico appare costituito da 7 esemplari di età augustea tra cui si segnalano due quinari d’argento, alcuni assi e un dupondio di bronzo, in cui compaiono i nomi dei tresviri monetales, i magistrati incaricati dal senato romano delle emissioni monetali.
Bene attestato appare il numerario di bronzo coniato sotto l’impero di Tiberio, Caligola, Claudio, Vespasiano, Tito e Domiziano (13 esemplari) mentre quantitativamente minori risultano invece le monete riferibili al Il secolo d.C. (4 esemplari), al III secolo d.C. (2 esemplari) e al IV secolo d.C. (3 esemplari).
Nel complesso questo gruppo non ha caratteristiche di rarità anche se si segnalano alcuni esemplari dalle connotazioni particolari. Si tratta, nello specifico, dei due quinari di Augusto contrassegnati sia al dritto che al rovescio da alcune punzonature eseguite da privati probabilmente allo scopo di verificare la bontà dell’argento e da altre due monete, un asse di Traiano e un dupondio di Marco Aurelio che presentano invece una martellatura del bordo per renderle, forse, pedine da gioco. Il foro su un asse infine ne segnala il reimpiego” come pendaglio di braccialetto o di collana, seconda una moda ancor oggi invalsa. Vedi la scheda specifica [ clicca qui…]

Il precario stato di conservazione di molti di questi esemplari depone a favore di una loro provenienza locale a testimonianza in particolare della fase romana di Monselice dalla fine della repubblica al tardo impero.
Un altro gruppo omogeneo è costituito da 30 esemplari di monete veneziane in argento – tra cui si segnala un denaro del Doge Lorenzo Tiepolo – e soprattutto in rame, databili dal XV secolo agli ultimi anni Serenissima, esemplificativi invece del circolante minuto in uso anche a Monselice.
Altre serie significative sono rappresentate dalle 17 monete del Regno Pontificio, del Regno Lombardo Veneto, dalle 42 monete della dominazione Austriaca. Un nucleo a sé stante infine è formato da 42 monete italiane e straniere, dal XVI al XIX secolo, contribuiscono ad accrescere l’eterogeneità della collezione.

MEDAGLIERE DELLA BIBLIOTECA ANTICA
La raccolta è composta da una ventina di medaglie – molto eterogenee – sistemate in una bella vetrinetta ottocentesca che contiene anche i resti della divisa del colonello Giacomo Zanellato. Ricordiamone alcune. Medaglia celebrativa di Antonio Canova (1827); Medaglia di Vittorio E. II (1871) ; Medaglia incoronazione di Ferdinando I (1838) ; Medaglia della Resistenza veneziana dagli austriaci D. Manin (1849); Medaglia commemorativa di Radetzky (1848); Medaglia commemorativa della Regina inglese Vittoria (1851) ; Medaglia celebrativa della V giornate di Milano (1848) ; Medaglia commemorativa del V centenario di Francesco Petrarca (1874 ?). Etc. . Di rilevo la medaglia commemorativa di Pietro Ceoldo [ Clicca qui ]
Elenco di tutte le medaglie in PDF [ clicca qui…]


Meriterebbero si essere esposte al pubblico.
CIMELI DEL COLONELLO GIACOMO ZANELLATO

Per testamento il colonello ha lasciato la sua divisa e la spada (ora dispersa) al comune di Monselice. Una breve storia del colonello è disponibile qui sotto o bel mio libretto qui in PDF [ Clicca qui…]
Nasce il 17 aprile 1786 a Monselice, da Domenico e Maddalena Perazzolo. Nonostante il suo vero cognome sia Lunardi, viene indicato in tutte le monografie di storia patria con quello di Zanellato, con il quale sempre si firma. E’ figlio di contadini fittavoli della nobile famiglia Santonini. Per raccomandazione del conte Santonini di Padova, nel 1805 entra a far parte del Corpo delle guardie d’onore del Regno Italico. Con il grado di “Maresciallo d’alloggio” prende parte alla battaglia di Wagram nell’809, in cui Napoleone sconfigge l’arciduca Carlo d’Asburgo. Nell’aprile dell’812 fa parte dell’armata italiana per la spedizione in Russia, distinguendosi nelle battaglie di Witebsko, Boradino, Smolensko e Malajaroslawetz. Il 26 novembre combatte per 24 ore consecutive presso uno dei due ponti sul fiume Beresina. Dopo aver percorso novemilacinquecento chilometri, arriva a Milano il 12 marzo 1813. Il 24 novembre viene nominato capitano, e combatte valorosamente contro gli austriaci a Villacco e a Lubiana. L’8 febbraio del ’14 si distingue per l’ardimento nella battaglia di Goito, vinta dalla ricostruita armata italiana. Caduto il Regno Italico, rifiuta sdegnosamente ogni proposta di entrare nell’esercito austriaco, e ritorna, perduto anche il diritto alla pensione, all’umile lavoro dei campi. Per la sua fama di valoroso e competente ufficiale napoleonico, nel ’48 viene invitato ad assumere il comando della Guardia Civica di Vicenza, alla cui difesa partecipa con slancio eroico, nonostante i suoi sessantadue anni compiuti, meritandosi il titolo di “difensore di Vicenza” . Con il grado di colonnello comandante la III legione “Brenta e Bacchiglione”, contribuisce notevolmente alla prolungata difesa di Venezia. Dall’autunno del ’49 fino agli inizi del ’66 vive in solitudine, coltivando un fondo in affitto alle pendici del monte Ricco, nel comune di Monselice.
Ricongiunto il Veneto all’Italia, ha l’onore di essere ricevuto dal re Vittorio Emanuele II a Padova il 6 settembre 1866, e il 18 novembre a Vicenza sorregge la bandiera della città decorata dal re con medaglia d’oro. Gli ultimi anni della sua vita sono funestati da lutti domestici, specialmente dalla morte dell’unico figlio maschio, che lascia cinque orfani in tenera età. Si spegne a Monselice il 27 settembre 1879. La sua salma è sepolta nel famedio del cimitero di Vicenza. ( Da un libretto del Carleschi)
Uno studio dello storico Tiziano Merlin ha fatto chiarezza sul nostro colonello che frequentava i salotti della piccola borghesia padovana assieme al conte Widmann.


I RITRATTI DI PIETRO BONATI
Al Gabinetto sono stati donati dal Piombin due ritratti di Pietro Bonati, uno del colonello Zanellato e l’altro dell’abate Stefano Piombin



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