La scala per accedere al Mastio federiciano di Monselice: storia e il nuovo progetto 2025

Storia della scala per accedere al Torrione

Il Torrione fu costruito  per volontà dell’Imperatore Federico II  in visita a Monselice nel 1239. La costruzione militare, organizzata su più piani, fu realizzata completamente in blocchi di trachite, la base troncopiramidale non presenta nessun accesso al piano terra, l’unico accesso tuttora possibile è in quota a otto metri d’altezza. La struttura risulta ancora oggi inserita in un complesso di fortificazioni, le cui parti più antiche vengono fatte risalire al  VI secolo ai tempi dei bizantini.
Oggi all’interno del Mastio è allestito un piccolo museo delle
fortificazioni. Utile la lettura della scheda sul torrione che potete trovare qui [ Clicca qui…]. 

Come facevano l’imperatore e i soldati a salire in cima al torrione ?

Il Torrione era nel Medioevo il posto di comando del capitano della fortezza. Dal mastio poteva vedere le mura e ordinare le contromisure per respingere gli attacchi. Era alto circa 15 metri e non aveva porte per entrare. Utile la lettura della scheda sul torrione che potete trovare qui  [ Clicca qui..]
Il Mastio non ha porte, ma lì vicino si sono conservati i resti di una seconda torre – che in origine era il campanile della vecchia chiesa di Santa Giustina. Per entrare all’interno, tra il vecchio campanile e il mastio veniva steso – in alto – un ponte aereo di legno e di corde  (una specie di ponte tibetano) dal quale si poteva entrare nel torrione attraversando una porta/finestra. ( La vera porta d’accesso alla torre). In caso di guerra il ponte veniva distrutto rendendo praticamente impossibile ai nemici l’accesso al mastio. I soldati al suo interno potevano solo sperare nell’arrivo di rinforzi, ma non sempre arrivavano.  In questo caso c’era solo due soluzioni: arrendersi subito e pagare un riscatto o aspettare religiosamente la morte certa.
Si vede bene nella foto qui sotto il ponte aere0 appoggiato a una seconda torre, forse il campanile della vecchia chiesa. La base di questa seconda torre è ancora visibile sul posto.

 

Ai tempi di Federico II si saliva al mastio da una torre laterale che accedeva ad un ponte aereo che poteva essere distrutto in caso di attacco.

 

La scala a scalino sporgente

Successivamente (non sappiamo quando) furono praticati dei ‘fori’ direttamente sui blocchi di trachite per alloggiare dei gradini di una scala esterna. Probabilmente terminato l’uso militare nel mastio (fine ‘500) si è sperimentato un sistema più semplice per salire fino alla finestrella in alto d’accesso alla torre.
Qui sotto i disegni ottocenteschi che mostrano i fori nei quali venivano infilati i gradini, forse di legno.
 
 
I buchi sulla torre nei quali venivano fissati dei  gradini di legno. In alto altri fori per un soppalco d’accesso sotto la finestrella d’accesso
 
 
Un disegno a colori del torrione con evidenziati i fori praticati per inserirvi i gradini, la struttura nello schizzo sembra disabitata e abbandonata. Viene segnata anche l’altezza: m 15.10 (!)
 

Durante la prima guerra mondiale i militari utilizzarono il mastio come posto di avvistamento per intercettare gli aerei che potevano bombardare Monselice. Per fortuna non si verificò nessun attacco. Singolare la scala che fu realizzata utilizzando i fori esistenti sui blocchi di trachite che si vede nella foto.

 
Torrione durante la Prima guerra Mondiale con la scala d’accesso sporgente. Nel nuovo progetto 2025 sarà simile, ma si svilupperà su due lati.

Nel dopoguerra i giovani di Monselice salivano utilizzando degli agganci in ferro cementati nei blocchi di trachite. Era anche una prova di abilità assai rischiosa: nell’ultimo tratto era necessario, per gli improvvisati scalatori, lanciarsi velocemente all’interno della torre.

La stessa situazione si ripeteva all’uscita, con il cuore che batteva forte fino a trovare l’aggancio, o lo scalino, giusto per poter scendere.

Cadere da dieci metri era il rischio che si correva… ma eravamo giovani.

In cima al Torrione era stata collocata una piccola statua della Madonna. I più temerari avevano persino montato in cima una tenda da campeggio, dentro la quale passavano la notte.

Era consuetudine fare qualche grigliata attorno al Torrione. La Società Operaia organizzava allegre gite attorno all’antica torre.

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Negli anni ’60-70 si saliva utilizzando dei ganci in ferro cementati direttamente sui blocchi di trachite.

Il Museo delle fortificazioni.

Attorno al 2000 è stato realizzato, su impulso di Aldo Businaro, all’interno del Torrione, un piccolo  Museo delle fortificazioni, su progetto della ditta ArcheoEd, in collaborazione con lo Studio Parisotto e Formenton di Padova.  I progetti e qualche foto sono ancora presenti nel sito qui sotto.

Riportiamo alcune tavole del progetto della ditta ArcheoED dato il valore storico dell’iniziativa.

 

 

 

Per visitare il museo venne sistemata a fianco del torrione con una scala da cantiere (nella foto). Non era molto bella, ma permetteva ai monselicensi e non, di visitare l’interno del Torrione e apprezzare l’allestimento realizzato con effetti visivi e sonori dell’antico maniero. 

 

La scala da cantiere che permetteva ai turisti di salire all’interno del Mastio utilizzata fino al 2017.

 

Smontaggio della scala

L’improvvisata scala da cantiere effettivamente era brutta e anche pericolosa. Dall’ottobre 2017 la Regione Veneto ne proibì l’uso e subito dopo venne smontata con l’obbiettivo di sostituirla con una nuova che fosse anche meno impattante. Ma i tempi si dilatarono per motivi burocratici. Da allora si sono susseguiti diversi incarichi di progettazione per una nuova scala, ma di fatto la Soprintendenza bloccò tutti i progetti. Nessuno poteva  accedere  al mastio e le proteste in città furono molte e rumorose.

Finalmente nel 2025  la Soprintendenza approvò un nuovo progetto, così come gli altri enti competenti. Successivamente il Parco Colli e il Comune di Monselice rilasciarono il nulla osta di compatibilità con il Piano ambientale e urbanistico. 

Presentazione del nuovo progetto dell’architetta Gloria Manera, con l’Ingegnere Siro Andrich

Lunedi 29 settembre 2025 presso la biblioteca al castello è stato presentato il nuovo progetto della scala d’accesso al Mastio Federiciano, atteso da anni dalla comunità. Una sfida progettuale con un investimento di 300mila euro. Il progetto prevedeva una scala esterna che avvolgeva la torre senza toccarla. La struttura in acciaio crudo, completamente autoportante e reversibile, poggerà su una piattaforma superficiale di trenta centimetri, senza intaccare il terreno archeologico e sarà fissata in alto sulla – tradizionale – finestra d’entrata al Torrione. Gli scalini saranno distaccati dalla muratura medievale – di alcuni centimetri –  per preservarne l’integrità. La nuova scala circonderà due lati  della torre senza danneggiarla riprendendo la soluzione dei militari della prima guerra.

La nuova scala è stata progettata dell’architetta Gloria Manera, con l’Ingegnere Siro Andrich con una configurazione speciale, studiata appositamente per integrarsi con l’architettura del Mastio Federiciano e rispettarne il valore storico e paesaggistico. Le dimensioni degli elementi di carpenteria, unite alla posizione del sito e alla complessità della struttura, richiedono il ricorso al trasporto aereo per consentire il corretto posizionamento dei componenti.

Durante la presentazione del progetto  –  l’assessore regionale Calzavara – dichiarò  che ‘Monselice rappresenta un gioiello di cui essere orgogliosi,  un territorio che ha saputo crescere e che oggi si proietta ad accogliere numeri turisti, sfruttando in positivo il proprio passato’.

Una volta completate le pratiche e definiti i tempi tecnici, il cantiere è iniziato nel mese di ottobre 2025 nella speranza di restituire velocemente ai turisti, ai residenti e ai visitatori la possibilità di accedere nuovamente al monumento più rappresentativo di Monselice.

La scala del Torrione è arrivata in elicottero

Giovedì 4 giugno 2026, un elicottero ha sorvolato la città di Monselice attirando l’attenzione di tutti. Il velivolo aveva il compito di trasportare pezzi della nuova scala di accesso al Mastio Federiciano, dal parcheggio della Cava della Rocca fino alla sommità del colle. Il forte rumore dell’elicottero e il continuo andirivieni tra il centro e la sommità hanno richiamato l’attenzione di numerose persone, che si sono fermate a osservare l’insolita operazione.

Più volte l’elicottero ha fatto la spola tra la Cava della Rocca e il torrione, con un lungo cavo sospeso nel vuoto al quale erano agganciati i diversi componenti della struttura, via via accatastati vicino al mastio. Nei giorni successivi i singoli pezzi sono stati posizionati con precisione attorno all’antica torre – Foto Piergiorgio Vlaniri

 

Elicottero in volo (Foto PG Vlaniri)

LA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA SCALA

Il 18 settembre 2026, dopo un anno di lavori,  è stata inaugurata la nuova scala di accesso al Mastio Federiciano della Rocca di Monselice: un intervento che rende nuovamente accessibile uno dei luoghi più significativi del complesso monumentale.
Un’opera progettata nel rispetto del monumento: autoportante, indipendente dalla muratura storica e completamente reversibile, realizzata con soluzioni tecniche particolari per lavorare in un contesto di grande valore storico e paesaggistico.
La Regione del Veneto sta investendo per la sicurezza, la conservazione, il recupero funzionale, l’accessibilità e la valorizzazione dell’intero complesso della Rocca. Un patrimonio che ci teniamo diventi sempre più fruibile, conosciuto e capace di accogliere attività culturali e turisti ( Comunicato stampa della Regione).

 

Inaugurazione, al centro, l’assessore Filippo Giacinti e il Sindaco di Monselice Franco Ennio

 

 

 

La nuova scala progettata dell’architetta Gloria Manera, con l’Ingegnere Siro Andrich

 

Il comunicato stampa della Regione

È stata inaugurata questa mattina (venerdi  18 settembre 2026) la nuova scala di accesso al Mastio Federiciano della Rocca di Monselice. Un intervento del valore di 300 mila euro che consente di migliorare sensibilmente la fruibilità di uno dei luoghi simbolo del complesso monumentale e di restituire pienamente all’accessibilità la fortezza medievale che domina il Colle della Rocca.

“In un luogo di straordinario valore storico e architettonico come la Rocca di Monselice – ha sottolineato l’assessore regionale al Patrimonio, Filippo Giacinti – intervenire significa prima di tutto prendersi cura di ciò che esiste e trovare soluzioni capaci di coniugare conservazione e accessibilità. La struttura è completamente autoportante, indipendente e distaccata dalla muratura storica: è stata realizzata in acciaio e progettata in modo da integrarsi con il Mastio senza alterarne le caratteristiche. Gli unici punti di appoggio sono il pianerottolo di partenza e quello di arrivo e, per quest’ultimo, sono state utilizzate aperture già presenti nella muratura, evitando nuovi ancoraggi e ulteriori modifiche al manufatto”.

La realizzazione dell’opera – è stato evidenziato nel corso della presentazione dell’intervento – ha richiesto soluzioni tecniche particolari, legate alla conformazione del colle e alla difficoltà di raggiungere la sommità della Rocca. Gli elementi della carpenteria, considerate le loro dimensioni, sono stati prima assemblati e verificati a terra e successivamente trasportati e posizionati con l’elicottero. È stata una modalità operativa complessa, ma necessaria per lavorare nel pieno rispetto del contesto monumentale e paesaggistico. “Oggi, al termine di questo percorso, – ha aggiunto l’assessore – abbiamo una nuova infrastruttura che permette di raggiungere il Mastio e che può contribuire a valorizzarlo anche come straordinario punto panoramico sulla città di Monselice e sul territorio circostante. Particolarmente significativo è anche il fatto che l’intervento sia completamente reversibile. La scala può infatti essere rimossa in qualsiasi momento senza arrecare danni alle strutture monumentali e alle preesistenze archeologiche”.

Nel corso dell’inaugurazione l’assessore Giacinti ha inoltre sottolineato come la nuova scala rappresenti “un tassello di un programma più ampio che la Regione del Veneto sta portando avanti per la Rocca di Monselice, con l’obiettivo di intervenire contemporaneamente sulla sicurezza, sulla conservazione, sul recupero funzionale degli spazi e sull’accessibilità dell’intero complesso con uno stanziamento di oltre 4,4 milioni di euro”. 

Gli interventi in corso, al centro di una strategia complessiva, riguardano il Castello Cini e il Palazzo della Biblioteca, il recupero degli spazi dell’ex Palazzo della Biblioteca, il progetto per le coperture del Castello Cini e quello per Casa Salotto, l’accessibilità dei percorsi e la valorizzazione di Casa Bernardini quale nuovo polo di accoglienza.

“Ogni intervento – ha spiegato Giacinti – risponde a un’esigenza specifica, ma tutti sono rivolti allo stesso obiettivo di rendere la Rocca sempre più sicura, accessibile, conosciuta e capace di ospitare attività culturali e di attrarre visitatori. La Regione continuerà a investire sulla Rocca, in collaborazione con il Comune, la Parrocchia, la Soprintendenza e tutti i soggetti coinvolti, per completare progressivamente gli interventi necessari”.

Video RAI realizzato nella mattinata e subito messo in rete:

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2026/09/monselice-inaugurata-nuova-scala-mastio-federiciano-rocca-544d7b06-7829-4693-902c-0cb4b25bfe68.html

Anche il Mattino di Padova – qui sotto – con un pezzo firmato da Giada Zandonà – riprende la notizia ricostruendo puntualmente la storia della scala, mettendo in luce anche alcune criticità.

Mattino del 19 settembre 2026

 

 

 


Link utili sulla storia del torrione: https://www.monseliceantica.it/mastio-di-federicio-ii-a-monselice/

 


© 2026 a cura di Flaviano Rossetto

Vedi anche:

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