Giovedì 4 dicembre 2025, per l’Università per il Tempo Libero (Anteas) di Monselice, lo storico Claudio Grandis ha relazionato sulle tristi vicende delle nostre mura in età veneziana. Come sappiamo, le mura di Monselice nei secoli sono state vendute, date in locazione oppure demolite per scavare la preziosa trachite della Rocca. Per capire come tutto questo sia potuto accadere, è necessario indagare dal punto di vista legale chi fossero i proprietari delle mura nei secoli. Di seguito la loro triste storia.
Uno sguardo alla storia
Nel 1405 Venezia conquista (senza combattere) Monselice. Con il trattato di pace (= Privilegio del 1406) la Serenissima di fatto confisca le mura, le torri e tutte le fortificazioni di Monselice. In cambio si accolla tutte le spese per la loro manutenzione. Secondo i piani militari veneziani, la fortezza di Monselice doveva essere pienamente efficiente per proteggere Padova da sud. I castelli e il torrione diventarono, cioè, beni demaniali e lo rimasero fino al 1942.
Ma Venezia aveva un disperato bisogno di liquidità (Monselice dovrà versare numerosi ‘contributi’ a Venezia per finanziare tra l’altro la guerra contro i turchi). Risolve momentaneamente il problema mettendo in vendita il vasto patrimonio che i Da Carrara avevano anche a Monselice. Il 14 agosto 1406 il patrizio Francesco Marcello si aggiudicò all’asta il complesso dei beni carraresi che costituivano la “gastaldia” monselicense all’interno delle mura (che comprendeva il complesso del castello detto “di Ezzelino” e un palazzo nella contrada di Porta Carpanesia).
Qualche anno più tardi le finanze veneziane avevano ancora bisogno di nuove entrate. Nel 1432 la Serenissima deliberò di dare in locazione nel suo territorio torri, castelli, mura, rocche e valli di difesa per ridurre le spese di manutenzione. Nei contratti, della durata tra i 3 e i 5 anni, si precisava che l’assegnatario dovesse essere individuato con un’asta pubblica e la gestione dei fitti fu affidata a un nuovo ufficio detto “delle rason vecchie”, che si occupava di tutti gli aspetti amministrativi delle locazioni. I governi locali non furono neppure coinvolti.
Sconfitta di Agnadello, fine della fortezza di Monselice
Nel 1509 le città di Padova e Monselice furono coinvolte nella battaglia di Agnadello, che vide la sconfitta di Venezia contro la Lega di Cambrai (una lega politico-militare contro Venezia, formata dalle maggiori potenze continentali: Francia, Spagna, Impero asburgico e il Papato, guidato dal pontefice Giulio II, acerrimo nemico della città lagunare).
Monselice, coinvolta nello scontro, venne espugnata e bruciata; durante l’assedio fu distrutto anche l’archivio comunale. Questo episodio del luglio 1510 ci è narrato da Guicciardini. Possediamo una bellissima stampa e la cronaca della battaglia per conquistare il castello di Monselice scritta dallo storico Guicciardini. Vedi [ Clicca qui…]
La nuova tattica militare di Venezia
Le sorti della guerra avevano reso palese che i nuovi cannoni erano in grado di sbriciolare le mura tradizionali. Venezia decise di abbandonare i vecchi castelli – tra questi anche Monselice – per costruire nuove mura protette da grandi terrapieni in grado di resistere alle potenti cannonate. Con il nuovo progetto furono fortificate le nuove mura delle città capoluogo (Padova, Treviso, Verona e Vicenza), mentre i vecchi castelli (come quello di Monselice) furono abbandonati, venduti o dati in affitto ai privati.
Le città murate con le loro cortine medievali furono abbandonate militarmente per diventare, nelle città maggiori, “barriere doganali”, dove al loro interno si tenevano i mercati e le fiere annuali. Chi voleva entrare in città con le merci doveva pagare i dazi (come si vede nel noto film di Benigni).
A partire dal 1520 e fino al 1545 tutte le strutture fortificate che non avevano più alcuna funzione militare furono messe all’asta e vendute, mentre per quelle parti che non si potevano vendere continuarono ad essere prorogati i vecchi contratti d’affitto.
Un prezioso registro del tardo XVII secolo, rinvenuto presso l’Archivio di Venezia direttamente da Claudio Grandis, riporta i nominativi di circa 40 monselicensi che, a partire dal 1491, si aggiudicarono in affitto “pezzi” delle antiche mura. Assai richiesti erano gli edifici ricavati nelle porte di Monselice (Porta San Marco) e alcuni tratti del fossato (vallo) che circondava ancora la cinta esterna.

Interessanti sono le licenze concesse da Venezia ai monselicensi che chiedevano di aprire varchi o finestre attraverso le mura a prezzi stracciati. Lentamente i privati acquistarono pezzi di mura e le circondarono con nuove abitazioni.
Nell’Ottocento la Rocca fu venduta ai cavatori (Giraldi, Cini, Duodo et). Una dettagliata cartina elenca le cave attive sulla Rocca nei primi del Novecento . Alla fine si contarono ben 14 ditte che aggredirono il colle da ogni lato.
Maggiori info https://www.ossicella.it/monselice/le-cave-di-trachite-della-rocca-di-monselice-nel-settecento/
Oppure, con una sguardo un pò più ampio https://www.ossicella.it/monselice/le-cave-dei-colli-euganei/

Conclusione e proposta di una mappatura completa delle mura
Le mura di Monselice (contrariamente a quelle di Montagnana, Este o Cittadella) erano di proprietà della Serenissima (beni demaniali). Per motivi economici Venezia fu costretta a venderle ai privati, i quali in molti casi iniziarono a demolirle anche per sfruttare la trachite della Rocca. Le altre fortezze dei comuni vicini, invece, erano di proprietà comunale (pubblica); per questo motivo le mura si sono conservate fino a oggi.
Di chi sono le mura di Monselice oggi ?
Come abbiamo visto, i proprietari oggi sono molti: ci sono tratti appartenenti a privati, altri di proprietà del Comune di Monselice, della Regione e credo anche delle suore di san Biagio. Ogni metro di mura ha quindi la sua storia giuridica e un proprietario diverso, spesso legato anche alla presenza di edifici storici o insediamenti che si sono sviluppati attorno alla cinta muraria nel corso dei secoli.
Servirebbe quindi una mappatura dettagliata di tutte le mura di Monselice, con vincoli precisi su quello che è rimasto, per poter fare un po’ di manutenzione e tutelarle in modo efficace.
Un grazie di allo storico Claudio Grandis per le sue preziose info storiche.


© 2025 a cura di Flaviano Rossetto
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