Il Conte Corinaldi Leopoldo, Sindaco di Monselice (1920-1925)
Leopoldo Corinaldi nacque a Padova 24 giugno 1875 in una famiglia della ricca borghesia ebraica padovana. Il padre Augusto era stato presidente della Camera di commercio di Padova nel 188788 e aveva trasformato la tenuta di Lispida, di proprietà della famiglia fin dalla fine del ‘700, in una rinomata azienda vitivinicola. Il figlio Amedeo ricoprì anch’egli nel 1904-1910 la carica di presidente della Camera di commercio di Padova. Fu anche uno degli amici e dei collaboratori fidati del futuro ministro Giuseppe Volpi; nel gennaio 1905 fu tra i fondatori della Sade (Società adriatica di elettricità) di cui ricoprì anche il ruolo di presidente. Leopoldo, iscrittosi alla facoltà padovana di giurisprudenza, si laureò nel 1898 con una tesi dal titolo Di alcune questioni sul contrabbando di guerra. Intraprese quindi una fortunata carriera diplomatica che lo portò a Berna, Madrid e Costantinopoli.
In quest’ultima città nel 1905 si sposò con la turca Maria Nazle la quale, durante il ventennio, fu una delle nobildonne più chiacchierate di Padova. Ricoprì un ultimo incarico ad Atene dove rimase fino al 1913. Nell’aprile del 1920 fu collocato a riposo. A suggello della sua luminosa carriera diplomatica, pubblicò numerosi articoli sull’emigrazione italiana e sulla politica estera della Turchia, della Gran Bretagna e sul commercio della Grecia. Durante la prima guerra mondiale ospitò nella sua villa di Lispida, oggi conosciuta come Villa Italia, il re Vittorio Emanuele III che nel 1926 lo volle ricompensare nominandolo «ministro plenipotenziario di sua maestà». Politicamente schierato su posizioni nazionaliste, aderì al fascismo dando vita, in seno all’Agraria, ad una particolare sezione che aveva lo scopo di difendere gli interessi dei proprietari terrieri anche facendo uso di squadre armate.
Nell’ottobre 1920 fu candidato alle elezioni amministrative del comune di Monselice nella lista degli agrari e dei popolari, contrapposta ai socialisti. Riuscì ad essere eletto sindaco, seppure con pochissimi voti di maggioranza. La disastrata situazione finanziaria del comune costrinse il neosindaco a scelte impopolari, come ad esempio l’applicazione di una forte tassa sui commercianti, il che lo pose in contrasto con una parte del suo stesso partito. Un partito dilaniato da gelosie, personalismi e continue beghe, che alla fine convinsero il Corinaldi a rassegnare le dimissioni nel 1925.
Un rovescio finanziario lo costrinse anche a vendere Villa Italia alla famiglia Sgaravatti di Saonara. Leopoldo ed il fratello Edoardo furono a lungo alla guida delle Officine meccaniche di Battaglia e della Società veneta di macinazione, sempre di Battaglia, imprese controllate dalla Sade che contribuirono allo sviluppo industriale della cittadina, di cui ricoprì anche la carica di podestà. Presidente dell’Opera nazionale maternità infanzia di Padova nel 192627, fu poi segretario della Associazione italoamericana. A differenza della sorella Anna Corinna, arrestata presso il confine italosvizzero nel dicembre 1943 ed uccisa poco dopo il suo arrivo ad Auschwitz il 26 febbraio 1944, riuscì a passare indenne il periodo repubblichino. Morì a Venezia l’8 giugno 1952. (D.G.)
Vedi anche:
https://www.ossicella.it/monselice/villa-italia-a-lispida/
Sui vignati vedi https://www.ossicella.it/monselice/corinaldi/
