Annibale Mazzarolli nasce a Monselice, dove nel 1887 il padre Antonio era stato nominato commissario distrettuale. Trasferitosi con i genitori a Padova, frequentò il liceo classico ‘Tito Livio’. Nel 1908 si iscrisse ad ingegneria per laurearsi solo 12 anni dopo, nel 1920. Il fatto di abitare a Padova non gli impedì tuttavia di frequentare con una certa assiduità Monselice dove abitavano i nonni materni e suo padre possedeva una campagna di medie dimensioni. Nazionalista convinto, nel 1914 lo troviamo nella lista clericomoderata risultata vincente nelle elezioni amministrative di Monselice.

Col grado di tenente di artiglieria partecipò alla Prima guerra mondiale durante la quale fu insignito della croce di guerra. Nel primo semestre del 1919 si iscrisse alla neonata sezione del partito fascista padovano, rimanendo sostanzialmente un nazionalista, un uomo d’ordine espressione della medioalta borghesia burocratica.
Nel 1927 fu nominato podestà in una Monselice in cui la sezione fascista era dilaniata da beghe interne e la situazione finanziaria del Comune risultava quasi al collasso. La componente agraria del fascio osteggiò rabbiosamente e fin da subito la nomina del Mazzarolli. Il nuovo podestà fu sentito in Monselice come un intruso dal suo stesso partito, una persona estranea, catapultata dalla città, un uomo che non poteva rappresentare gli interessi dei fascisti locali. Mazzarolli, del resto, non nascose mai la propria alterità — per non dire la sua personale avversione — nei confronti degli agrari colpevoli, a suo dire, di avere impedito vent’anni prima l’industrializzazione della cittadina.
Uomo di cultura, si dilettava di musica e di storia; e a lui si deve la prima storia di Monselice edita nel Novecento. Trascorreva abitualmente le ferie a Cortina d’Ampezzo, assieme ai più bei nomi dell’aristocrazia e della finanza veneta. Amava i viaggi e le crociere, i concerti e le mostre d’arte. Nei 17 anni in cui resse l’amministrazione monselicense dimostrò una spiccata sensibilità per i monumenti.
In armonia col progetto del Cini di portare all’antico splendore il castello ezzeliniano e la via delle Sette Chiese, non esitò ad eliminare alcuni edifici pubblici che impedivano la visione del castello stesso.
Durante la sua gestione podestarile cercò di valorizzare con manifestazioni culturali il Gabinetto di Lettura trasformato in Biblioteca. Nazionalista più che fascista, egli ribadì più volte il fatto che la sua carica non poteva e non doveva «essere a mezzadria». Lo ribadì anche a costo di litigare in continuazione coi segretari politici che pretendevano di influire nelle decisioni riguardanti l’amministrazione comunale. Fu nazionalista e cattolico, un clericofascista perfetto. Al suo insediamento si presentò in canonica prima che in municipio, e fin da subito stabilì che all’inizio di ogni anno scolastico i bambini dovessero assistere ad una funzione religiosa.
Per Mazzarolli solo la croce e la spada unite — ed anche la cultura da entrambe ispirate — erano in grado di garantire la grandezza della nazione. Per questo fu un grande sostenitore della guerra d’Africa e di quella spagnola. Più che agli effettivi bisogni dei suoi amministrati, badò al bilancio. Ebbe il merito di non farsi influenzare dalle clientele. E soprattutto non si fece condizionare dai fascisti agrari che in nome dei loro meriti antibolscevici pretendevano di quasi non pagare tasse.
Da buon nazionalista si batté per la nascita dell’Impero. Ma alla seconda guerra mondiale fu sostanzialmente contrario. E quando la situazione stava precipitando, cessò anche di credere nel fascio.
Negli ultimi anni di podestà veniva raramente a Monselice. Incomprensioni con il commissario di Padova furono molte, alla fine si dimise da Podestà. (Vedi il suo profilo sul Carturan)
Dopo il 25 luglio del 1943 fu badogliano come l’amico Vittorio Cini. E per questo in ottobre fu arrestato dai repubblichini. Liberato grazie all’intervento del vescovo, si ritirò a Conegliano, dove morì nel 1948. (Francesco Selmin, Tratto dal libro Atlante storico della Bassa Padovana. Il primo Novecento).

Libri e opuscoli scritti dal Mazzarolli.
Monselice : notizie storiche / Annibale Mazzarolli. Padova : Tipografia del Messaggero di S. Antonio, 1940 qui in PDF [ Clicca qui…]
Annibale Mazzarolli, Studio di massima per l’esecuzione di alcune opere pubbliche e per la sistemazione del centro urbano di Monselice, Padova 1942 (Contiene alcune cartine di Monselice) [vai..]
Parole del Podestà in occasione della sua conferma / Annibale Mazzarolli. Monselice : Rinaldo Bottaro, 1932
Note di “Vita Cittadina” / Annibale Mazzarolli. – 3 v
1 : Anni 1927 – 1928 / Padova : Stab. tip. L. Penada, 1929 30 p. ; 24 cm
2 : Anni 1929 – 1930 / Monselice : Tipografia Bottaro, 1931 25 cm
3 : Anni 1932 – 1938 / Monselice : Tipog. Bottaro, 19939
Due ducali del 1516 e del 1564 dirette al podestà di Monselice ; [a cura di] Annibale Mazzarolli Padova 193
Legislazione delle strade vicinali : comunicazione al convegno degli ingegneri delle provincie venete e di Mantova : Padova, 9-10 giugno 1933


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